domenica 10 maggio 2026

Un inedito anello a congiungere la selvaggia Valle del Papa con la misconosciuta Valle Guncla, sotto lo sguardo vigile di una timida Presolana.

 🥾 Dislivello: 600 metri              ⌚ Durata: circa 4 ore            📏Lunghezza: quasi 9 km

Arrivo a Baita Cornetto Alta (foto di Claudio Papetti).

La perla panoramica di questa escursione è sicuramente lo spettacolo della Presolana vista dalla terrazza erbosa della Malga Cornetto Alta. Una delle tante perturbazioni di questa capricciosa primavera ci ha negato questo privilegio, ma ha anche intensificato le emozioni offerteci dalle due diverse tipologie di bosco che abbiamo attraversato: la fittissima abetaia della selvaggia Valle del Papa ed il variegato arbusteto della parte alta della poco nota Val Guncla. 

Malga Cornetto Bassa

La partenza di questo itinerario avviene dal parcheggio posto a lato della chiesa parrocchiale di Bratto (1006 m) frazione di Castione della Presolana. Nel primo tratto si cammina sull'asfalto delle vie interne del paese: dall'angolo della chiesa si entra in via Silvio Pellico, che si percorre per circa 750 metri fino a svoltare a destra in via Maroncelli (un quarto d'ora dalla partenza-1009 m). Un ampio tornante fa guadagnare quota e, in un paio di minuti, si arriva a piegare di nuovo a destra imboccando la breve via Tito Speri, in fondo alla quale si intravvede un cancello aperto, oltre il quale termina l'asfalto (25 minuti dalla partenza, 1060 m circa).

Il cancello aperto in fondo a via Speri.

Poco oltre la traccia si riduce a sentiero e lambisce il perimetro della cascina denominata "Grutin del Crapu" e si inoltra in un rado bosco di latifoglie con viste sul fondovalle. Un altro breve tratto, segnalato con bolli gialli,  ci porta ad un bivio dove una palina segnalita del CAI ci indica la direzione per Valle del Papa - Cornetto.  

Si lambisce la Cascina "Grutin del Crapu".

Il bosco, qui ancora misto, sembra ravvivato dalle recenti pioggie. I fiori sono stropicciati, i loro colori sono più vividi. I profumi sono più intensi del solito. Scompaiono i rumori della civiltà, si intensificano i suoni naturali. A quaranta minuti dalla partenza una larga curva a destra ci inoltra nella Valle del Papa. Il sentiero è netto ed evidente. A lato corre un cordolo in cemento, di ignota funzione, che viene lentamente assorbito dal terreno. Poco più avanti trascuriamo una deviazione a destra. Anche i bolli gialli ci indirizzano nella giusta direzione: sempre diritto.

Castione della Presolana dalla radura della Baita della Valle di Papa.

Dopo aver camminato per un'ora, ci troviamo di fronte ad un piccolo torrente, che guadiamo voltando a sinistra. Dieci minuti dopo raggiungiamo un'ampia radura, sopra la quale si affaccia, seminascosta dalla vegetazione, la vecchia Baita della Valle del Papa (un'ora e dieci minuti dalla partenza-circa 1300 m di quota). Zigzagando il sentiero la raggiunge in breve, trovando la palina segnaletica del CAI che ci impone di proseguire salendo a destra, in un'abetaia che si infittisce sempre di più ad ogni passo.

Arrivo alla Baita della Valle di Papa.

Siamo nel tratto forse più avventuroso del percorso. Non tanto per la traccia, comunque evidente, ma per l'asprezza della salita, la completa mancanza di campo e l'esuberanza della vegetazione. In questo mese fioriscono gli abeti rossi. Sui loro rametti spuntano piccoli coni, di colore rosso (se femminili), o giallo (se maschili). E' uno spettacolo raro. In questo tratto troviamo abeti fioriti con molti coni rossi. Nella valle successiva, che percorreremo in discesa, prevalgono invece i coni gialli. 

Inflorescenza (femminile) dell'abete rosso.

