venerdì 11 settembre 2026

Un magico anello scalvino con partenza da Azzone per raggiungere i Fienili di Some, in splendida posizione tra Presolana e Pizzo Camino.

 🥾 Dislivello: circa 530 metri          ⌚ Durata: 3 ore e mezza          📏Lunghezza: oltre 8 km

Visolo, Presolana, Ferrante e le piste di Colere dai pascoli di Azzone (foto di Claudio Papetti).

L'itinerario parte dal piccolo stallo sterrato posto al termine di via Chiesa, a lato del minuscolo Centro Sportivo di Azzone (975 m circa-nelle note tecniche trovate i dettagli per arrivarci). Si imbocca la strada asfaltata che sale a destra, tenendo di fronte a noi lo spettacolo del primo sole che illumina la Presolana. In meno di 10 minuti arriviamo sotto un ponte, dove incrociamo un segnale CAI che indica la direzione per la prima meta dalla giornata: la Chiesetta degli Alpini.

Si sale sulla strada asfaltata in direzione di un ponte...
di fronte a noi lo spettacolo del primo sole sulla Presolana.

Si gira a sinistra ed affrontiamo un tornante che ci fa salire e calpestare il piano viabile del ponte. In meno di cinque minuti raggiungiamo un bivio, dove abbandoniamo il sentiero CAI 425 per prendere, tenendo la sinistra, la variante numerata con il 425B. Si cammina su una strada cementata che si inoltra in un fitto bosco ed inizia subito ad inerpircarsi con decisione. 

Campanula selvatica.

A venti minuti dalla partenza il cemento finisce di fronte ad un altro bivio. Prendiamo la traccia di sinistra (segni biancorossi ben evidenti) ed arranchiamo nel fitto della vegetazione di un bosco misto, composto da abeti rossi, faggi, noci ed altre latifoglie, il cui sottobosco è ricco di funghi di ogni specie. Alla nostra vista è concessa la numerosa presenza di mazze di tamburo e di altri miceti "minori", rovinati dalla siccità e dal maltempo o, più probabilmente, dall'errata convinzione che "qualunque fungo che non sia un porcino deve essere distrutto".

Mazza di Tamburo.

La ripida salita prosegue senza darci tregua. Fotografare i primi colchici autunnali e le ultime campanule selvatiche rappresenta una buona scusa per fermarsi a riprendere fiato. Alla chiesetta (1256 m) si arriva in un'ora dalla partenza e vale la pena effettuare una breve sosta, anche perchè il posto è alquanto suggestivo.  

La chiesetta degli alpini e il roccolo delle streghe.

Siamo su uno stretto pianoro, che fa da spartiacque fra la costa sovrastante Azzone e la Valle delle Serve. Poco discosto dalla chiesetta si trova il Roccolo delle Streghe. Dopo la sosta, riprendiamo il cammino: dal sentiero appena percorso si volta a destra, imboccando il sentiero CAI 429, in direzione della località Colle. 

Baita (detta ol Teiò di Ginetì) in località Zuffo.

Pianeggiando, la traccia segue il sedime di una strada forestale a fondo naturale, che lambisce alcune cascine ben ristrutturate site in località Zuffo. Alcune di esse sono state ricostruite dopo essere state bruciate e rase al suolo durante la II^ guerra mondiale, per rappresaglia da parte delle milizie nazifasciste. Ad una ventina di minuti dalla Chiesetta degli Alpini si riprende a salire, calpestando alcuni tratti cementati che ci portano alla località Colle (1414 m-poco più di un'ora e mezza dalla partenza) ed all'omonima Cascina. 

Arrivo ai Fienili di Some (foto di Claudio Papetti).

Sul posto troviamo l'ennesimo bivio segnalato da una palina verticale del CAI. Stavolta voltiamo a destra, in direzione di Some. Ci arriviamo in mezz'ora, superando un modesto dislivello, trovandoci immersi in un ambiente fantastico, dove la presenza antropica è assorbita dall'armonia di prati e pascoli verdissimi, e il panorama che lo circonda concretizza la definizione più classica del significato di "paesaggio alpino". 

Particolare del "paesaggio alpino" a Some.

I "Fienili di Some" si trovano ad un'altitudine media di circa 1430 m. Da secoli ammirano l'alba affacciarsi tra le rocce calcaree del Massiccio della Presolana e salutano il tramonto mentre cala dietro le aspre guglie del Pizzo Camino. 

Da Some istantanea in controluce del Pizzo Camino (foto di Claudio Papetti). 

E' il posto ideale per una sosta. Per questa escursione rappresenta, se non il punto più alto, sicuramente quello più panoramico di tutto il percorso. Gli appassionati di architettura rurale potranno inoltre sbizzarirsi osservando i particolari, anche artistici, di queste splendide cascine.

Baita Bòis a Some.

