🥾 Dislivello: 550 metri ⌚ Durata: 3,5/4 ore 📏 Lunghezza: circa 8 km
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| Dolomiti della Valcanale, Pizzo Salina e Monte Pradella dai pascoli della Baita di Monte Agnone basso (foto di Claudio Papetti). |
Un'escursione a doppio anello nelle freschissime abetaie della Selva d'Agnone, salendo dal frequentato sentiero che porta ai cinque laghi e deviando nei solitari pascoli della Baita d'Agnone bassa, dove si incontra solo il vento. Nella parte centrale dell'itinerario è necessario procedere con buon senso d'orientamento.
| La traccia che unisce i pascoli della Baita Monte Agnone basso (al centro della foto) al Monte della Croce. |
La partenza avviene dal parcheggio a pagamento che si trova 300 metri ad est del caratteristico borgo di Bortolotti (1146 m), in località Becc, nel territorio Comunale di Valgoglio (nelle note tecniche trovate le info per arrivarci e dove trovare i gratta e sosta). Vicino all'uscita del parcheggio si accede ad un sentiero segnalato dai bolli biancorossi del CAI che, entrando nel folto dell'abetaia, si congiunge ben presto con il sentiero CAI n. 228-268 con destinazione cinque laghi.
| Le ultime cascine di Bortolotti, prima di arrancare nell'abetaia. |
Si percorre un breve tratto asfaltato a servizio delle baite più alte di Bortolotti, prima di tornare nella frescura della fitta vegetazione, che ci proteggerà dal calore fino a quota 1500 m. Il bosco è bellissimo, anche se sono evidenti le ferite provocate da questa caldissima estate. Nessuna fioritura colora il sottobosco, nessun profumo fungino ad eccitare il fiuto dei fungaioli. La salita è ripida. A tratti costeggia la condotta forzata che porta l'acqua dei cinque laghi alla centrale di Aviasco. In altri punti la incrocia sottopassandola a destra, per poi ripassarla rientrando a sinistra.
| Si esce in campo aperto, dove ci aspetta un trivio. Saliamo sulla sterrata di mezzo (tenendo l'altarino sulla sinistra).. |
La faticosa rampa ci impegna per circa un'ora, portandoci ad un bivio segnalato posto a circa 1490 m di quota, dove si svolta a sinistra proseguendo sul CAI n. 228-268. Si procede su una stradetta forestale con pendenza più dolce mentre l'abetaia si dirada fino a farci uscire in campo aperto, dove ci aspetta un trivio (parzialmente) segnalato. (1510 m di quota - un'ora e un quarto dalla partenza).
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| Alle nostre spalle spuntano le dolomiti della Valcanale... (foto di Claudio Papetti). |
A sinistra si procederebbe sul solito sentiero CAI ultra-segnalato, direzione cinque laghi. Le altre due sterrate sono invece prive di qualunque segnaletica. Noi saliamo su quella nel mezzo, procedendo circondati dal panoramicissimo circo di vette che comprende, alle nostre spalle, le dolomiti della Valcanale ed i Pizzi Salina e Pradella. Sul lato sinistro ci fanno compagnia i monti Cabianca, Madonnino e Segnale.
| Baita Monte Agnone Basso. |
Con morbida pendenza la forestale procede tra prati e pascoli, fino a raggiungere quelli della Baita Monte Agnone Basso, che si intravvede alla nostra sinistra. Poco oltre, leggermente più in basso, si trova la stalla (1690 m. circa) adibita il ricovero degli animali, che raggiungiamo in meno di mezz'ora dall'ultimo trivio. Qui termina la parte facile del percorso ed inizia quella per cui è necessario un buon senso di orientamento.
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| Dalla stalla uno scatto al Monte Pradella (foto di Claudio Papetti). |
A destra della stalla si intuisce una traccia che attraversa il pascolo, calpestato innumerevoli volte da greggi di pecore. Il sentierino prosegue senza apprezzabile dislivello, fiancheggiando il rudere di un casotto e pianeggiando in direzione di un dosso. La traccia si perde un po' nell'erba. Poco prima di raggiungere il dosso il sentiero piega leggeremente a destra, ridiventa evidente e supera un imponente esemplare di abete rosso.
| Il sentiero...supera un imponente esemplare di abete rosso... |
Oltre il dosso compare subito la cima del Monte della Croce, con il simbolo religioso delimitato da un recinto in legno. Superato un rado boschetto, senza traccia obbligata, la si raggiunge in venticinque minuti dalla stalla della Baita Monte Agnone Basso. (La croce è posizionata a 1666 m di quota. Dalla partenza si impiega circa due ore e un quarto).
