domenica 14 aprile 2019

Un romanzo ambientato nell'altipiano di Selvino degli anni trenta: Pimpì Oselì di Elena Gianini Belotti

L'altipiano di Selvino - foto di Giovanni Barbieri,
che ringrazio per la concessione
Ogni volta che mi ritrovo a passeggiare sui sentieri dell'Altipiano di Selvino mi frulla in testa quella filastrocca che ha dato il titolo ad un romanzo scritto da Elena Gianini Belotti, che considero un piccolo capolavoro e di cui mi sento di consigliare la lettura a tutti coloro che amano la storia e le prealpi orobiche.
Nei pressi del Forcellino di Aviatico.
Ambientato negli anni trenta del secolo scorso, il romanzo, dai forti tratti autobiografici, racconta di un'insegnante costretta a trasferirsi, con i suoi due figli, da Roma a Selvino.   La vera protagonista del romanzo è la piccola Cecilia che avrà l'esperienza di frequentare la scuola dell'obbligo insieme al fratellino ed agli altri coetanei residenti nelle diverse frazioni dell'Altipiano.
Cappelletta sul Monte Poieto - foto di Giovanni Barbieri,
che ringrazio per la concessione
Il testo è un bellissimo insieme di microstorie, quelle che narrano della povera gente e del vissuto quotidiano in un mondo duro e ostile, tronfio di retorica fascista e devozione bigotta, dove le tradizioni hanno il sapore amaro della miseria e della chiusura aprioristica nei confronti del "forestiero".
I declivi dell'altipiano dal sentiero verso il Monte Suchello
Nelle prime pagine del romanzo, la descrizione della salita affrontata dalla corriera che percorre il tratto Nembro-Selvino assume i toni di un viaggio epico.    I bambini devono stare ... seduti fermissimi e fissare la strada: non dovranno voltarsi per nessuna ragione, dovranno aspirare ed espirare profondamente, a bocca aperta, ora comincia la salita, ci sono tredici tornanti e c'è il rischio di vomitare...    Gli sforzi titanici dell'autista nell'affrontare i tornanti, gli accenni violenti di vertigine dei passeggeri, gli sballottamenti e le strombazzate della corriera ed i continui conati di vomito vengono raccontati con una maestria coinvolgente e appassionante e l'arrivo nella piazza principale di Selvino viene salutato dai rintocchi delle campane che annunciano il mezzogiorno come fosse una vera e propria liberazione.
Monti Cornagera e Poieto - foto di Giovanni Barbieri,
che ringrazio per la concessione.
La trama si dipana soprattutto nel descrivere come fosse la scuola in quegli anni dove, ai piccoli montanari intabarrati nelle mantelle nere veniva insegnato l'abc del regime (Libro e moschetto, Balilla Perfetto) e venivano imbottiti dai dogmi del "catechismo degli angeli custodi."    Ma anche le descrizioni della vita quotidiana, della precarietà igienica e della cattiva alimentazione, vengono dipinte con crudo realismo velato da una tristissima ironia.     Erano i tempi in cui ... con l'arrivo della primavera, molti posti nei banchi restano vuoti.  I bambini delle cascine non vengono a scuola perché devono aiutare in casa: le mucche vanno condotte al pascolo, i campi ed i prati concimati con lo stallatico prima che la terra sia vangata...
Il verde dell'altipiano
Il capitolo più intenso e drammatico si svolge nel roccolo di proprietà del padre di una compagna di scuola, posizionato ...sui monti oltre Ganda, alla forca che si affaccia su Gazzaniga...    Quella che, agli occhi della piccola protagonista, sembrava promettere una bella gita tra prati fioriti e gai uccelli canterini, si trasforma in una crudele mattanza senza senso, dove gli adulti si trasformano, invasati da terribile furore, con le facce congestionate nello sforzo di un impari caccia ai tordi catturati dalle reti predisposte tutt'intorno all'uccellanda.
Roccolo
Pimpì oselì è un romanzo bellissimo.   Dopo averlo letto, percorrere gli itinerari che si articolano sull'altipiano di Selvino è come riattraversare parte della nostra storia perché, sia pur così lontani, quei giorni, attaccati l'uno all'altro, hanno costruito le fondamenta della nostra memoria.

Altre informazioni:
Arrivare: L'altipiano di Selvino dista poco più di 20 chilometri da Bergamo.   Si deve percorrere la provinciale 35 della Valle Seriana fino a Nembro, dove si deve imboccare la S.P. 36 che sale decisa, con 19 tornanti (e non 13 come scritto nel romanzo) fino ai 1.000 metri dell'Altipiano.  In auto si impiega circa trenta minuti dal capoluogo orobico.
Altre escursioni nei dintorni: In questo blog trovate le descrizioni relative a due itinerari che si sviluppano con partenza o arrivo sull'Altipiano. Il primo vi porta a conquistare la panoramica vetta del Monte Suchello. Il link è il seguente: 
https://dislivellozero.blogspot.com/2018/05/da-aviatico-al-monte-suchello-il.html
Il secondo parte invece descrive le diverse occasioni di escursione che girano intorno al bellissimo borgo rurale di Salmezza. Il link da cliccare è: https://dislivellozero.blogspot.com/2017/01/il-fascino-antico-di-salmezza-e-gli.html
Sul sito: http://www.altopianoselvinoaviatico.it vengono inoltre descritte numerose passeggiate tranquille, anche a "dislivello zero", che vi permetteranno di godere a pieno questo territorio.    Alla sede dell'ufficio turistico è possibile acquistare la versione cartacea completa di cartina.





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