Dopo cinque minuti di salita dalla baita, incontriamo un possente abete caduto sul sentiero, che dobbiamo aggirare tenendoci sulla destra. Poi la pendenza rimane elevata e costante, costringendoci a procedere a piccoli passi e confidando nella spinta dei bastoncini. Non è possibile affidarci alle app, perchè manca completamente il segnale, ma il sentiero resta ben tracciato. 

La pendenza rimane elevata e costante...(foto di Claudio Papetti).

Dopo una larga curva a destra, sia pur molto lentamente, il bosco si dirada, arrivando finalmente a lato della splendida radura della Malga Cornetto Bassa. Il sentiero ci deposita accanto alla stalla coperta (in dialetto: penzana) che rimane nella parte alta del pascolo. La Malga (1493 m - due ore circa dalla partenza) si trova invece più in basso, in posizione magnifica (suppongo anche panoramicamente).

La stalla della Malga di Cornetto Bassa.

Dietro la stalla incrociamo la "via del latte", un itinerario turistico didattico che unisce Rusio al Passo della Presolana, toccando le diverse malghe presenti sul territorio. La percorriamo anche noi, tenendo la destra e percorrendo il largo sterrato che sale dolcemente, regalando belle viste su Bratto, Dorga, ed i monti Varro, Scanapà e Lantana e portandoci velocemente di fronte alla Malga Cornetto Alta (1508 m - due ore e un quarto dalla partenza).

Bratto, Dorga e il Monte Varro ripresi dalla via del latte.

E' un'area attrezzata per la sosta, con un panorama mozzafiato che abbraccia tutta la Conca della Presolana, lo Scanapà ed il Monte Pora. Per noi oggi ci sono solo nuvole compatte che ci spingono a proseguire nell'anello, scendendo sulla via del latte in direzione del Passo della Presolana. Dopo circa trecento metri incontriamo una deviazione sulla destra, segnalata con frecce in legno che indicano la discesa per Bratto-Ponte di Gler. Qui inizia una nuova avventura.

La deviazione per la Val Guncla.

Scendiamo lungo il crinale, seguendo una traccia ben evidente, fra radi arbusteti di ginepro e pino mugo, isolate betulle ed una distesa di genziane che punteggiano di viola la dorsale del monte Sarrandone. In una ventina di minuti arriviamo ad un bivio, proprio dove l'arbusteto lascia spazio ad un'abetaia. Ad una ventina di minuti dal bivio incontriamo sbiadite paline segnaletiche vergate con il pennarello che ci indirizzano a destra.

Inflorescenza (maschile) dell'abete rosso.

Poco sotto incontriamo le inflorescenze maschili degli abeti rossi ed alcune viste sugli impianti del passo della Presolana. La traccia sembra sicura della propria direzione e ci porta a lambire una ferrata che sale sulla cima del Sarrandone. Proseguiamo in leggera discesa ed arriviamo ad un ulteriore bivio. Il sentiero principale sembra scendere a sinistra, effettuando un'inversione ad U. A destra invece la traccia si fa più sottile, risalendo leggermente. La segnaletica è inesistente, se non per un minuscolo cartello scritto a mano che indica la direzione per la ferrata che abbiamo appena superato.

Il Passo della Presolana dal sentiero di discesa nella Val Guncla.

Nel dubbio decidiamo di seguire quello che ci pare il sentiero principale, che peraltro scende. E qui probabilmente sbagliamo perchè, consultando a posteriori la mappa, le prime case di Bratto (il villaggio turistico Ponciai) risultavano a pochi passi nella direzione dell'esile traccia in salita. 

La via ferrata che sale al monte Sarrandone.

Ma l'errore non crea particolari problemi. La dolcissima discesa ci porta in breve a case isolate, di fronte alle quali la traccia effettua un'altra inversione ad U, per poi procedere diritta fino ad imboccare una larga sterrata che, finalmente, scende in direzione della via Cantoniera, che scende dal passo della Presolana (1100 m circa - un'ora e dieci minuti da Malga Cornetto).

Il monte Sarrandone visto dalla strada statale.

