🥾 Dislivello: 600 metri ⌚ Durata: circa 4 ore 📏Lunghezza: quasi 9 km
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| Arrivo a Baita Cornetto Alta (foto di Claudio Papetti). |
La perla panoramica di questa escursione è sicuramente lo spettacolo della Presolana vista dalla terrazza erbosa della Malga Cornetto Alta. Una delle tante perturbazioni di questa capricciosa primavera ci ha negato questo privilegio, ma ha anche intensificato le emozioni offerteci dalle due diverse tipologie di bosco che abbiamo attraversato: la fittissima abetaia della selvaggia Valle del Papa ed il variegato arbusteto della parte alta della poco nota Val Guncla.
| Malga Cornetto Bassa |
La partenza di questo itinerario avviene dal parcheggio posto a lato della chiesa parrocchiale di Bratto (1006 m) frazione di Castione della Presolana. Nel primo tratto si cammina sull'asfalto delle vie interne del paese: dall'angolo della chiesa si entra in via Silvio Pellico, che si percorre per circa 750 metri fino a svoltare a destra in via Maroncelli (un quarto d'ora dalla partenza-1009 m). Un ampio tornante fa guadagnare quota e, in un paio di minuti, si arriva a piegare di nuovo a destra imboccando la breve via Tito Speri, in fondo alla quale si intravvede un cancello aperto, oltre il quale termina l'asfalto (25 minuti dalla partenza, 1060 m circa).
| Il cancello aperto in fondo a via Speri. |
Poco oltre la traccia si riduce a sentiero e lambisce il perimetro della cascina denominata "Grutin del Crapu" e si inoltra in un rado bosco di latifoglie con viste sul fondovalle. Un altro breve tratto, segnalato con bolli gialli, ci porta ad un bivio dove una palina segnalita del CAI ci indica la direzione per Valle del Papa - Cornetto.
| Si lambisce la Cascina "Grutin del Crapu". |
Il bosco, qui ancora misto, sembra ravvivato dalle recenti pioggie. I fiori sono stropicciati, i loro colori sono più vividi. I profumi sono più intensi del solito. Scompaiono i rumori della civiltà, si intensificano i suoni naturali. A quaranta minuti dalla partenza una larga curva a destra ci inoltra nella Valle del Papa. Il sentiero è netto ed evidente. A lato corre un cordolo in cemento, di ignota funzione, che viene lentamente assorbito dal terreno. Poco più avanti trascuriamo una deviazione a destra. Anche i bolli gialli ci indirizzano nella giusta direzione: sempre diritto.
| Castione della Presolana dalla radura della Baita della Valle di Papa. |
Dopo aver camminato per un'ora, ci troviamo di fronte ad un piccolo torrente, che guadiamo voltando a sinistra. Dieci minuti dopo raggiungiamo un'ampia radura, sopra la quale si affaccia, seminascosta dalla vegetazione, la vecchia Baita della Valle del Papa (un'ora e dieci minuti dalla partenza-circa 1300 m di quota). Zigzagando il sentiero la raggiunge in breve, trovando la palina segnaletica del CAI che ci impone di proseguire salendo a destra, in un'abetaia che si infittisce sempre di più ad ogni passo.
| Arrivo alla Baita della Valle di Papa. |
Siamo nel tratto forse più avventuroso del percorso. Non tanto per la traccia, comunque evidente, ma per l'asprezza della salita, la completa mancanza di campo e l'esuberanza della vegetazione. In questo mese fioriscono gli abeti rossi. Sui loro rametti spuntano piccoli coni, di colore rosso (se femminili), o giallo (se maschili). E' uno spettacolo raro. In questo tratto troviamo abeti fioriti con molti coni rossi. Nella valle successiva, che percorreremo in discesa, prevalgono invece i coni gialli.
| Inflorescenza (femminile) dell'abete rosso. |
Dopo cinque minuti di salita dalla baita, incontriamo un possente abete caduto sul sentiero, che dobbiamo aggirare tenendoci sulla destra. Poi la pendenza rimane elevata e costante, costringendoci a procedere a piccoli passi e confidando nella spinta dei bastoncini. Non è possibile affidarci alle app, perchè manca completamente il segnale, ma il sentiero resta ben tracciato.
