domenica 16 agosto 2026

Da Bortolotti alla cima del Monte della Croce, sentinella della Valgoglio.

  🥾 Dislivello: 550 metri              ⌚ Durata: 3,5/4 ore             📏 Lunghezza: circa 8 km

Dolomiti della Valcanale, Pizzo Salina e Monte Pradella dai pascoli
della Baita di Monte Agnone basso (foto di Claudio Papetti).

Un'escursione a doppio anello nelle freschissime abetaie della Selva d'Agnone, salendo dal frequentato sentiero che porta ai cinque laghi e deviando nei solitari pascoli della Baita d'Agnone bassa, dove si incontra solo il vento. Nella parte centrale dell'itinerario è necessario procedere con buon senso d'orientamento.

La traccia che unisce i pascoli della Baita Monte Agnone basso
(al centro della foto) al Monte della Croce.

La partenza avviene dal parcheggio a pagamento che si trova 300 metri ad est del caratteristico borgo di Bortolotti (1146 m), in località Becc, nel territorio Comunale di Valgoglio (nelle note tecniche trovate le info per arrivarci e dove trovare i gratta e sosta). Vicino all'uscita del parcheggio si accede ad un sentiero segnalato dai bolli biancorossi del CAI che, entrando nel folto dell'abetaia, si congiunge ben presto con il sentiero CAI n. 228-268 con destinazione cinque laghi. 

Le ultime cascine di Bortolotti, prima di arrancare nell'abetaia. 

Si percorre un breve tratto asfaltato a servizio delle baite più alte di Bortolotti, prima di tornare nella frescura della fitta vegetazione, che ci proteggerà dal calore fino a quota 1500 m. Il bosco è bellissimo, anche se sono evidenti le ferite provocate da questa caldissima estate. Nessuna fioritura colora il sottobosco, nessun profumo fungino ad eccitare il fiuto dei fungaioli. La salita è ripida. A tratti costeggia la condotta forzata che porta l'acqua dei cinque laghi alla centrale di Aviasco. In altri punti la incrocia sottopassandola a destra, per poi ripassarla rientrando a sinistra. 

Si esce in campo aperto, dove ci aspetta un trivio. Saliamo
sulla sterrata di mezzo (tenendo l'altarino sulla sinistra)..

La faticosa rampa ci impegna per circa un'ora, portandoci ad un bivio segnalato posto a circa 1490 m di quota, dove si svolta a sinistra proseguendo sul CAI n. 228-268. Si procede su una stradetta forestale con pendenza più dolce mentre l'abetaia si dirada fino a farci uscire in campo aperto, dove ci aspetta un trivio (parzialmente) segnalato. (1510 m di quota - un'ora e un quarto dalla partenza).

Alle nostre spalle spuntano le dolomiti della Valcanale... (foto di Claudio Papetti).

A sinistra si procederebbe sul solito sentiero CAI ultra-segnalato, direzione cinque laghi. Le altre due sterrate sono invece prive di qualunque segnaletica. Noi saliamo su quella nel mezzo, procedendo circondati dal panoramicissimo circo di vette che comprende, alle nostre spalle, le dolomiti della Valcanale ed i Pizzi Salina e Pradella. Sul lato sinistro ci fanno compagnia i monti Cabianca, Madonnino e Segnale.

 Baita Monte Agnone Basso.

Con morbida pendenza la forestale procede tra prati e pascoli, fino a raggiungere quelli della Baita Monte Agnone Basso, che si intravvede alla nostra sinistra. Poco oltre, leggermente più in basso, si trova la stalla (1690 m. circa) adibita il ricovero degli animali, che raggiungiamo in meno di mezz'ora dall'ultimo trivio. Qui termina la parte facile del percorso ed inizia quella per cui è necessario un buon senso di orientamento.

Dalla stalla uno scatto al Monte Pradella (foto di Claudio Papetti).

A destra della stalla si intuisce una traccia che attraversa il pascolo, calpestato innumerevoli volte da greggi di pecore. Il sentierino prosegue senza apprezzabile dislivello, fiancheggiando il rudere di un casotto e pianeggiando in direzione di un dosso. La traccia si perde un po' nell'erba. Poco prima di raggiungere il dosso il sentiero piega leggeremente a destra, ridiventa evidente e supera un imponente esemplare di abete rosso.

Il sentiero...supera un imponente esemplare di abete rosso...

Oltre il dosso compare subito la cima del Monte della Croce, con il simbolo religioso delimitato da un recinto in legno. Superato un rado boschetto, senza traccia obbligata, la si raggiunge in venticinque minuti dalla stalla della Baita Monte Agnone Basso. (La croce è posizionata a 1666 m di quota. Dalla partenza si impiega circa due ore e un quarto).

Oltre il dosso compare la cima del Monte della Croce... (foto di Claudio Papetti).

Il panorama è a 360 gradi. La foschia di calore ci impedisce una visione netta a sud e ad est. Ciò nonostante è molto suggestiva la serenità dei prati che circondano Selvadagnone ed i profili arditi delle pareti nord dei monti Secco e Fop, che sbucano sopra la verdeggiante Cima di Bani.