Iniziamo a calpestare l'asfalto negli immediati pressi del cartello che indica l'inizio della frazione di Bratto e scendiamo lungo la statale per circa un chilometro. Giunti all'altezza dell'Hotel Migliorati, sulla destra, imbocchiamo via Cadorna, che entra nella zona residenziale di Bratto portandoci direttamente al parcheggio posto a lato della chiesa parrocchiale. La discesa ci ha impegnato per più di un'ora e quaranta minuti.

La Baita Alta di Cornetto.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 07-05-2026. Tempo coperto con rari sprazzi di sole, nebbie in quota e persistenti nubi basse.
Punto di partenza dell'escursione: Il punto di partenza è il parcheggio a servizio della chiesa parrocchiale di Bratto, sita in via Confalonieri e dedicata alla natività di Maria Vergine.  Dista circa 46 km dal centro di Bergamo, percorribili in una cinquantina di minuti d'automobile. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si volta a destra, seguendo le indicazioni per Clusone e Schilpario. Superato il centro di Castione della Presolana si prosegue sempre diritto per un paio di chilometri, fino ad incrociare ed a svoltare a sinistra in via Federico Confalonieri, che porta direttamente alla chiesa parrocchiale, al cui lato opposto si trova un ampio parcheggio gratuito.
Dislivello e lunghezza dell'anello: 600 metri complessivi di salita per un percorso di circa nove chilometri. 
Durata: Per compiere l'intera escursione servono circa quattro ore, al netto delle soste.

Genziana di Clusius, fotografata in Val Guncla.

Toponomastica della zona: La denominazione della Valle del Papa deriva probabilmente dall'impresa giovanile effettuata da Achille Ratti meglio noto come Papa Pio XI, il Papa con la passione dell'alpinismo. Il 4 ottobre 1888, insieme alla guida Carlo Medici, raggiunse la vetta della Presolana. Due targhe sono posate a ricordo: la prima nella Piazza del Municipio di Castione, la seconda all'esterno della Grotta dei Pagani. Pare che l'impegnativa scalata mosse i primi passi proprio attraversando la selvaggia Valle del Papa.
Segnali sbiaditi sulla via del ritorno...

L'importanza della segnaletica dei sentieri: Fino ad oggi, non mi risulta che questa escursione ad anello sia mai stata descritta in internet. Per questo temevo di avere difficoltà a trovare la segnaletica adeguata. Invece, fin quasi alla fine, le indicazioni e la segnaletica sono risultate utili ed opportune. Mi ha quindi stupito moltissimo, nel tratto finale della discesa, non aver trovato nessuna segnaletica che indicasse come giungere in centro paese a Bratto senza dover calpestare l'asfalto della stradale. Forse il cartello c'era ed è stato fatto sparire. In ogni caso ritengo doverosa questa segnalazione, perchè questo anello è tutt'altro che banale, e merita la dovuta attenzione già prestata ad altre escursioni presenti nella conca della Presolana.

Citiso insubrico nei boschi sopra Bratto.

Altre escursioni in zona: In questo blog potrete trovare altri itinerari che interessano i luoghi descritti nel presente post. La Malga Cornetto si raggiunge prevalentemente dal Passo della Presolana. Nel link seguente si descrive questa escursione effettuata in stagione invernale: 
La Valle del Papa viene invece attraversata da una interessante escursione che parte da Rusio, arriva alla baita della Valle del Papa e, attraversando una galleria, scende nella Valle dei Mulini. Qui trovate tutti i dettagli:
Cartografia: La zona interessata dall'itinerario può essere visualizzata nella carta escursionistica Clusone - Pizzo della Presolana, realizzata dalla sezione CAI di Bergamo in scala 1:25.000. La mappa è in vendita nelle cartolibrerie della zona ed alla sede della sezione CAI DI Bergamo: https://www.caibergamo.it. 

Tavolo dell'area di sosta alla Baita Cornetto Alta (foto di Claudio Papetti).


giovedì 23 aprile 2026

Dalla contrada Plazza di Oneta un anello che congiunge il Rifugio e le Baite del Grem, per poi scendere passando dal Colle di Zambla.

 🥾 Dislivello: circa 580 metri           ⌚ Durata: 4:15 ore            📏Lunghezza: quasi 9 km

Il Colle di Zambla dai pressi della Baita di Mezzo del Grem (foto di Claudio Papetti).

