domenica 27 settembre 2026

Un impegnativo itinerario da Plassa alla Baita Camplano, camminando al cospetto del Pizzo Arera.

 🥾 Dislivello: circa 580 metri      ⌚ Durata: oltre 4 ore e mezza       📏Lunghezza: quasi 9 km

Zoom sulla conca di Baita Camplano, dal sentiero CAI n. 244.

Attenzione: Questo itinerario presenta un lungo tratto che il CAI classifica come EE (riservato ad escursionisti esperti). Serve quindi passo sicuro, capacità di orientamento, abilità nel superare tratti attrezzati, assenza di vertigini.

Di fronte a Cima Valmora, al termine del tratto attrezzato.

L'escursione parte dal parcheggio a pagamento situato in località Plassa  a circa 1600 metri di quota. L stallo si raggiunge dal paese di Zambla, frazione di Oltre il Colle (nelle note trovate tutti i dettagli per arrivarci e come pagare il relativo ticket). All'inizio del parcheggio, sulla sinistra, si trovano le prime indicazioni per imboccare il sentiero CAI n. 221, che si dirige verso il rifugio Capanna 2000. 

Il monte Alben dal parcheggio di partenza dell'itinerario.

La traccia  non segue la carrareccia, ma sale dritta nel pascolo, con un sentiero che, nel primo tratto, si perde un po' tra le peste degli animali. Il panorama che ci circonda è imponente: dal parcheggio si gode una vista incredibile sull'Alben, salendo veniamo accompagnati dalle larghe pareti del Monte Menna (che si dipana alla destra) e dal cocuzzolo calcareo del Pizzo Arera (di fronte).

Monte Menna, dal sentiero CAI n. 221.

La pendenza si fa da subito molto decisa. Poco sopra la traccia risulta più marcata ed alcuni pannelli illustrativi sulla flora e la fauna della zona aiutano a mantenere la giusta direzione. Si prosegue a salire con decisione per quasi un'ora, fino a quando il sentiero ci deposita sulla carrareccia che abbiamo incrociato al parcheggio. 

La pendenza sul sentiero CAI n. 211 è molto decisa (foto di Claudio Papetti).

Qui saliamo volgendo a sinistra, calpestando il cemento e poi lo sterrato fino ad una palina segnaletica che ci fa voltare a destra per raggiungere il vicino rifugio (1965 m-un'ora e dieci dalla partenza) dalla terrazza del quale il panorama si allarga fino alla pianura, con l'orizzonte delimitato dal lungo crinale che unisce i ripetitori di Valcava ai denti aguzzi del Resegone.

La traccia che sale dal rifugio Capanna 2000 e porta al bivio con il CAI 244EE.

Proprio dietro al Rifugio Capanna 2000 troviamo un tracciolino che risale a sinistra verso l'Arera e, in pochi minuti, raggiunge una palina segnaletica verticale. Il nostro itinerario ci fa voltare a destra per imboccare il sentiero CAI n. 244 che percorre il periplo del Pizzo Arera in senso antiorario. La traccia giusta procede pianeggiando (non prendete quella che sale!) e, fatti pochi passi, un paletto in legno colorato di biancorosso ed una freccia metallica con l'indicazione 244 EE ci confermano la direzione corretta. Inizia qui un lungo traverso, aereo e panoramicissimo, che risulterà il tratto più impegnativo del percorso proposto.

La visuale si allarga sul Grem e su Cima Foppazzi.

Nel frattempo, alla nostra destra, la visuale si è allargata ai cimoni erbosi del Grem e di Cima Foppazzi, delimitati dall'ampia conca di Camplano, nostra prossima meta. Consigliamo di ammirare il panorama fermandosi. Il sentiero, tutto in falsopiano, è sempre un po' esposto e mentre si procede conviene guardare dove si mettono i piedi. 

Nel tratto un po' esposto. Sullo sfondo la Conca di Camplano (foto di Claudio Papetti).

Dopo circa un'ora, di fronte ai nostri occhi, appare Cima Valmora e, quasi contestualmente, si affronta il primo tratto attrezzato con funi, da affrontare con cautela, soprattutto in caso di roccia bagnata. Dopo altri venti minuti bisogna affrontare un passaggio su roccette un po' impegnativo, scendendo un piccolo  canalino. 

Nel mezzo del tratto più impegnativo.

Poco oltre, in rapida successione, incontriamo altri tre tratti attrezzati, in uno dei quali troviamo una catena rotta. Serve più di un'ora e mezza da Capanna 2000 per superare il tratto più impegnativo dell'itinerario.  

Passaggio attrezzato con funi metalliche (foto di Claudio Papetti).

Poco prima della Forcella di Valmora incontriamo infatti una piccola croce in ferro posta sopra una roccetta, oltre la quale il sentiero attraversa un tratto erboso che calpestiamo, in campo aperto, per cinque minuti,prima di raggiungere un'altra palina segnaletica, dove imbocchiamo, prendendo a destra, il sentiero CAI n. 237/B in direzione della Baita di Camplano.

Segnaletica CAI. Il sentiero n. 237/B scende a destra.

L'evidente traccia scende a raggiungere le pendici occidentali della Cima degli Agnelli (in dialetto: Sòc di Agnèi) percorrendo le orme dello storico "Sentiero dei Castroni" (vedi nota specifica in calce al post). L'ambiente è maestoso e ricco di fauna selvatica. Poco oltre si raggiunge un bivio non segnalato. Noi prendiamo a sinistra, ma ovviamente sbagliamo. Meglio così, perchè dove finisce il sentiero (nel nulla) ci guardiamo in giro e scopriamo di essere osservati da un gruppo di sette camosci che si allontanano a distanza di sicurezza e restando (volutamente?) controsole.