Gli impianti idroelettrici a servizio delle dighe dei 5 laghi,
ripresi dalla cima del Monte della Croce.

Lo spettacolo a nord-ovest è molto più netto e dettagliato. Le cime del Pizzo Salina e dei monti Pradella e Succotto sono arricchite dai dettagli degli impianti idroelettrici a servizio delle dighe dei cinque laghi, con i tralicci dell'alta tensione e le case dei guardiani che spezzano l'uniformità della pietra. Poco oltre, il crestone che sale al monte Segnale delimita i confini delle erte pendici erbose dell'Alta Valgoglio.

Sui pascoli la traccia percorsa, sullo sfondo le pendici del Madonnino.

Dopo la sosta, si scende dalla parte opposta del recinto che delimita la croce di vetta. La traccia di un sentierino perde quota zigzagando fra radi arbusti di rododendri sfibrati dal caldo. Nel tratto al sole il solco del sentiero è evidenziato dall'erba più secca, fino ad arrivare ad un solitario larice che precede un boschetto di abeti rossi. Qui la traccia è più evidente, transita accanto ad alcuni enormi formicai abitati da milioni di formiche, scendendo senza particolari difficoltà ad un capanno di caccia splendidamente ristrutturato. Siamo al roccolo dei Fratelli Guana (1598 m-un quarto d'ora dalla cima del Monte della Croce).

Il roccolo dei fratelli Guana.

Dal roccolo, una carrareccia a fondo naturale, prima in piano e poi con alcuni saliscendi ci riporta al trivio di quota 1512 (poco più di mezz'ora dalla cima del Monte della Croce). Riscendiamo quindi sul sentiero 228-268 già percorso all'andata, fino a ritornare ad un bivio dove non scendiamo a sinistra, bensì proseguiamo diritti in piano seguendo la segnaletica in direzione "Cà di Racc", un agriturismo che si trova lungo la stradina che collega Selvadagnone con Bortolotti. 

Selvadagnone dal sentiero di discesa (foto di Claudio Papetti).

Si scende per un buon quarto d'ora, camminando sotto le freschissime fronde degli abeti rossi, fino ad un bivio dove prendiamo a destra, in direzione Valgoglio. Con maggiore pendenza, si scende decisi in direzione di Selvadagnone, che ci compare alla vista, con i suoi verdissimi prati e le cascine ben ristrutturate, poco prima di planare sulla stradina asfaltata che, in una decina di minuti, ci porta al parcheggio di partenza. La discesa ci ha impegnato per quasi un'ora e mezza.

Mucche al pascolo negli immediati pressi del parcheggio.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 13-08-2026 - sereno. Foschie di calore in quota.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio in località Becc, sopra Valgoglio che dista circa 47 km dal centro di Bergamo, percorribili in un'ora e dieci minuti d'auto. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si tiene la sinistra, seguendo le indicazioni per Valbondione. Superato l'abitato di Ardesio si prosegue per un paio di chilometri fino ad imboccare il bivio che a sinistra porta a Valgoglio. Arrivati in paese si supera l'abitato e si procede diritti seguendo le indicazioni per la località Bortolotti. Arrivati di fronte al bar ristoro 5 laghi, si sale a destra per raggiungere, 300 metri oltre, il parcheggio a pagamento posto in località Becc.
Il parcheggio si paga: Il parcheggio in località Becc, di proprietà comunale, è a pagamento da metà aprile a metà ottobre.  Occorre premunirsi di ticket gratta e sosta presso il Bar Centrale di Valgoglio, posto nella piazzetta accanto al Municipio.   Il costo giornaliero è di 5 (cinque) euro.  In località Bortolotti si trova un'altro parcheggio a pagamento, ma è privato e non accetta il gratta e sosta emesso dal Comune.

Panorama dal roccolo dei Fratelli Guana.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: 550 metri di sola salita per un totale di circa otto chilometri. 
Durata: Il doppio anello si completa in 3,5/4 ore di camminata, al netto delle soste. 
Luoghi di sosta e ristoro lungo il tracciato: Segnalo due esercizi commerciali siti negli immediati pressi del parcheggio in località Becc. Nel microborgo di Bortolotti è possibile mangiare al Ristoro 5 laghi. Info e contatti sul loro sito: https://www.ristoro5laghi.com. All'inizio di Selvadagnone si trova invece l'Agriturismo Cà di Racc, il cui sito è: https://agriturismocadiracc.it/.

Facciata del Bar Ristoro 5 laghi, a Bortolotti.

Altre escursioni in zona: In questo blog trovate anche la descrizione di altre tre escursione che partono dai parcheggi a pagamento di Valgoglio. I link sono i seguente:

Ora di pranzo a Selvadagnone (foto di Claudio Papetti).