Per chiudere l'anello, dopo aver percorso la sterrata che attraversa Le Some, si volta a destra sulla forestale su cui insiste il sentiero CAI n. 425A. Scendiamo in un abetaia dove convivono esemplari di abete rosso e abete bianco e, man mano si perde quota, camminiamo avvolti nel silenzio sempre più compatto. 

Scendendo la Val Giogna (foto di Claudio Papetti).

La discesa è proporzionalmente ripida quanto il tratto iniziale di salita, e si fa un po' monotona, soprattutto a causa del tratto cementato. Improvvisamente, arrivati ad un tornante, la fragorosa melodia del torrente della Val Giogna rompe la barriera del silenzio e ci accompagna fino ad un'area pic-nic della Riserva Regionale del bosco di Giovetto (1020 m circa-un'ora circa dai Fienili di Some) dove abbiamo la possibilità di ammirare da vicino le cascatelle del torrente e di apprezzare l'ennesima visuale diversa sulla Presolana.

Le cascatelle del torrente della Val Giogna.

Qui incontriamo anche l'ultimo bivio dell'escursione. Voltiamo a destra e siamo subito nei pressi dell'antica segheria Furfì, ora riqualificata con funzione di museo. La nostra traccia la lambisce e prosegue in leggerissima discesa, riportandoci al nostro parcheggio di partenza in una mezz'oretta di cammino dall'area pic-nic della Riserva del bosco di Giovetto.

La segheria Furfì. Sullo sfondo la Presolana (foto di Claudio Papetti).

Info tecniche:

Data dell'escursione: 08-09-2026 - Parzialmente nuvoloso, con molta foschia in quota, in lento diradamento a metà giornata.
Partenza: Azzone, il più piccolo dei quattro Comuni della Val di Scalve, che dista circa 60 km dal centro di Bergamo, percorribili in un'ora e venti minuti d'auto. Si percorre la statale della Val Seriana, imboccando a Ponte Nossa il ramo della valle che transita da Clusone ed arriva fino al Passo della Presolana. Superato il valico, si scende in Val di Scalve, fino alla frazione Dezzo, dove si volta a destra, superando il torrente omonimo e seguendo le indicazioni stradali per Azzone. Le prime case del paese si raggiungono con l'aiuto di tre tornanti e percorrendo poco più di due chilometri. Si attraversa tutto l'abitato (attenzione: strade strettissime a doppio senso di marcia!) fino a raggiungere via Chiesa, che si percorre fino alla fine. Superato il cimitero si prosegue fino al Campo Sportivo, sul fondo del quale si trova uno spiazzo sterrato che può contenere 5/6 auto.

Località Some.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 530 metri di dislivello per un totale di oltre 8 chilometri.
Durata: Per percorrere l'intera escursione ad anello servono circa tre ore e mezza, al netto delle soste.  
Note su Azzone: Raggiungere e atttraversare l'abitato di Azzone è come affrontare un viaggio nel passato: le strade a misura di carretto, i vicoli strettissimi e le abitazioni addossate l'una all'altra, forse per tenersi al caldo nei rigidi mesi invernali. E l'antico lavatoio, tuttora funzionante. Il pastore, che conduce il piccolo gregge delle sue dieci pecore ad attraversare il centro per poi scendere nel microscopico pascolo sul limitare del borgo. Il piccolo e colorato Municipio di fronte al quale è parcheggiato soltanto un trattore. E due negozi, dove si vende tutto quanto il necessario, e solo quello. Si può mangiare qualcosa? Certo! Quel che c'è: un tagliere di affettati, salumi e formaggi, una birretta e quattro chiacchiere...

Il lavatoio nel centro del borgo di Azzone (foto di Claudio Papetti).
 
Colchico autunnale: In questa stagione, nei boschi e al limitare dei pascoli, è molto facile incontrare questo fiore che viene spesso confuso con il famoso zafferano, al punto che viene definito anche come "falso zafferano". Il colchico autunnale è velenoso, è mortale per l'uomo, anche se ingerito a basse dosi. A volte la sola manipolazione del fiore può causare danni alla pelle. Fate attenzione!
Colchico autunnale (vedi nota specifica sulla sua tossicità).

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare le relazioni di alcune escursioni effettuate con partenza dai piccoli borghi della Valle di Scalve. Ne segnalo due che partono da Nona, ripromettendomi di frequentare più spesso questa zona, meritevole di ben più attenzione.
Cartografia: La traccia interessata dall'itinerario in questione è ben evidenziata nella carta escursionistica della Val di Scalve, realizzata dalla sezione CAI di Bergamo in scala 1:25.000, in vendita presso la sede sociale del CAI e nelle cartolibrerie dell'Alta Val Seriana e Val di Scalve al prezzo di 14 € (10 € per i soci).

Il Municipio di Azzone.



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