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| Oltre il dosso compare la cima del Monte della Croce... (foto di Claudio Papetti). |
Il panorama è a 360 gradi. La foschia di calore ci impedisce una visione netta a sud e ad est. Ciò nonostante è molto suggestiva la serenità dei prati che circondano Selvadagnone ed i profili arditi delle pareti nord dei monti Secco e Fop, che sbucano sopra la verdeggiante Cima di Bani.
| Gli impianti idroelettrici a servizio delle dighe dei 5 laghi, ripresi dalla cima del Monte della Croce. |
Lo spettacolo a nord-ovest è molto più netto e dettagliato. Le cime del Pizzo Salina e dei monti Pradella e Succotto sono arricchite dai dettagli degli impianti idroelettrici a servizio delle dighe dei cinque laghi, con i tralicci dell'alta tensione e le case dei guardiani che spezzano l'uniformità della pietra. Poco oltre, il crestone che sale al monte Segnale delimita i confini delle erte pendici erbose dell'Alta Valgoglio.
| Sui pascoli la traccia percorsa, sullo sfondo le pendici del Madonnino. |
Dopo la sosta, si scende dalla parte opposta del recinto che delimita la croce di vetta. La traccia di un sentierino perde quota zigzagando fra radi arbusti di rododendri sfibrati dal caldo. Nel tratto al sole il solco del sentiero è evidenziato dall'erba più secca, fino ad arrivare ad un solitario larice che precede un boschetto di abeti rossi. Qui la traccia è più evidente, transita accanto ad alcuni enormi formicai abitati da milioni di formiche, scendendo senza particolari difficoltà ad un capanno di caccia splendidamente ristrutturato. Siamo al roccolo dei Fratelli Guana (1598 m-un quarto d'ora dalla cima del Monte della Croce).
| Il roccolo dei fratelli Guana. |
Dal roccolo, una carrareccia a fondo naturale, prima in piano e poi con alcuni saliscendi ci riporta al trivio di quota 1512 (poco più di mezz'ora dalla cima del Monte della Croce). Riscendiamo quindi sul sentiero 228-268 già percorso all'andata, fino a ritornare ad un bivio dove non scendiamo a sinistra, bensì proseguiamo diritti in piano seguendo la segnaletica in direzione "Cà di Racc", un agriturismo che si trova lungo la stradina che collega Selvadagnone con Bortolotti.
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| Selvadagnone dal sentiero di discesa (foto di Claudio Papetti). |
Si scende per un buon quarto d'ora, camminando sotto le freschissime fronde degli abeti rossi, fino ad un bivio dove prendiamo a destra, in direzione Valgoglio. Con maggiore pendenza, si scende decisi in direzione di Selvadagnone, che ci compare alla vista, con i suoi verdissimi prati e le cascine ben ristrutturate, poco prima di planare sulla stradina asfaltata che, in una decina di minuti, ci porta al parcheggio di partenza. La discesa ci ha impegnato per quasi un'ora e mezza.
| Mucche al pascolo negli immediati pressi del parcheggio. |
Note tecniche:
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio in località Becc, sopra Valgoglio che dista circa 47 km dal centro di Bergamo, percorribili in un'ora e dieci minuti d'auto. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si tiene la sinistra, seguendo le indicazioni per Valbondione. Superato l'abitato di Ardesio si prosegue per un paio di chilometri fino ad imboccare il bivio che a sinistra porta a Valgoglio. Arrivati in paese si supera l'abitato e si procede diritti seguendo le indicazioni per la località Bortolotti. Arrivati di fronte al bar ristoro 5 laghi, si sale a destra per raggiungere, 300 metri oltre, il parcheggio a pagamento posto in località Becc.
Il parcheggio si paga: Il parcheggio in località Becc, di proprietà comunale, è a pagamento da metà aprile a metà ottobre. Occorre premunirsi di ticket gratta e sosta presso il Bar Centrale di Valgoglio, posto nella piazzetta accanto al Municipio. Il costo giornaliero è di 5 (cinque) euro. In località Bortolotti si trova un'altro parcheggio a pagamento, ma è privato e non accetta il gratta e sosta emesso dal Comune.



