Cartografia: L'escursione qui proposta è tracciata sulla carta escursionistica del Sentiero delle Orobie Orientali - scala 1:25.000, realizzata dal CAI di Bergamo e disponibile nelle librerie e cartolerie della Provincia, al prezzo di 14 euro (10 per i soci CAI). Il sentiero che sale ai laghi è ben evidenziato, così come le stradette forestali che raggiungono la Baita Monte Agnone Basso ed il roccolo Guana. Il tratto che unisce la stalla della Baita Monte Agnone Basso, tocca la cima del Monte della Croce e scende al Roccolo Guana è invece stampato con il flabile segno dei sentieri di interesse locale.

Controluce alla cima del Monte della Croce.





sabato 18 luglio 2026

Un anello dolomitico sotto le cime della Valcanale.

 🥾 Dislivello: 550 metri        ⌚ Durata: circa tre ore e mezza         📏 Lunghezza: oltre 8 km

Alla Baita di Vaghetto bassa.

La Valcanale è sottovalutata. Eppure, in certe giornate, offre viste e panorami semplicemente strepitosi. Questa escursione ne è un esempio: è quasi tutta ben segnalata, presenta un dislivello fattibile da tanti e, soprattutto nelle giornate feriali, un affollamento contenuto e limitato al primo tratto. Abbandonato il sentiero CAI 218, ci si ritrova a camminare soli, in religioso silenzio, rotto soltanto da qualche svogliato muggito...

Baita G.A.N.

Dopo aver raggiunto l'ultima area di sosta disponibile, posta a quota 1117 m. e distante circa 700 metri dal laghetto di Valcanale, si imbocca il sentiero CAI n. 220 con destinazione Rifugio Alpe Corte. Il primo tratto, su cementata, è ripido e va affrontato con adeguata lentezza. La traccia, che diventa sterrata nei tratti meno pendenti, prosegue nell'abetaia e raggiunge il Rifugio, posto a 1410 m., in circa 45 minuti.

Al Rifugio Alpe Corte.

Oltre l'edificio la traccia prosegue in piano. Dopo cinque minuti si incontra un bivio, dove si tiene la sinistra, abbandonando il sentiero CAI n. 220 (che porta ai Laghi Gemelli) e prendendo il CAI n. 218, con direzione Alpe Neel e Passo Branchino. Un ponticello in cemento ci consente di guadare il torrente Acqualina, facendoci salire un tratto un po' accidentato che ci deposita sull'alpeggio della Baita Corte bassa (1421 m). Di fronte a noi comincia a stagliarsi la roccia dolomitica della Corna Piana mentre, alle nostre spalle, si apre un'ampia veduta della Valle della Corte.

Baita Corte bassa. Sullo sfondo la Corna Piana.

Poco oltre, ad un quarto d'ora circa dal Rifugio, si incrocia un bivio dove teniamo la destra, imboccando in leggera salita il sentiero CAI n. 218/A, che abbandoneremo poco sopra per salire a destra verso la segnalata Baita Bassa Alpe Neel (1585 m-un'ora e trenta circa dalla partenza). Le vedute sono ora amplissime: il Corno Branchino compare in tutta la sua maestosità. Dietro la Corna Piana si affaccia la vetta dell'Arera.

Il passo (a sinistra) ed il Corno Branchino dall'Alpe Neel.

Saliamo tra i pascoli, ricalpestando il CAI n. 218. Dopo un quarto d'ora, una palina segnaletica verticale ci invita a svoltare sulla sinistra, in direzione della Baita gestita dal G.A.N (Gruppo Alpinista Nembrese). Pianeggiamo vis-à-vis con la Corna Piana, per poi scendere dolcemente in una radura tenuta a pascolo. 

Pianeggiamo vis-à-vis con la Corna Piana...

La traccia si perde nell'erba ed incontriamo l'unico tratto dove, causa assenza di segnaletica, è difficile orientarsi. Il sentiero che raggiunge la Baita G.A.N. porta il n. CAI 266 e lambisce la vegetazione che limita il lato della radura posto alla nostra destra scendendo. Seminascosto da quell'arbusteto si trova il letto, spesso in secca, del rio che scende dal Lago Branchino per sfociare, più a valle, nel torrente Acqualina. Subito dopo averlo guadato, sulla corteccia di un imponente abete rosso, si ritrova la segnaletica CAI, che ci riporta sulla retta traccia che diparte da un bellissimo pianoro posto sotto le pareti della Corna Piana.

...sulla corteccia di un imponente abete rosso,
si ritrova la segnaletica CAI (foto di Piergiorgio Lodetti)

Siamo ora sul sentiero CAI N. 266. Il solco è tornato evidente e, nel primo tratto, sale con decisione nel bosco misto con prevalenza di conifere. La rampa è breve e porta ad un saliscendi che ci deposita, dopo una ventina di minuti dall'ultima segnaletica, alla radura della Baita G.A.N. (1565 m.- due ore e un quarto circa dalla partenza). L'ambiente, ma anche l'architettura dell'edificio, è molto suggestivo. Circondata da scenari  impagabili, invita ad una sosta rigenerante sull'unico grande tavolo in legno, da cui si ammira uno spettacolo di cime, boschi e radure da qualunque parte ci si giri.

