giovedì 23 aprile 2026

Dalla contrada Plazza di Oneta un anello che congiunge il Rifugio e le Baite del Grem, per poi scendere passando dal Colle di Zambla.

 🥾 Dislivello: circa 580 metri           ⌚ Durata: 4:15 ore            📏Lunghezza: quasi 9 km

Il Colle di Zambla dai pressi della Baita di Mezzo del Grem (foto di Claudio Papetti).

La partenza di questo anello escursionistico avviene dalla piccola e suggestiva contrada di Plazza (923 m. di quota, nove abitazioni, una chiesa e ventuno residenti) facente parte del Comune di Oneta (nelle note tecniche trovate le indicazioni per raggiungerla). Dal parcheggio sono evidenti le indicazioni per raggiungere il Rifugio Alpe Grem, prima meta dell'escursione. Si entra quindi nel cuore della contrada e, tenendo la sinistra, si affronta una breve e ripida discesa che porta ad una cascina, a destra della quale si imbocca una cementata che risale in un bosco di latifoglie. 

Il punto di partenza a Plazza di Oneta.

Fatti pochi passi (7 minuti dalla partenza) si incontra il primo pannello didattico del "Sentiero Etno-Naturalistico Baita Alpe Grem", corredato con una sagoma in ferro riproducente un minatore che spinge un carrello ed una taissina che cernisce il materiale scavato nella miniera. In questo punto bisogna abbandonare la cementata e salire a destra, imboccando un sentiero stretto fra muretti a secco, che sale con buona pendenza.

Qui bisogna abbandonare la cementata e voltare a destra...

Fate attenzione, perchè la deviazione non è assolutamente segnalata! Per chi sale sarebbe naturale procedere diritto sulla cementata, che invece porta a divagare nei boschi e nelle radure circostanti, tra le quali è possibile ammirare belle vedute ed effettuare piacevoli incontri, come quello da noi effettuato con una famigliola di placidi ed affettuosi asinelli. Prima o poi la traccia si ritrova, ma si perde tempo: più di mezz'ora!

Un piacevole incontro...(foto di Claudio Papetti).

Sperando quindi che qualche buon cuore provveda ad installare un'adeguata segnaletica, si prende a destra il sentiero che, poco dopo, mostra evidenti segni biancorossi del CAI, e prende rapidamente quota nel fitto bosco. Poco sopra si costeggia l'ampio pascolo con cascina ristrutturata in Località Baroca e, piegando a destra, si risale ancora un buon tratto di bosco fino ad approdare ai piedi di una ripida radura, sulla quale troneggia la Cascina Grumaldi (1100 m circa), da cui si gode una splendida visuale del Monte Alben.

...ai piedi di una ripida radura, sulla quale troneggia la Cascina Grumaldi.

Dalla cascina si raggiunge in breve uno stagno, costeggiato il quale si entra in un boschetto, arrivando quindi nel largo piazzale erboso del Rifugio Baita Alpe Grem (quasi 1200 m-poco meno un'ora dalla partenza). A sinistra dell'edificio un'indicazione ci fa salire zigzagando fino alla carrabile proveniente da Gorno, che percorriamo volgendo a sinistra e, rapidamente, raggiungiamo il limitare del pascolo della Baita Bassa di Grem (1225 m-quindici minuti dal Rifugio).

 ...raggiungiamo il limitare del pascolo della Baita Bassa di Grem.

Senza raggiungere la Baita, si volta a destra risalendo la cementata che risale la zona di scarico dello sterile estratto per secoli dalle vicine miniere di calamina. Tra i sassi spuntano fioriture molto interessanti, che ci accompagnano nella risalita, fino a raggiungere un vecchio edificio minerario (1330 m circa- mezz'ora dal Rifugio). Qui la cementata spiana per un breve tratto, per poi piegare a destra, riprendendo a risalire fra gli ampi pascoli del Monte Grem.

Le Baite di Mezzo del Grem, punto più alto del percorso (foto di Claudio Papetti).

Il tracciato è monotono ma regolare. Mentre le nuvole si compattano, occludendoci la vista sulla Cina di Grem e sulle montagne circostanti, arriviamo alle  baite di mezzo per una breve sosta (1458 m: punto più alto dell'escursione-due ore dalla partenza). Il panorama potrebbe essere meraviglioso, spaziando dall'Alben al Colle di Zambla, delimitato dai Monti Menna e Castello. Ai nostri piedi, le profonde vallecole che sfociano nella stretta Val del Riso. Ma il tempo non ci è clemente, e riprendiamo l'anello, seguendo le indicazioni del sentiero CAI n. 223 in direzione del Colle di Zambla.

Cicerchia primaticcia nella faggeta attraversata dal sentiero CAI 223.

Il tracciato lambisce la base delle Baite di Mezzo, percorrendo un tratto all'aperto e poi scendendo dolcemente verso un bellissimo bosco di faggi che ci farà compagnia a lungo. Sotto le fronde ci pare di camminare sul velluto, tanto è spesso il letto di foglie morte. La faggeta è splendida, colorata ed anche profumata. Alcune finestre che si aprono tra la vegetazione lasciano intravvedere lampi di sole che spaccano le nuvole ed illuminano porzioni di pascolo e belle cascine. 

...lampi di sole che illuminano porzioni di pascolo e belle cascine.