La partenza di questo anello escursionistico avviene dalla piccola e suggestiva contrada di Plazza (923 m. di quota, nove abitazioni, una chiesa e ventuno residenti) facente parte del Comune di Oneta (nelle note tecniche trovate le indicazioni per raggiungerla). Dal parcheggio sono evidenti le indicazioni per raggiungere il Rifugio Alpe Grem, prima meta dell'escursione. Si entra quindi nel cuore della contrada e, tenendo la sinistra, si affronta una breve e ripida discesa che porta ad una cascina, a destra della quale si imbocca una cementata che risale in un bosco di latifoglie. 

Il punto di partenza a Plazza di Oneta.

Fatti pochi passi (7 minuti dalla partenza) si incontra il primo pannello didattico del "Sentiero Etno-Naturalistico Baita Alpe Grem", corredato con una sagoma in ferro riproducente un minatore che spinge un carrello ed una taissina che cernisce il materiale scavato nella miniera. In questo punto bisogna abbandonare la cementata e salire a destra, imboccando un sentiero stretto fra muretti a secco, che sale con buona pendenza.

Qui bisogna abbandonare la cementata e voltare a destra...

Fate attenzione, perchè la deviazione non è assolutamente segnalata! Per chi sale sarebbe naturale procedere diritto sulla cementata, che invece porta a divagare nei boschi e nelle radure circostanti, tra le quali è possibile ammirare belle vedute ed effettuare piacevoli incontri, come quello da noi effettuato con una famigliola di placidi ed affettuosi asinelli. Prima o poi la traccia si ritrova, ma si perde tempo: più di mezz'ora!

Un piacevole incontro...(foto di Claudio Papetti).

Sperando quindi che qualche buon cuore provveda ad installare un'adeguata segnaletica, si prende a destra il sentiero che, poco dopo, mostra evidenti segni biancorossi del CAI, e prende rapidamente quota nel fitto bosco. Poco sopra si costeggia l'ampio pascolo con cascina ristrutturata in Località Baroca e, piegando a destra, si risale ancora un buon tratto di bosco fino ad approdare ai piedi di una ripida radura, sulla quale troneggia la Cascina Grumaldi (1100 m circa), da cui si gode una splendida visuale del Monte Alben.

...ai piedi di una ripida radura, sulla quale troneggia la Cascina Grumaldi.

Dalla cascina si raggiunge in breve uno stagno, costeggiato il quale si entra in un boschetto, arrivando quindi nel largo piazzale erboso del Rifugio Baita Alpe Grem (quasi 1200 m-poco meno un'ora dalla partenza). A sinistra dell'edificio un'indicazione ci fa salire zigzagando fino alla carrabile proveniente da Gorno, che percorriamo volgendo a sinistra e, rapidamente, raggiungiamo il limitare del pascolo della Baita Bassa di Grem (1225 m-quindici minuti dal Rifugio).

 ...raggiungiamo il limitare del pascolo della Baita Bassa di Grem.

Senza raggiungere la Baita, si volta a destra risalendo la cementata che risale la zona di scarico dello sterile estratto per secoli dalle vicine miniere di calamina. Tra i sassi spuntano fioriture molto interessanti, che ci accompagnano nella risalita, fino a raggiungere un vecchio edificio minerario (1330 m circa- mezz'ora dal Rifugio). Qui la cementata spiana per un breve tratto, per poi piegare a destra, riprendendo a risalire fra gli ampi pascoli del Monte Grem.

Le Baite di Mezzo del Grem, punto più alto del percorso (foto di Claudio Papetti).

Il tracciato è monotono ma regolare. Mentre le nuvole si compattano, occludendoci la vista sulla Cina di Grem e sulle montagne circostanti, arriviamo alle  baite di mezzo per una breve sosta (1458 m: punto più alto dell'escursione-due ore dalla partenza). Il panorama potrebbe essere meraviglioso, spaziando dall'Alben al Colle di Zambla, delimitato dai Monti Menna e Castello. Ai nostri piedi, le profonde vallecole che sfociano nella stretta Val del Riso. Ma il tempo non ci è clemente, e riprendiamo l'anello, seguendo le indicazioni del sentiero CAI n. 223 in direzione del Colle di Zambla.