Baita G.A.N. con Pizzo Arera e Corna Piana.

Per completare l'anello si prosegue sul CAI n. 266 che, da qui all'arrivo, solca fedelmente il sedime di un ampia sterrata. Prima in leggera discesa e poi con una breve salita la traccia porta, in una decina di minuti, al colletto con i ruderi dei vecchi impianti di risalita. 

Il panorama dal colletto lascia senza fiato.

La palina segnaletica del CAI ci fa scendere a destra, in direzione della Baita di Piazza bassa. La sterrata scende accanto ad ampi pascoli e offrendo nuove e diverse prospettive: l'Arera supera le timidezze iniziali e si espone al nostro sguardo; poco oltre spunta Cima Valmora ed il ruvido scivolo che arranca verso il Passo del Re. Più lontano, i monti Fop e Secco chiudono il sipario.

Asinelli al pascolo di Baita Piazza Bassa. Sullo sfondo, da sinistra a destra; 
Cima del Fop, l'incavo del Passo del Re e Cima Valmora.

Superata Baita di Piazza Bassa si procede dolcemente in direzione della successiva Baita di Vaghetto Bassa (1424 m - mezz'ora circa da Baita G.A.N.), dove si tiene la sinistra, restando sempre sul CAI n. 266. La strada sterrata è qui oggetto di lavori in corso, che comunque non creano problemi alla discesa, facendoci arrivare ai resti dell'ex Albergo Sempreneve (1209 m-un'ora da Baita G.A.N.) oggetto di un progetto pubblico di ristrutturazione presentato un anno fa e che dovrebbe concretizzarsi entro il 2029 (altre info nelle note in fondo al post).

I ruderi dell'ex-albergo Sempreneve. La strada asfaltata
si imbocca dalla sinistra dell'edificio.

Dal vetusto edificio la traccia inizia a calpestare l'asfalto ed a scendere in direzione del nostro parcheggio. Regalandoci un paio di intriganti vedute sul laghetto, sulla bassa Valcanale e sullo spigolo nord della Presolana, in un quarto d'ora dall'ex Albergo, raggiungiamo infine gli immediati pressi del punto di partenza dell'itinerario.

Laghetto e bassa Valcanale dalla strada di discesa.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 16-07-2026 - tempo bello.
Punto di partenza: Per raggiungere la frazione di Valcanale si percorre la S.S. 671 della Valle Seriana fino al bivio di Ponte Nossa dove, invece di girare a destra per i tornanti che portano a Clusone, si prosegue dritti sulla provinciale n. 49 in direzione di Valbondione. Appena superato l'abitato di Ardesio, in località Ponte Seghe, si devia a sinistra seguendo le indicazioni per la Valcanale.  La strada guadagna subito quota con alcuni tornanti, per poi proseguire diritta nella vallata fino al suo termine.  Al laghetto inizia il tratto che prevede il pagamento del parcheggio. Da questo punto si procede diritto per circa 700 metri. Si parcheggia quando la strada volta decisamente a sinistra (spazio per una dozzina di auto). Di fronte si trova l'imbocco della forestale che sale all'Alpe Corte. Da Bergamo sono circa 47 km percorribili in un'ora circa. 

La Valle della Corte dall'alpeggio di Corte Bassa.

A Valcanale il parcheggio si paga: Da agosto 2018 il Comune di Ardesio ha disposto l'obbligo del parcheggio a pagamento nelle aree di sosta predisposte dal laghetto di Valcanale sino all'inizio della strada forestale che porta al Rifugio Alpe Corte.  Il prezzo giornaliero del biglietto "gratta e sosta" è stato man mano adeguato a 5 (cinque) euro. Riduzioni sono previste per soste plurigiornaliere. In sito sono presenti due parcometri. In alternativa i biglietti si possono acquistare nelle rivendite commerciali indicate al seguente link: https://www.viviardesio.it/parcheggi.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: 550 metri di dislivello per un totale, fra andata e ritorno, di oltre otto chilometri. 
Durata: Per percorrere l'intera escursione servono circa tre ore e mezza. al netto delle soste. 

La baita di Neel bassa.

Il nuovo progetto per gli ex-impianti di sci: Gli impianti sciistici e l'ex Albergo Sempreneve sono chiusi da circa trent'anni. Nel corso del tempo sono stati oggetto di degrado e vandalizzazioni. Il nuovo progetto prevede che l'ex struttura alberghiera diventi un centro di educazione ambientale,  con l'ambizione di divenire un Polo della biodiversità delle Orobie bergamasche. Il progetto è finanziato con due milioni e 350mila euro di fondi pubblici regionali, che saranno gestiti dalla Comunità Montana della Valle Seriana. L'ex-albergo saà abbattuto e al suo posto è previsto un fabbricato più piccolo che ospiterà un museo sulla flora e la fauna del Parco, spazi ricreativi e di accoglienza, sala conferenze ed un centro di ristoro. La gestione della struttura sarà effettuata in collaborazione con Università, centri di ricerca ed associazioni ambientali, come Lega Ambiente, CAI e WWF.