Camoscio in fuga sulle pendici del Sòc di Agnèi.

Tornati al bivio prendiamo la traccia che scende dolcemente nel vallone, accompagnati da bolli gialli che ci portano a guadare un ruscelletto e poi a pianeggiare verso l'ampia conca di Camplano, a suo tempo palcoscenico di numerosi aviolanci durante la seconda guerra mondiale (vedi nota specifica in calce al post). 

La Cima degli Agnelli.

Dopo mezz'ora circa di cammino sul sentiero CAI n. 237/B arriviamo finalmente di fronte alla Baita di Camplano (1831 m) ed al suo amplissimo pianoro che troviamo sfruttato da una numerosa mandria di mucche, che pascolano placidamente in compagnia di alcuni cavalli ed asini. 

Pascolo nella conca di Camplano (foto di Claudio Papetti).

Dopo una breve pausa, si riprende il cammino, percorrendo stavolta il sentiero CAI n. 237, in direzione di Capanna 2000 (che non raggiungeremo). Il nuovo tracciato ci fa scendere ad un altro bivio, dove continuiamo sul medesimo sentiero, risalendo fino a Baita Zuccone (1799 m-poco più di mezz'ora da Baita Camplano). 

L'ampia alpe della Baita Zuccone.

Qui trascuriamo la deviazione che sale (a destra) a Capanna 2000 e proseguiamo in piano e poi in leggerissima salita fino a quota 1820 m. circa, dove si incrocia la carrareccia cementata che scende in direzione del parcheggio di partenza. Il ritorno da Baita Camplano ci ha impegnato per poco più di un'ora e un quarto.

Il monte Alben al nostro ritorno (foto di Claudio Papetti).

Note tecniche:

Data dell'escursione: 24-09-2026. Cielo sereno, ventoso in quota. Qualche velatura in tarda mattinata.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio a pagamento posto a 1600 m di quota in località Plassa, nei pressi del Rifugio SABA, ai piedi del Pizzo Arera.  Dal centro di Bergamo dista circa 50 km, percorribili in un'ora e mezza d'auto. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana per circa 28 chilometri. Superato il ponte del Costone e prima di raggiungere Ponte Nossa, si gira a sinistra in direzione di Gorno, Colle di Zambla. Si sale lungo la Val del Riso per circa 13 km, fino a superare il Colle di Zambla e scendere a Zambla Alta. Al termine di questa frazione, un cartello stradale a fondo giallo con la scritta "
ARERA" costringe ad una sorta di inversione ad U per imboccare via Morali che  dapprima scende, per poi risalire superando un zona residenziale ed un campeggio, oltre il quale si sale a tornanti fino all'ampio parcheggio di quota 1600 (7,5 km dall'imbocco di via Morali).

Il Pizzo Arera dalla pozza di abbeverata di Baita Camplano.

Il parcheggio è a pagamento: Per accedere al parcheggio è necessario munirsi di un ticket che viene elargito da due parcometri posizionati negli immediati pressi del campeggio. a circa 4 km dall'imbocco di via Morali. Il costo del ticket è di 4 €. Munitevi di moneta contata!
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 580 metri di dislivello per una lunghezza complessiva di quasi nove chilometri.
Durata: L'itinerario qui descritto impegna per oltre quattro ore e mezza, escluse le soste. 

In fila indiana: Cimetto, Cima Foppazzi, Grem e Alben.

Il Sentiero dei Castroni: Da secoli, con partenza da Parre, numerosi pastori bergamaschi effettuavano la transumanza per condurre le proprie greggi nei verdi pascoli svizzeri dei Grigioni. Nel primo tratto, dopo essersi radunati in Val Nossana,  transitavano lungo le pendici del Sòc di Agnèi per raggiungere il lago del Branchino, per poi raggiungere la Val Brembana ed il Passo di San Marco.
Gli aviolanci nella conca della Baita di Camplano: Durante la seconda guerra mondiale, la conca di Baita Camplano fu una base strategica fondamentale per gli aviolanci alleati destinati ai partigiani. Le forze angloamericane individuarono questi ampi pascoli come un'area di atterraggio ideale e sicura per rifornire le numerose brigate partigiane attive sulle montagne bergamasche. I rifornimenti venivano paracadutati all'interno di casse contenenti materiale cruciale per la Resistenza, a partire dalle armi automatiche (mitragliatrici, fucili, pistole e relative munizioni) e gli esplosivi (mine e bombe a mano per le azioni di sabotaggio). Ma non mancavano i lanci dei beni di prima necessità, in particolare generi alimentari, il vestiario pesante per l'inverno e viveri di riserva.

Velature sulla conca di Camplano (foto di Claudio Papetti).

Altre escursioni in zona: In questo blog vengono proposte altre due escursioni che partono nei dintorni del Colle di Zambla. I link di collegamento sono i seguenti:
Cartografia: In rete è tuttora disponibile una mappa in scala 1:15.000 dal titolo "Alpe Arera e Sentiero dei Fiori "Claudio Brissoni". La cartina, realizzata nel 2013 da Ingenia Editore, è molto dettagliata. Sulla mappa è facilmente individuabile gran parte dell'anello descritto in questo post. Il costo è di 10 euro.

Lungo il periplo dell'Arera (foto di Claudio Papetti).



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