Cicerchia primaticcia nella faggeta attraversata dal sentiero CAI 223.

Il tracciato lambisce la base delle Baite di Mezzo, percorrendo un tratto all'aperto e poi scendendo dolcemente verso un bellissimo bosco di faggi che ci farà compagnia a lungo. Sotto le fronde ci pare di camminare sul velluto, tanto è spesso il letto di foglie morte. La faggeta è splendida, colorata ed anche profumata. Alcune finestre che si aprono tra la vegetazione lasciano intravvedere lampi di sole che spaccano le nuvole ed illuminano porzioni di pascolo e belle cascine. 

...lampi di sole che illuminano porzioni di pascolo e belle cascine.

All'improvviso la pendenza si accentua e, con una serie di serpentine, perdiamo quota capitando nei pressi di un bivio che ci segnala il Colle di Zambla a 25 minuti. Proseguiamo nel bosco ed arriviamo al  successivo trivio (1230 m-un'ora dalle Baite di Mezzo) dove abbandoniamo la direzione per il colle (dato a un quarto d'ora) ed effettuiamo una vera e propria inversione ad U per tornare a Plazza (data ad un'ora di cammino).

 ...effettuiamo una vera e propria inversione ad U per tornare a Plazza.

Siamo sul sentiero CAI n. 239, che scende parallelo al precedente in un tratto di bosco più "ruspante" del precedente. Ai maestosi faggi si sostituisce una vegetazione più arbustiva e spontanea. La traccia è evidente e si procede di buon passo, ammirando anche fioriture diverse da quelle dei pascoli superiori. Dopo una quarantina di minuti, a quota 1070 m circa, si incontra un primo bivio segnalato dove si prende decisamente a destra (freccia leggibile solo per chi proviene in senso contrario).

Orchidea maschio fiorita sul sentiero CAI 239.

Si cammina per altri dieci minuti e ci si ritrova di fronte all'ampia radura di Località Baroca. Non si entra nel prato della stessa, ma si resta alti, tenendola alla nostra destra. Oltre la radura si incontra un bivio dove spicca un piccolo segnale metallico di un presunto "Sentiero dei laghi". Lo si imbocca, scendendo a destra un tratto molto poco battuto che, dopo pochi minuti, si inoltra in un traccia più marcata, che percorriamo scendendo ancora a destra. 

...si resta alti, tenendo la cascina della Baroca alla nostra destra.

Siamo sul sentiero percorso all'inizio della salita, che scende velocemente fino ad incrociare la cementata giusto all'altezza del primo pannello didattico del Sentiero etno-naturalistico. Il grosso è fatto e basta scendere a sinistra, ritrovare la prima cascina, risalire lo strappetto disceso alla partenza, per ritrovare le belle abitazioni di Plazza ed il parcheggio a lato della chiesa. La discesa ci ha impegnato per oltre due ore e un quarto.

L'Alben e la contrada Scullera dal sentiero di salita.

 Note tecniche ed altre informazioni: 

Data dell'escursione: 20-04-2026. Parzialmente nuvoloso, poi nuvolosità compatta in quota, con sprazzi di sole in discesa.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio con una dozzina di stalli nella piazzetta a lato della chiesa parrocchiale di Plazza, contrada di Oneta, Comune della Val del Riso. Dal centro di Bergamo dista circa 37 km, percorribili in circa 50 minuti. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana per circa 28 chilometri. Superato il ponte del Costone e prima di raggiungere Ponte Nossa, si gira a sinistra in direzione di Gorno, Colle di Zambla. Si sale lungo la Val del Riso per quasi sei chilometri, fino all'abitato di Oneta, al termine del quale si imbocca a destra la via Papa Giovanni XXIII. La si percorre integralmente (6 tornanti in un chilometro) fino ad arrivare alla contrada Plazza con il suo parcheggio. 
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 580 metri di dislivello per una lunghezza complessiva di quasi nove chilometri.
Durata: L'itinerario qui descritto impegna per 4 ore e un quarto, escluse le soste. 

Rifugio Baita Alpe Grem (foto di Claudio Papetti).

Ecomuseo delle miniere: Chi fosse interessato a maggiori informazioni sulla storica attività mineraria della zona, può consultare il sito dell'Ecomuseo delle miniere di Gorno, oppure seguirlo sulla sua pagina Facebook.  Questo è il link: https://www.ecomuseominieredigorno.it.
Sentiero etno-naturalistico Baita Alpe Grem: Dalla Plazza di Oneta fino alla Baita Bassa di Grem il sentiero n. 239 è in comune col “Sentiero etno-naturalistico Baita Alpe Grem” voluto dalle amministrazioni comunali di Gorno e Oneta. Tale sentiero è caratterizzato e valorizzato dalla presenza di alcune bacheche relative alla miniera, allo stagno con il suo ecosistema, al bosco e all’alpeggio, realizzate dagli alunni delle scuole d’infanzia, elementari e medie dei due comuni in collaborazione con le varie associazioni locali tra cui il CAI della Val del Riso.

L'Alben dal dosso di Cascina Grumaldi.

Un testo interessante su questa zona: Per pura coincidenza, poco prima di effettuare questa escursione, ho avuto modo di leggere un libro contenente un romanzo breve e cinque racconti, ambientati a Plazza ed Oneta all'inizio del secolo scorso. Il titolo del volumetto è "ANDRI' E ALTRI CINQUE RACCONTI, scritto da Giorgio SCHENA e pubblicato nel 2023 in 300 copie dal Centro Studi Valle Imagna. Si tratta di testimonianze di vita e lavoro in un villaggio montano delle Orobie, che hanno coinvolto antenati e famigliari dell'autore. E' molto interessante e scorrevole. Lo consiglio a tutti gli interessati alla storia locale. Si può prenotare utilizzando il sito della Rete Bibliotecaria Bergamasca, che non mi stancherò mai di suggerire: https://www.rbbg.it.
La copertina di "Andrì e altri cinque racconti"

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare alcune escursioni effettuate sulle pendici o nelle vicinanze della Valle del Riso. I link di collegamento sono i seguenti:
Cartografia: Carta dei sentieri dell'Alpe Arera, curata dall'Associazione Culturale Ultra Collem e Oltre il Colle.com. Realizzazione cartografica: Ingenia sas, scala 1:15.000. Costo 7,00 (sette)  €.

Alben e Santuario della Madonna del Frassino visti da Oneta (foto di Claudio Papetti).










domenica 5 aprile 2026

Un anello con partenza da Groppino che, passando da Fiorine, sale alla croce di vetta del monte Sapèl Né.

🥾 Dislivello: 320 metri            ⌚ Durata: poco più di 3 ore             📏Lunghezza: circa 7 km

La croce di vetta del Sapèl Né. Sullo sfondo il monte Alben.

Questa escursione parte dal parcheggio pubblico situato accanto all'ingresso principale dell'Ospedale di Groppino (530 m), frazione di Piario. Usufruendo del semaforo pedonale si attraversa la strada provinciale e, calpestando la ciclabile, ci si dirige verso nord per circa 300 metri. Di fronte al parcheggio successivo (riservato ai dipendenti della struttura sanitaria) si gira a destra, inoltrandoci nella Selva di Clusone (vedi nota 1).

Monti Alino e Vaccaro dall'antica strada della Selva.

Si trascura la prima deviazione a sinistra e si costeggia la proprietà di un'azienda agricola (dove si possono acquistare formagelle). Poco oltre si incontra un altro bivio, dove voltiamo a sinistra, abbandonando l'asfalto e seguendo la direzione per San Rocco. Si sale dolcemente, con belle viste sul Sapèl Né, il monte Alino e la Costa del Vaccaro.

L'Oratorio dei Morti Vecchi.

Si arriva in breve al piccolo oratorio dei Morti Vecchi (550 m-un quarto d'ora dalla partenza) edificato nel settecento in memoria dei morti della peste di manzoniana memoria. L'antica strada che univa la Selva  all'Alta Val Seriana passava da qui. Poco oltre ci si inoltra nella suggestiva località dei Prati Mini, dalla tipica vocazione agricola. Si calpesta brevemente il selciato dell'antica mulattiera delimitata da muretti a secco, prima di arrivare a camminare sull'asfalto di via Michelangelo da Caravaggio. 

Cascina ai Prati Mini.

Tenendo il centro di atletica alla nostra sinistra, si percorre questa via fino ad voltare a sinistra in via Avogradi. Dopo cento metri si gira a destra in via Mazza e poi a sinistra in via Carrara, che procede sinuosamente, permettendoci di ammirare, di fronte a noi, la parete est del monte Sapèl Né e, lontano sulla sinistra, le nere guglie dell'Alben. 

La vetta del Sapèl Né dal centro di atletica.

Arrivati ad uno stop, si volta a destra su via Bergamo e si procede diritto, trascurando una deviazione sulla sinistra, fino al parcheggio a lato dei campi da tennis. Qui si gira a sinistra in via Mazzoleni che, poco oltre, si trasforma in via Sotto Né, dove si comincia a salire. Si arriva ad un incrocio, dove si procede diritti, trascurando la deviazione a sinistra in via Cucco. Poco oltre si arriva nei pressi della cascina più alta (600 m. circa-un'ora dalla partenza).

 ...una incantevole veduta sulla frazione di Fiorine...

Qui termina l'asfalto e, invece di calpestare la strada cementata, si volta a sinistra, salendo un sentiero  segnalato con il numero cinque. La traccia erbosa costeggia il limitare del bosco, regalando una incantevole veduta sulla frazione di Fiorine, prima di salire verso un roccolo (650 m circa-un'ora e un quarto dalla partenza) dietro al quale si incrocia il sentiero che ci porterà sulla vetta del Sapèl Né.

Qui non si deve proseguire sul sentiero principale, ma salire a destra!

La traccia è segnata da bolli rossi e sale, tra pini silvestri e latifoglie, con buona pendenza. Alternando strappi a brevi falsopiani si giunge di fronte ad una freccia rossa, dipinta su una roccia chiara, ed un cartello in legno, che indica la direzione per la vetta. Entrambi paiono indicare di proseguire sul sentiero principale, che procede diritto. Ma sono mal posizionati, perchè invece bisogna salire voltando a destra, raggiungendo alcuni esili tronchi segnati da strisce rosse. 

Una finestra nel bosco lascia intravvedere Villa d'Ogna ed il Pizzo del Diavolo.

Lo strappo che segue è molto deciso. Da qui in poi sarà un'impresa rifiatare. Faticando, faticando e sempre seguendo i bolli rossi, si arriva di fronte a una freccia in legno con la scritta "croce", che ci fa svoltare a sinistra. Oltre, una successiva serie di strappi, ci porta a calpestare la cresta boscosa, dove riprendiamo a salire con gradualità fino a raggiungere l'agognata vetta (848 m-poco più di due ore dalla partenza).

Clusone e Colle Crosio. Sullo sfondo il Monte Guglielmo.

Il panorama è praticamente a 360°: volgendo ad est, con ai piedi la piana di Clusone, si intravvede il panettone innevato del Pora, la cima del Guglielmo ed il Pizzo Formico. A sud troneggia il monte Alben, mentre ad ovest gli abitati di Piario e Villa d'Ogna sono sorvegliati dall'imponente Costa del Vaccaro e, più lontano, l'aguzzo Pizzo del Diavolo sovrasta i monti Grabiasca e Madonnino.

Il primo tratto di discesa verso i ripetitori del Monte Cucco.
In fondo Piario e l'Ospedale di Groppino.

La (non segnalata) traccia per scendere a Groppino si trova proprio accanto al basamento della croce e scende dal versante ovest, che resta a strapiombo sul paese di Piario. Dopo una breve serpentina a scendere, si gira a sinistra pianeggiando sulla cresta. Veniamo aiutati dai bolli rossi e, in un paio di punti, bisogna aiutarsi anche con le mani. Stiamo superando l'intaglio che divide la prima dalla seconda cima del Sapél Né e serve un pò di attenzione. 