Radura tra le baite di Piazza bassa e Vaghetto bassa.

Altre escursioni in zona: In questo blog trovate la descrizione di diverse escursioni che esplorano i vari versanti della Valcanale. Di seguito si riportano i link degli itinerari che partono dal breve tratto di strada che divide il laghetto di Valcanale dalla foresta che sale all'Alpe Corte: 
Cartografia: L'escursione qui proposta è ben evidenziata sulla Carta escursionistica del Sentiero delle Orobie Orientali - scala 1:25.000, realizzata dal CAI di Bergamo e disponibile nelle librerie e cartolerie della Provincia, al prezzo di 14 euro (10 per i soci CAI). 
La segnaletica della Baita di Neel bassa
nasconde il Corno Branchino. 


venerdì 10 luglio 2026

Cima Gulter: il lato nascosto della Presolana.

 🥾 Dislivello: 500 metri circa            ⌚ Durata: tre ore e mezza            📏 Lunghezza: 7 km

Il massiccio della Presolana dal Pòs de la Plagna.

Cima Gulter si raggiunge con una salita breve ma molto ripida, con alcuni tratti "aerei". Dalla vetta boscosa prosegue con una serie di saliscendi in un'area poco battuta, fino a raggiungere la radura del "Pòs de la Plagna": un angolo molto suggestivo con splendida vista sulla Presolana. Da lì si prosegue in falsopiano sino ad incrociare il sentiero di salita al monte Visolo, per scendere quindi al Rifugio Cassinelli. Un anello poco battuto e con un dislivello contenuto, che regala prospettive inedite sul massiccio calcareo più amato dagli escursionisti orobici.

Il gruppo del Pizzo Camino dalla salita a Cima Gulter (foto di Claudio Papetti).

Arrivati al Passo della Presolana (1290 m circa-nelle note tecniche i dettagli per arrivarci) si parcheggia accanto alla chiesetta che si trova sulla sinistra salendo da Castione. Dal retro della stessa un evidente tracciolino risale il prato fino ad incrociare, al limitare dell'abetaia, il tornante di una sterrata sulla quale corre il sentiero CAI n. 316. Lo si segue per pochi minuti fino ad incontrare un bivio segnalato, dove si prende decisamente a destra, seguendo la direzione per il Monte Gulter (senza fidarsi della durata indicata, molto ottimistica).

Di fronte alla proprietà privata si sale a sinistra...

Siamo all'inizio della variante CAI n. 316/A, che seguiremo fino al suo termine, senza peraltro averne conferma scritta sulle paline segnaletiche che incroceremo lungo il percorso. Camminando per altri cinque minuti si raggiunge una proprietà privata che impone alla traccia del sentiero di salire a sinistra, costeggiando la recinzione della stessa. Raggiunto un traliccio dell'alta tensione, si volta a sinistra, incontrando pendenze che cominciano a diventare significative. 

Monti Pora e Scanapà dal sentiero di salita.

Superato un ripetitore telefonico, si procede in cresta fino ad un punto panoramico (mezz'ora circa dalla partenza) che ci regala belle viste sul passo della Presolana, sull'altipiano di Borno e sulle Corna di San Fermo. Qui la traccia rientra nel bosco, scendendo brevemente a sinistra, per poi risalire di nuovo con decisione, senza possibilità di recuperare il fiato. A tratti ombreggiati si alternano tornanti esposti ai quattro venti, che possono creare qualche problema a chi soffre di vertigini. 

La Val di Scalve vista da uno dei terrazzini panoramici.

I panorami sono comunque degni di nota: ad est la vista si posa sul Monte Pora e lo Scanapà, a nord si sprecano gli scorci sugli angoli più suggestivi della Val di Scalve. In un paio di punti è possibile effettuare brevissime deviazioni sulla destra per raggiungere balconi naturali che regalano un'impressionante vista d'insieme su cime e contrade scalvine. Suggerisco di porre molta attenzione nell'avvicinarsi a questi terrazzini panoramici (1560 m circa-poco più di un'ora dalla partenza).

La salita procede senza requie...

La salita procede senza requie fino ad una piccola radura, circondata da alberi, sulla quale spicca una palina segnaletica verticale del CAI. Finalmente siamo arrivati a Cima Gulter (1637 m-un'ora e venti minuti circa dalla partenza). Senza fermarci (la vista sui dintorni è molto limitata) continuiamo a seguire la traccia CAI che procede sul crinale, prima scendendo e poi risalendo, avendo ai propri lati due diverse tipologie di bosco: sulla sinistra una compatta abetaia, mentre a destra predominano le latifoglie. 

Segnaletica sulla Cima Gulter (foto di Claudio Papetti).

Poco alla volta la vegetazione lascia spazio a finestre sulla conca di Castione e, finalmente, sul massiccio della Presolana. Sulla sinistra spunta il gruppo del Pizzo Camino e persino il Pizzo Tornello, mentre il bosco ed il limitare del pascolo vengono colorate da molteplici fioriture, tra le quali spuntano anche i cespugli del rododendro irsuto. A mezz'ora da Cima Gulter la vegetazione si dirada e sbuchiamo nella grande radura del "Pòs de la Plagna" (1660 m circa), dove lo spettacolo del massiccio della Presolana merita una sosta prolungata. 

Arrivo alla radura del Pòs de la Plagna.

Dopo aver ammirato la sfilata di cime (Visolo, Presolana, Corzene, Cornetto) riprendiamo il cammino dirigendoci verso una palina segnaletica, posta sul lato opposto della radura. Salendo a destra si procederebbe sul sentiero CAI n. 316/A per salire poi verso il monte Visolo. Noi prendiamo invece la tenue (e poco visibile) traccia di sinistra, che ci porterà a raggiungere il Rifugio Cassinelli. Guardando a terra veniamo aiutati dai bolli biancorossi pitturati sui sassi del percorso, che ci aiutano ad uscire da questo tratto un po' selvatico. 

Fiori del rododendro irsuto sul sentiero CAI n. 316/A

Poco più avanti il solco dei camminamenti divente più evidente. Si prosegue a mezzacosta, alternando tratti in piano ed alcune brevi ondulazioni. A mezz'ora dall'ultimo bivio il sentiero si perde di nuovo nell'erba alta. Restando in piano procediamo diritti, arrivando in breve ad incrociare la marcata traccia del sentiero CAI n. 316, che scende lungo il vallone fino a portare, con una breve deviazione sulla destra, al Rifugio Cassinelli (1568 m-un'ora dal Pòs de la Plagna), dove ci attende un adeguato ristoro.

Il Rifugio Cassinelli. Sullo sfondo il Monte Cornetto.
(foto di Claudio Papetti).

Per il rientro al parcheggio del Passo della Presolana, abbiamo scelto il percorso più breve. Non ci sono indicazioni nei dintorni del Rifugio. La traccia è comunque ben marcata e resta poco più alta della stradetta di servizio utilizzata per raggiungere il Rifugio con gli automezzi autorizzati. Entrati nell'abetaia il sentiero rimane evidente e privo di deviazioni fino al Passo. Per la cronaca, sulle mappe è indicato come il sentiero CAI. n. 315-316. Dal Rifugio al parcheggio abbiamo impiegato una quarantina di minuti. 

Gli impianti sciistici del Passo della Presolana, con Bratto e Dorga sullo sfondo.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 08-07-2026. Tempo bello, con annuvolamenti in alta quota e lievi foschie di calore.
Punto di partenza dell'escursione: Il punto di partenza è situato sul lato nord della chiesetta che, per chi sale da Castione, si trova sul lato sinistro della Strada Statale 671, un centinaio di metri prima dello scollinamento verso la Val di Scalve. Se i parcheggi posti ai lati della chiesetta sono già occupati, pochi metri più indietro si trova l'ampio sterrato a servizio degli impianti di risalita. Il punto di partenza dell'itinerario dista circa 50 km dal centro di Bergamo, percorribili in poco più di un'ora d'automobile. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si volta a destra, seguendo le indicazioni per Clusone e Schilpario. Superato il centro di Castione della Presolana si prosegue sempre diritto, raggiungendo il Passo con gli ultimi sette chilometri. 

Punto panoramico a quota 1560 (foto di Claudio Papetti).

Dislivello e lunghezza dell'anello: 500 metri circa di salita per un totale di sette chilometri. 
Durata: Per compiere l'intera escursione servono circa tre ore e mezza, al netto delle soste.
Altre escursioni in zona: Ho esplorato questa zona nel mese di luglio di tre anni fa, percorrendo lo stesso tracciato, ma in senso inverso. Ritengo di aver avuto più soddisfazioni con il percorso odierno. Se qualcuno fosse interessato ad approfondire  l'anello in senso orario, ne trova la descrizione qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2023/07/un-anello-dal-passo-della-presolana.html.

Lungo il tratto a mezzacosta sulle pendici del Visolo
(foto di Claudio Papetti).

In questo blog potrete inoltre trovare altri itinerari con partenza dal Passo della Presolana. Questi sono i link di collegamento dei più recenti:
Cartografia: La zona interessata dall'itinerario puà essere visualizzata nella carta escursionistica "07-Clusone-Pizzo della Presolana", realizzata dalla sezione CAI di Bergamo in scala 1:25.000.

La vetta boscosa di Cima Gulter, ripresa dal crinale
che porta al "Pòs de la Plagna". Sulla destra il Pora.



sabato 20 giugno 2026

Sui sentieri della Resistenza: da Valpiana un breve ma spettacolare anello per visitare la Malga Lunga e salire fino alla croce della Corna Lunga.

 🥾 Dislivello: 400 metri circa            ⌚ Durata: quasi tre ore            📏 Lunghezza: km

Dalla croce della Corna Lunga, da destra a sinistra: Pizzo Camino, Presolana,
Ferrante, Coca, Redorta e Pizzo del Diavolo. In primo piano la Val Borlezza.

Questa escursione parte dalla località Teade di Valpiana, raggiungibile da Gandino percorrendo una stretta, ripida e tortuosa stradetta lunga quasi dieci chilometri, per arrivare ad una serie di cascine e singole abitazioni rurali sparse. Dopo aver parcheggiato negli stalli più alti (a circa 1115 metri di quota-nelle note tecniche trovate i dettagli per arrivarci e per il pagamento del relativo ticket) ci si incammina sull'asfalto per pochi metri, incontrando subito una palina segnaletica che ci fa voltare a destra, per risalire il sentiero CAI n. 544 con destinazione Monte di Sovere.

Località Monte di Sovere (1237 m).

Il tracciato sale lungo il corso in secca di un rio ed è abbastanza disagevole. In venti minuti, si arriva alla località Monte di Sovere (1237 m) dove si plana su un morbido sterrato che, in cinque minuti, raggiunge la Malga Lunga, un vero e proprio santuario della Resistenza Bergamasca (si veda la nota informativa in fondo al post). 

La Malga Lunga (1235 m).

Raggiunto il lato opposto della Malga, ci si dirige verso l'evidente palina segnaletica verticale piantata nel bel mezzo del pascolo. Indica la direzione da prendere per solcare il sentiero CAI 563, in direzione di Sovere. La traccia inizialmente si perde nell'erba, scendendo di traverso nel pascolo e dirigendosi verso il bosco. Più avanti il solco nel prato si fa più evidente e, proprio sul limitare della vegetazione, si individuano due paletti dipinti di bianco e rosso piantati nel terreno. Siamo sul sentiero giusto!

Nel pascolo della Malga Lunga.

La traccia entra nel fitto di un bel bosco di latifoglie, prima scendendo con buona pendenza e poi pianeggiando, godendo di una invidiabile frescura. Dopo un'ora della partenza incontriamo, a quota 1080 m circa, un bivio ben segnalato. Abbandoniamo la traccia che scende al Santuario della Madonna della Torre di Sovere e saliamo a sinistra, in direzione della Corna Lunga. 

Ultimo bivio prima della Corna Lunga.

Si prende a risalire, recuperando il dislivello perso in discesa. La traccia è evidente ed alterna brevi strappi a tratti con pendenza più dolce. A quota 1150 m. circa incontriamo un ulteriore bivio, dove compare una nuova sigla, che ci terrà compagnia per buona parte del percorso. La scritta in giallo recita: C3L e solo una ricerca su internet svela che si tratta del Cammino dei tre laghi che, con un anello di circa cento chilometri, tocca gli specchi d'acqua del Sebino, del lago d'Endine e di quello di Gaiano.

La croce della Corna Lunga (foto di Claudio Papetti).

Teniamo quindi la destra e continuiamo a salire. La Corna Lunga non è distante e rapidamente arriviamo a raggiungerne la croce di vetta (1235 m - poco più di un'ora e mezza dalla partenza). Lo spettacolo che ci viene regalato è semplicemente emozionante. Sotto i nostri piedi giace, in tutta la sua lunghezza, la Val Borlezza, delimitata ad est da Sovere, dall'altipiano di Bossico, dal monte Guglielmo e dal Lago d'Iseo. Ad ovest si intravvedono tutti i paesi della zona (Cerete Alto e Basso, Songavazzo, San Lorenzo e Rovetta) limitati dalla piana di Clusone. 

Sovere, Bossico, Sebino e Monte Guglielmo dalla Corna Lunga.

Tutt'attorno si svela un'imponente corona di cime, con la Presolana in bella evidenza, ma anche il Pizzo Camino e la punta innevata dell'Adamello non si negano allo sguardo. Sulla sinistra si distinguono il Ferrante, il Coca, il Redorta ed il Pizzo del Diavolo. Una veduta veramente affascinante; un indimenticabile volo a planare sulle Orobie. Erano anni che desideravo arrivare alla croce della Corna Lunga, ma le recensioni sulla salita si limitavano a riportare la traccia con partenza dal Santuario della Torre, attraverso il "sentiero delle fantasme", famoso per chi possiede un passo sicuro; famigerato per chi soffre di vertigini. 

Campanula soldanella sulla cresta erbosa della Corna Lunga.

L'anello prosegue in direzione ovest, percorrendo per un chilometro e mezzo la larga cresta della Corna Lunga, restando tra i 1250 ed i 1320 metri di quota. Il falsopiano offre numerose finestre dove continuare ad ammirare lo stesso panorama già goduto alla croce, ma con prospettive e punti di vista diversi. A mezz'ora circa dalla croce si giunge ad un bivio ed abbandoniamo il sentiero delle creste per scendere in una folta e freschissima abetaia. Siamo in località Fopa Lònga, che attraversiamo fino a raggiungere una splendida e soleggiata radura.

Radura in località Fopa Lònga.

