🥾 Dislivello: circa 530 metri ⌚ Durata: 3 ore e mezza 📏Lunghezza: oltre 8 km
| Visolo, Presolana, Ferrante e le piste di Colere dai pascoli di Azzone (foto di Claudio Papetti). |
L'itinerario parte dal piccolo stallo sterrato posto al termine di via Chiesa, a lato del minuscolo Centro Sportivo di Azzone (975 m circa-nelle note tecniche trovate i dettagli per arrivarci). Si imbocca la strada asfaltata che sale a destra, tenendo di fronte a noi lo spettacolo del primo sole che illumina la Presolana. In meno di 10 minuti arriviamo sotto un ponte, dove incrociamo un segnale CAI che indica la direzione per la prima meta dalla giornata: la Chiesetta degli Alpini.
| Si sale sulla strada asfaltata in direzione di un ponte... di fronte a noi lo spettacolo del primo sole sulla Presolana. |
Si gira a sinistra ed affrontiamo un tornante che ci fa salire e calpestare il piano viabile del ponte. In meno di cinque minuti raggiungiamo un bivio, dove abbandoniamo il sentiero CAI 425 per prendere, tenendo la sinistra, la variante numerata con il 425B. Si cammina su una strada cementata che si inoltra in un fitto bosco ed inizia subito ad inerpircarsi con decisione.
A venti minuti dalla partenza il cemento finisce di fronte ad un altro bivio. Prendiamo la traccia di sinistra (segni biancorossi ben evidenti) ed arranchiamo nel fitto della vegetazione di un bosco misto, composto da abeti rossi, faggi, noci ed altre latifoglie, il cui sottobosco è ricco di funghi di ogni specie. Alla nostra vista è concessa la numerosa presenza di mazze di tamburo e di altri miceti "minori", rovinati dalla siccità e dal maltempo o, più probabilmente, dall'errata convinzione che "qualunque fungo che non sia un porcino deve essere distrutto".
| Mazza di Tamburo. |
La ripida salita prosegue senza darci tregua. Fotografare i primi colchici autunnali e le ultime campanule selvatiche rappresenta una buona scusa per fermarsi a riprendere fiato. Alla chiesetta (1256 m) si arriva in un'ora dalla partenza e vale la pena effettuare una breve sosta, anche perchè il posto è alquanto suggestivo.
| La chiesetta degli alpini e il roccolo delle streghe. |
Siamo su uno stretto pianoro, che fa da spartiacque fra la costa sovrastante Azzone e la Valle delle Serve. Poco discosto dalla chiesetta si trova il Roccolo delle Streghe. Dopo la sosta, riprendiamo il cammino: dal sentiero appena percorso si volta a destra, imboccando il sentiero CAI 429, in direzione della località Colle.
| Baita (detta ol Teiò di Ginetì) in località Zuffo. |
Pianeggiando, la traccia segue il sedime di una strada forestale a fondo naturale, che lambisce alcune cascine ben ristrutturate site in località Zuffo. Alcune di esse sono state ricostruite dopo essere state bruciate e rase al suolo durante la II^ guerra mondiale, per rappresaglia da parte delle milizie nazifasciste. Ad una ventina di minuti dalla Chiesetta degli Alpini si riprende a salire, calpestando alcuni tratti cementati che ci portano alla località Colle (1414 m-poco più di un'ora e mezza dalla partenza) ed all'omonima Cascina.
| Arrivo ai Fienili di Some (foto di Claudio Papetti). |
Sul posto troviamo l'ennesimo bivio segnalato da una palina verticale del CAI. Stavolta voltiamo a destra, in direzione di Some. Ci arriviamo in mezz'ora, superando un modesto dislivello, trovandoci immersi in un ambiente fantastico, dove la presenza antropica è assorbita dall'armonia di prati e pascoli verdissimi, e il panorama che lo circonda concretizza la definizione più classica del significato di "paesaggio alpino".
| Particolare del "paesaggio alpino" a Some. |
I "Fienili di Some" si trovano ad un'altitudine media di circa 1430 m. Da secoli ammirano l'alba affacciarsi tra le rocce calcaree del Massiccio della Presolana e salutano il tramonto mentre cala dietro le aspre guglie del Pizzo Camino.
| Da Some istantanea in controluce del Pizzo Camino (foto di Claudio Papetti). |
E' il posto ideale per una sosta. Per questa escursione rappresenta, se non il punto più alto, sicuramente quello più panoramico di tutto il percorso. Gli appassionati di architettura rurale potranno inoltre sbizzarirsi osservando i particolari, anche artistici, di queste splendide cascine.
| Baita Bòis a Some. |
Per chiudere l'anello, dopo aver percorso la sterrata che attraversa Le Some, si volta a destra sulla forestale su cui insiste il sentiero CAI n. 425A. Scendiamo in un abetaia dove convivono esemplari di abete rosso e abete bianco e, man mano si perde quota, camminiamo avvolti nel silenzio sempre più compatto.
| Scendendo la Val Giogna (foto di Claudio Papetti). |
La discesa è proporzionalmente ripida quanto il tratto iniziale di salita, e si fa un po' monotona, soprattutto a causa del tratto cementato. Improvvisamente, arrivati ad un tornante, la fragorosa melodia del torrente della Val Giogna rompe la barriera del silenzio e ci accompagna fino ad un'area pic-nic della Riserva Regionale del bosco di Giovetto (1020 m circa-un'ora circa dai Fienili di Some) dove abbiamo la possibilità di ammirare da vicino le cascatelle del torrente e di apprezzare l'ennesima visuale diversa sulla Presolana.
| Le cascatelle del torrente della Val Giogna. |
Qui incontriamo anche l'ultimo bivio dell'escursione. Voltiamo a destra e siamo subito nei pressi dell'antica segheria Furfì, ora riqualificata con funzione di museo. La nostra traccia la lambisce e prosegue in leggerissima discesa, riportandoci al nostro parcheggio di partenza in una mezz'oretta di cammino dall'area pic-nic della Riserva del bosco di Giovetto.
| La segheria Furfì. Sullo sfondo la Presolana (foto di Claudio Papetti). |
Info tecniche:
| Il Municipio di Azzone. |