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| La pendenza rimane elevata e costante...(foto di Claudio Papetti). |
Dopo una larga curva a destra, sia pur molto lentamente, il bosco si dirada, arrivando finalmente a lato della splendida radura della Malga Cornetto Bassa. Il sentiero ci deposita accanto alla stalla coperta (in dialetto: penzana) che rimane nella parte alta del pascolo. La Malga (1493 m - due ore circa dalla partenza) si trova invece più in basso, in posizione magnifica (suppongo anche panoramicamente).
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| La stalla della Malga di Cornetto Bassa. |
Dietro la stalla incrociamo la "via del latte", un itinerario turistico didattico che unisce Rusio al Passo della Presolana, toccando le diverse malghe presenti sul territorio. La percorriamo anche noi, tenendo la destra e percorrendo il largo sterrato che sale dolcemente, regalando belle viste su Bratto, Dorga, ed i monti Varro, Scanapà e Lantana e portandoci velocemente di fronte alla Malga Cornetto Alta (1508 m - due ore e un quarto dalla partenza).
| Bratto, Dorga e il Monte Varro ripresi dalla via del latte. |
E' un'area attrezzata per la sosta, con un panorama mozzafiato che abbraccia tutta la Conca della Presolana, lo Scanapà ed il Monte Pora. Per noi oggi ci sono solo nuvole compatte che ci spingono a proseguire nell'anello, scendendo sulla via del latte in direzione del Passo della Presolana. Dopo circa trecento metri incontriamo una deviazione sulla destra, segnalata con frecce in legno che indicano la discesa per Bratto-Ponte di Gler. Qui inizia una nuova avventura.
| La deviazione per la Val Guncla. |
Scendiamo lungo il crinale, seguendo una traccia ben evidente, fra radi arbusteti di ginepro e pino mugo, isolate betulle ed una distesa di genziane che punteggiano di viola la dorsale del monte Sarrandone. In una ventina di minuti arriviamo ad un bivio, proprio dove l'arbusteto lascia spazio ad un'abetaia. Ad una ventina di minuti dal bivio incontriamo sbiadite paline segnaletiche vergate con il pennarello che ci indirizzano a destra.
| Inflorescenza (maschile) dell'abete rosso. |
Poco sotto incontriamo le inflorescenze maschili degli abeti rossi ed alcune viste sugli impianti del passo della Presolana. La traccia sembra sicura della propria direzione e ci porta a lambire una ferrata che sale sulla cima del Sarrandone. Proseguiamo in leggera discesa ed arriviamo ad un ulteriore bivio. Il sentiero principale sembra scendere a sinistra, effettuando un'inversione ad U. A destra invece la traccia si fa più sottile, risalendo leggermente. La segnaletica è inesistente, se non per un minuscolo cartello scritto a mano che indica la direzione per la ferrata che abbiamo appena superato.
| Il Passo della Presolana dal sentiero di discesa nella Val Guncla. |
Nel dubbio decidiamo di seguire quello che ci pare il sentiero principale, che peraltro scende. E qui probabilmente sbagliamo perchè, consultando a posteriori la mappa, le prime case di Bratto (il villaggio turistico Ponciai) risultavano a pochi passi nella direzione dell'esile traccia in salita.
| La via ferrata che sale al monte Sarrandone. |
Ma l'errore non crea particolari problemi. La dolcissima discesa ci porta in breve a case isolate, di fronte alle quali la traccia effettua un'altra inversione ad U, per poi procedere diritta fino ad imboccare una larga sterrata che, finalmente, scende in direzione della via Cantoniera, che scende dal passo della Presolana (1100 m circa - un'ora e dieci minuti da Malga Cornetto).
| Il monte Sarrandone visto dalla strada statale. |
Iniziamo a calpestare l'asfalto negli immediati pressi del cartello che indica l'inizio della frazione di Bratto e scendiamo lungo la statale per circa un chilometro. Giunti all'altezza dell'Hotel Migliorati, sulla destra, imbocchiamo via Cadorna, che entra nella zona residenziale di Bratto portandoci direttamente al parcheggio posto a lato della chiesa parrocchiale. La discesa ci ha impegnato per più di un'ora e quaranta minuti.
| La Baita Alta di Cornetto. |
Note tecniche:








