🥾 Dislivello: quasi 500 metri ⌚ Durata: tre ore circa 📏Lunghezza: 6,5 km
| Pizzi Redorta e Coca dai pascoli alti di Cacciamali. |
L'escursione parte da Ludrigno (550 m. circa) frazione di Ardesio (nelle note in fondo al post trovate i dettagli per arrivarci). Dai parcheggi siti in via Agher si entra nel piccolo borgo, calpestando un bell'acciotolato. Al primo bivio si sale a sinistra e, nei pressi di una cascina, si prende a destra, seguendo le indicazioni del Sentiero dei Sapori, dell'Alto Serio e dell'Alta Via delle Grazie, tracciati di lunga percorrenza che solcano l'Alta Valle Seriana. Il primo, realizzato nel 2016, ed il secondo, risalente agli anni '80, sono entrambi trascurati e lasciati all'incuria del tempo.
| Ludrigno, poco dopo la partenza. |
Accompagnati da bolli blu e viola percorriamo un tratto fra muretti a secco. Ne incontreremo altri lungo il percorso, segno che stiamo percorrendo un tracciato che rappresenta un patrimonio importante, perchè ricorda e valorizza l'antica viabilità che, nel passato nemmeno troppo remoto, era l'unico collegamento tra i diversi aggregati rurali e le aree a pascolo. Si raggiunge un'altra palina segnaletica verticale (600 m. circa-un quarto d'ora dalla partenza) che ci fa voltare a destra scendendo nel greto del torrente Vendulo. Siamo alla base dell'omonima valle, tristemente nota per le periodiche valanghe che hanno martoriato Ludrigno nei secoli passati (vedi dettaglio nelle note in fondo al post).
| La Val Vendulo. |
Risalendo dal greto del torrente, a metà salita si tiene ancora la destra, e si continua in falsopiano. I segnavia blu e viola ci portano verso la contrada di Staletti, raggiunta in poco meno di mezz'ora dal parcheggio di partenza. Si risale fra le case e le cascine, panoramicamente affacciate sulla sottostante Ardesio, fino ad incrociare la strada comunale che sale fino alla frazione di Cerete.
| Ardesio, visto da Staletti. |
Si risale brevemente sull'asfalto e, al primo tornante, si imbocca una strada cementata. Subito dopo, si sale a destra, calpestando i ciotoli di una bella mulattiera. Pochi passi e si supera una cascina a cui fa da sentinella il pinnacolo di roccia che delimita e contraddistingue la valle del Vendulo. Continuando nella salita, si arriva negli immediati pressi dei fabbricati di Pizzoli (740 m circa-45 minuti dalla partenza).
| ...una cascina a cui fa da sentinella il pinnacolo della Val Vendulo. |
La traccia resta alta sulla contrada, che teniamo alla nostra destra, inoltrandoci in un boschetto di latifoglie. In una decina di minuti la mulattiera ci deposita nuovamente sull'asfalto, nel piccolo parcheggio posto appena sopra le abitazioni di Cerete (793 m.) ed all'inizio della carrozzabile che sale a Cacciamali, riservata ai fuoristrada dei residenti o proprietari di baite o cascine del paesino. Non saliamo sullo sterrato ma dal sentiero CAI 264 (che in questo tratto è condiviso anche dalla traccia locale "sentiero dei cacciatori").
| Zoom sul Timogno, ripreso dal tratto che unisce Pizzoli a Cerete. |
Questo sentiero si imbocca dal lato opposto del parcheggio cui siamo pervenuti. Poco sopra si rientra nella carrozzabile per giungere ad un bivio, dove teniamo la sinistra, seguendo i bolli biancorossi del CAI 264 ed abbandonando il "sentiero dei cacciatori" al proprio destino. Alternando tratti sterrati al cemento di quelli più ripidi, si sale con buona pendenza e, nei tratti dove il bosco è più rado, si gode una bella vista sull'imponente mole del Pizzo Redorta.
| Famigliola di ellebori nel bosco di Cacciamali. |
Il profilo delle case di Cacciamali si intravede dopo un quarto d'ora, procede nel bosco colorito da fioriture di ellebori. Con un po' di fatica si continua a salire. Si arriva ad un bivio dove si tiene alla destra e, finalmente, si raggiunge l'ingresso di Cacciamali (1030 m-un'ora e tre quarti dalla partenza). La visita al borgo è doverosa ed appagante. Chi volesse approfondimenti ed informazioni storiche su Cacciamali può consultare il seguente post, pubblicato lo scorso settembre 2024 in questo blog: https://dislivellozero.blogspot.com/2024/09/il-borgo-ed-i-pascoli-di-cacciamali-un.html.
| Ingresso a Cacciamali. Sulla destra il monte Redondo. |
Se invece vi interessa prolungare l'itinerario ci sono due possibilità: la prima è quella di realizzare un piccolo anello che parte dal retro della chiesetta di Cacciamali. Superando due tornanti della sterrata si sale ad una cascina, oltre la quale si individua l'esile traccia di un sentierino che resta alto sul borgo, attraversando i pascoli alti. Costeggiando le pendici del Monte Secco si piega a sinistra restando in quota ed arrivando ad un boschetto, dietro il quale si individuano, poco più in basso, i ruderi di Stalla Martina (1057 m).
| La chiesetta di Cacciamali. |
Dalle rovine, si torna indietro su una traccia che resta più bassa rispetto alla precedente, raggiungendo un dosso su cui campeggiano alcune imponenti latifoglie, poste a sentinella sull'abetaia che ricopre il versante sud della Valcanale. Dal dosso un visibile sentiero rientra pianeggiando a Cacciamali. L'anellino impegna per una quarantina di minuti e NON E' PERCORRIBILE IN CASO DI NEVE AL SUOLO, in quanto la traccia non è più visibile.
| Cacciamali dalla traccia che ne attraversa i pascoli alti. |
L'altra soluzione è più semplice e meno impegnativa. Si entra nel borgo di Cacciamali e, seguendo le indicazioni per il nevaio della Val del Las, si aggira a sinistra l'ultimo gruppo di case. Nei pascoli, restando vis-à-vis con il Pizzo Redorta, la traccia conduce in piano al dosso prima indicato, circondati da panorami via via più grandiosi. Tra andata e ritorno, vanno via una ventina di minuti.
| Abitazione rurale di Cacciamali. |
Per il ritorno a Ludrigno, si affronta il percorso affrontato in salita. Un po' di attenzione quando si dovrà attraversare il greto del torrente Vendulo: tenete la destra e salite sul gradino roccioso. Quindi scendete a sinistra e risalite, seguendo fedelmente i bolli blu e viola. La discesa da Cacciamali impegna per circa un'ora.
| Primule nel bosco di latifoglie sopra Staletti. |
Note tecniche:
Data dell'escursione: 02-02-2026 - da poco a molto nuvoloso.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggi in via Agher a Ludrigno, frazione di Ardesio. Il punto di partenza dell'escursione dista circa 37 km dal centro di Bergamo, percorribili in 45 minuti circa. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si tiene la sinistra, seguendo le indicazioni per Valbondione. Si procede diritti, superando il bivio per Villa d'Ogna ed il successivo abitato di Valzella-More. Al termine di quest'ultimo, si volta a sinistra (indicazioni per Ludrigno) imboccando direttamente via Agher. Si supera un tornante e, raggiunte le prime case ed un piccolo parco giochi., si trovano diversi stalli dove parcheggiare l'automobile.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario (limitatamente al tratto Ludrigno-Cacciamali e ritorno): circa 500 metri di dislivello per una lunghezza totale di sei chilometri e mezzo. Durata: La durata dell'escursione è di tre ore, al netto delle soste.
| Portone d'ingresso di un'abitazione di Ludrigno. |
https://dislivellozero.blogspot.com/2022/12/unanello-per-conoscere-il-suggestivo.html;
https://dislivellozero.blogspot.com/2023/08/cera-una-volta-un-nevaio-da-cerete.html.
Cartografia: L'escursione, ed anche le labili tracce delle due varianti, sono evidenziate nella recente carta escursionistica "Clusone-Pizzo della Presolana", realizzata dal CAI di Bergamo in scala 1:25.000.