L'ometto di pietre. Qui bisogna scendere a destra.

In una ventina di minuti si raggiunge e si supera il primo ripetitore. Ne servono altri dieci per arrivare di fronte ad un grosso ometto di pietre, dietro al quale si vede il secondo gruppo di antenne, piazzato sulla cima erbosa del Monte Cucco (770 m). Qui si scende a destra, seguendo una ripida traccia che si inoltra nel bosco, più ombreggiato rispetto al versante di salita. Si perde rapidamente quota. I  bolli rossi sono numerosi, anche se si intuisce che sono più funzionali per chi sale rispetto a chi scende da questo versante. 

Polmonaria scura nel bosco del Sapèl Né.
I suoi fiori cambiano colore man mano che invecchiano.

In tre quarti d'ora dalla croce di vetta si raggiunge quota 600 m, dove incontriamo un bivio e voltiamo a sinistra. Poco più avanti incrociamo la larga sterrata che sale da Groppino alla bella radura della Chiesetta di San Rocco, visibile volgendo a destra e meritevole di una visita.

La chiesetta di San Rocco, sopra Piario.

Per tornare al parcheggio di partenza si gira a sinistra e si cammina sulla sterrata, che si inoltra nella Pineta. Dopo cinque minuti si incontra un ultimo bivio, segnalato, che ci fa prendere una traccia che scende a destra, ritrova la ciclabile e la vicina recinzione della struttura ospedaliera di fronte alla quale abbiamo iniziato l'escursione. La discesa ci ha impegnato per un'ora.

Piario e Villa d'Ogna dalla croce di vetta.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 02-04-2026 - tempo bello, visibilità ottima.
Punto di partenza: Per raggiungere l'Ospedale di Groppino (frazione di Piario) si percorre la provinciale della Valle Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si gira a destra in direzione di Clusone.  Risaliti due tornanti si arriva ad una rotonda, dove si prende a sinistra la Strada Provinciale 51. Si percorrono un paio di chilometri attraversando la Selva per arrivare alla struttura ospedaliera, che si trova sulla sinistra. Di fronte all'ingresso si vede l'ampio parcheggio gratuito. 
Dal centro di Bergamo sono circa 33 km, percorribili in circa tre quarti d'ora.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: 320 metri di sola salita per un totale di circa 7 chilometri.
Durata: L'anello si percorre in poco più di tre ore.

Fiorine, i Prati Mini ed il Pizzo Formico dalla vetta del Sapèl Né.

Nota 1 su Groppino e la Selva di Clusone: L'antico nome di Groppino pare fosse Gruppinum, che significa gruppo di pini. La Selva è una presenza antichissima e sicuramente risultava molto più estesa della superficie attualmente coperta dall'attuale bosco di conifere. Durante la terribile pestilenza del 1630 i soldati infetti che tornavano in licenza venivano confinati in remotissimo luogo all'interno della pineta stessa, ai tempi denominato Piazze di Lanterone. Il posto era talmente disagevole ed isolato che gli stessi soldati chiesero e ottennero di essere collocati in cima al Monte Crosio, dove è fabbricata la chiesetta della Santissima Trinità.
Ranuncolo bulboso, nel bosco di salita.

Altre escursioni in zona: In questo blog viene descritta un'altra escursione che transita dalla vetta del Sapèl Né. Parte dal cimitero di Piario e risale il versante ovest, per poi completare l'anello scendendo dal sentiero qui percorso in salita. Il link di collegamento è il seguente: https://dislivellozero.blogspot.com/2022/09/da-piario-alla-vetta-del.html.
Se invece volete fare due passi con minor dislivello potete fare una passeggiata con partenza ai Prati Mini, seguendo la seguente proposta: https://dislivellozero.blogspot.com/2022/04/lanello-dei-prati-mini-di-clusone-una.html.
Cartografia: La zona su cui insiste questo itinerario è coperta dalla carta escursionistica Clusone-Pizzo della Presolana, realizzata dala sezione CAI di Bergamo in scala 1:25.000, ma i sentieri qui descritti non sono tracciati sulla mappa. 

Muretti a secco ai Prati Mini.