All'improvviso la pendenza si accentua e, con una serie di serpentine, perdiamo quota capitando nei pressi di un bivio che ci segnala il Colle di Zambla a 25 minuti. Proseguiamo nel bosco ed arriviamo al  successivo trivio (1230 m-un'ora dalle Baite di Mezzo) dove abbandoniamo la direzione per il colle (dato a un quarto d'ora) ed effettuiamo una vera e propria inversione ad U per tornare a Plazza (data ad un'ora di cammino).

 ...effettuiamo una vera e propria inversione ad U per tornare a Plazza.

Siamo sul sentiero CAI n. 239, che scende parallelo al precedente in un tratto di bosco più "ruspante" del precedente. Ai maestosi faggi si sostituisce una vegetazione più arbustiva e spontanea. La traccia è evidente e si procede di buon passo, ammirando anche fioriture diverse da quelle dei pascoli superiori. Dopo una quarantina di minuti, a quota 1070 m circa, si incontra un primo bivio segnalato dove si prende decisamente a destra (freccia leggibile solo per chi proviene in senso contrario).

Orchidea maschio fiorita sul sentiero CAI 239.

Si cammina per altri dieci minuti e ci si ritrova di fronte all'ampia radura di Località Baroca. Non si entra nel prato della stessa, ma si resta alti, tenendola alla nostra destra. Oltre la radura si incontra un bivio dove spicca un piccolo segnale metallico di un presunto "Sentiero dei laghi". Lo si imbocca, scendendo a destra un tratto molto poco battuto che, dopo pochi minuti, si inoltra in un traccia più marcata, che percorriamo scendendo ancora a destra. 

...si resta alti, tenendo la cascina della Baroca alla nostra destra.

Siamo sul sentiero percorso all'inizio della salita, che scende velocemente fino ad incrociare la cementata giusto all'altezza del primo pannello didattico del Sentiero etno-naturalistico. Il grosso è fatto e basta scendere a sinistra, ritrovare la prima cascina, risalire lo strappetto disceso alla partenza, per ritrovare le belle abitazioni di Plazza ed il parcheggio a lato della chiesa. La discesa ci ha impegnato per oltre due ore e un quarto.

L'Alben e la contrada Scullera dal sentiero di salita.

 Note tecniche ed altre informazioni: 

Data dell'escursione: 20-04-2026. Parzialmente nuvoloso, poi nuvolosità compatta in quota, con sprazzi di sole in discesa.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio con una dozzina di stalli nella piazzetta a lato della chiesa parrocchiale di Plazza, contrada di Oneta, Comune della Val del Riso. Dal centro di Bergamo dista circa 37 km, percorribili in circa 50 minuti. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana per circa 28 chilometri. Superato il ponte del Costone e prima di raggiungere Ponte Nossa, si gira a sinistra in direzione di Gorno, Colle di Zambla. Si sale lungo la Val del Riso per quasi sei chilometri, fino all'abitato di Oneta, al termine del quale si imbocca a destra la via Papa Giovanni XXIII. La si percorre integralmente (6 tornanti in un chilometro) fino ad arrivare alla contrada Plazza con il suo parcheggio. 
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 580 metri di dislivello per una lunghezza complessiva di quasi nove chilometri.
Durata: L'itinerario qui descritto impegna per 4 ore e un quarto, escluse le soste. 

Rifugio Baita Alpe Grem (foto di Claudio Papetti).

Ecomuseo delle miniere: Chi fosse interessato a maggiori informazioni sulla storica attività mineraria della zona, può consultare il sito dell'Ecomuseo delle miniere di Gorno, oppure seguirlo sulla sua pagina Facebook.  Questo è il link: https://www.ecomuseominieredigorno.it.
Sentiero etno-naturalistico Baita Alpe Grem: Dalla Plazza di Oneta fino alla Baita Bassa di Grem il sentiero n. 239 è in comune col “Sentiero etno-naturalistico Baita Alpe Grem” voluto dalle amministrazioni comunali di Gorno e Oneta. Tale sentiero è caratterizzato e valorizzato dalla presenza di alcune bacheche relative alla miniera, allo stagno con il suo ecosistema, al bosco e all’alpeggio, realizzate dagli alunni delle scuole d’infanzia, elementari e medie dei due comuni in collaborazione con le varie associazioni locali tra cui il CAI della Val del Riso.

L'Alben dal dosso di Cascina Grumaldi.

Un testo interessante su questa zona: Per pura coincidenza, poco prima di effettuare questa escursione, ho avuto modo di leggere un libro contenente un romanzo breve e cinque racconti, ambientati a Plazza ed Oneta all'inizio del secolo scorso. Il titolo del volumetto è "ANDRI' E ALTRI CINQUE RACCONTI, scritto da Giorgio SCHENA e pubblicato nel 2023 in 300 copie dal Centro Studi Valle Imagna. Si tratta di testimonianze di vita e lavoro in un villaggio montano delle Orobie, che hanno coinvolto antenati e famigliari dell'autore. E' molto interessante e scorrevole. Lo consiglio a tutti gli interessati alla storia locale. Si può prenotare utilizzando il sito della Rete Bibliotecaria Bergamasca, che non mi stancherò mai di suggerire: https://www.rbbg.it.
La copertina di "Andrì e altri cinque racconti"

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare alcune escursioni effettuate sulle pendici o nelle vicinanze della Valle del Riso. I link di collegamento sono i seguenti:
Cartografia: Carta dei sentieri dell'Alpe Arera, curata dall'Associazione Culturale Ultra Collem e Oltre il Colle.com. Realizzazione cartografica: Ingenia sas, scala 1:15.000. Costo 7,00 (sette)  €.

Alben e Santuario della Madonna del Frassino visti da Oneta (foto di Claudio Papetti).










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