Accanto ad una pozza d'acqua troviamo una freccia in legno che ci indica la direzione per tornare alla Malga Lunga. Sul limitare della radura un'altra freccia inchiodata sul tronco di un maestoso abete ce la segnala ad un quarto d'ora. Poco oltre troviamo una freccia rossa dipinta sulla corteccia di un altro abete che, facendoci tenere la destra, ci evita di entrare nella proprietà di un'imponente cascina riccamente restaurata.

Fiordaliso di Trionfetti tra le creste della Corna Lunga (foto di Claudio Papetti).

In cinque minuti scendiamo ad incrociare una strada cementata, che percorriamo voltando a destra. Altri cinque minuti ed incontriamo l'asfalto, che calpestiamo tenendo la sinistra, per raggiungere in breve la località Monte di Sovere, dove siamo saliti all'inizio dell'escursione. Non ci rimane che ridiscendere il disagevole sentiero CAI n. 544 per raggiungere il parcheggio di partenza. Dalla croce il tratto di ritorno ci ha impegnato per poco più di un'ora.

Lago d'Iseo e Montisola dalla Malga Longa (foto di Claudio Papetti).

Note tecniche:

Data dell'escursione: 17-06-2026 - tempo bello, con foschie e velature all'orizzonte.
Punto di partenza: Due piccoli parcheggi a pagamento, posti poco oltre il "Crocefisso del buon cammino", circa 1500 metri a nord della chiesetta di Valpiana, che si raggiunge dal fondovalle della Val Gandino.  Raggiunto il territorio del Comune di Gandino tramite la S.P. 42 si seguono le indicazioni stradali per Valpiana-Malga Lunga, che portano sul fondovalle in via Opifici, fiancheggiando ed attraversando storici lanifici del XIX° secolo.  Da qui, una stretta strada asfaltata risale a tornanti,per circa 10 chilometri, sino ad arrivare alla chiesetta di Valpiana (località Teade). Dal centro di Bergamo si calcolino poco più di trentacinque chilometri, percorribili in poco più di un'ora. 

Il Monte Guglielmo dal terrazzo erboso della Malga Lunga (foto di Claudio Papetti).

Il parcheggio si paga: I gratta e sosta necessari per parcheggiare l'auto si acquistano in diversi esercizi commerciali della Val Gandino. Nel sito del Comune di Gandino sono elencati ì diversi punti vendita convenzionati che sono, per la quasi totalità, dislocati nel centro cittadino. In Valpiana non c'è il parcometro e quindi bisogna procurarsi il gratta e sosta. Noi abbiamo acquistato il ticket presso il bar-panificio Minuscoli, che si trova sulla strada provinciale 42 (via Lungo Romna 51/53-Casnigo), la cui posizione è evidenziata anche su Google Maps. Altri esercizi commerciali che vendono il gratta e sosta sono elencati in questo link: https://www.comune.gandino.bg.it/it/page/gratta-e-sosta-rivendite.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 400 metri di sola salita. Il tracciato è lungo sei chilometri  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie quasi tre ore.

Ai tavoli della Malga Longa (foto di Claudio Papetti).

Malga Lunga-Museo della Resistenza Bergamasca: Durante la guerra civile questa malga divenne sede di una brigata partigiana, composta da una quindicina di uomini. Il 17 novembre 1944 la Malga viene attaccata di sorpresa da ingenti forze fasciste della Legione Tagliamento, quando la postazione era presidiata da otto partigiani. Dopo una furiosa battaglia gli assalitori costringono i partigiani alla resa, promettendo loro salva la vita. I fascisti non mantengono la parola data, uccidendo sul posto due partigiani già gravemente feriti e fucilando gli altri qualche giorno dopo. Nel 2005 il Comune di Sovere concesse la gestione in comodato d'uso gratuito della Malga Lunga alla Sezione Provinciale dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), che ne ha eseguito la ristrutturazione, ricavando uno spazio idoneo ad ospitare un museo multimediale della Resistenza Bergamasca. Ulteriori informazioni in merito sono disponibili al seguente sito: https://www.malgalunga.it/.

Dal bosco di latifoglie comprare la croce della
Corna Longa. Siamo in cima! (foto di Claudio Papetti).

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre tre escursioni che partono dalle immediate vicinanze di Valpiana per percorrere i crinali dell'Alta Val Gandino. I link di collegamento sono i seguenti:
- https://dislivellozero.blogspot.com/2022/03/da-valpiana-alla-cima-del-monte.html;
https://dislivellozero.blogspot.com/2024/02/da-valpiana-alla-malga-lusu-per.html;
https://dislivellozero.blogspot.com/2020/06/croce-di-corno-monte-di-corno-campo.html.
Cartografia: Non ho trovato nessuna carta escursionistica che consenta di visualizzare in forma compiuta il territorio battuto da questa escursione. L'idea di questo anello mi è venuta risfogliando lo splendido volumetto dal titolo: In Malga Lunga: 17 passeggiate resistenti, realizzato nel 2014 da Roberto Cremaschi, con il patrocinio dell'ANPI di Bergamo. Non so se sia ancora disponibile. Al tempo costava 5,00 €.


Panoramica dalla croce della Corna Lunga (filmato di Claudio Papetti).