🥾 Dislivello: circa 400 metri ⌚ Durata: tre ore e un quarto 📏Lunghezza: 8 km
| Poco sopra Maschere. Sullo sfondo il Redorta velato. |
L'itinerario parte dalla chiesetta di Ripa Bassa (855 m-nelle note trovate le informazioni per arrivarci). Dopo aver parcheggiato, si sale camminando sulla strada che porta a Ripa Alta e, al primo tornante che si incontra, si abbandona l'asfalto, imboccando una larga traccia - indicata da una grossa freccia rossa - che si inoltra nel bosco (880 m - 5 minuti dalla partenza).
| Il punto di partenza dell'escursione, con il monte Secco sullo sfondo. |
La vegetazione è fitta e variegata, con la inusuale presenza di numerosi castagni. Dopo pochi minuti si incontrano due bivi in rapida successione. In entrambi i casi si tiene la sinistra. Poco dopo si individua una cascina diroccata, dove la traccia sembra svanire. In realtà il sentiero volta bruscamente dietro i ruderi e prende a salire in modo deciso nel bosco.
| una cascina diroccata, dove ... il sentiero volta bruscamente dietro i ruderi e prende a salire in modo deciso nel bosco. |
Si procede con fatica, in parte per la pendenza, ma anche a causa della vaghezza del percorso, che si nasconde sotto cumuli di foglie morte. Finalmente, si sbuca su una larga mulattiera erbosa (915 m circa - quasi mezz'ora dalla partenza). Si tiene la destra e, fatti pochi passi e guardando in basso, ci si rende conto che, salendo sui ripidi prati della cascina diroccata si poteva arrivare direttamente dove ci si trova ora.
| Il monte Secco visto poco sotto la chiesetta della Santissima Trinità. |
Dopo pochi minuti, a sinistra della mulattiera, una serie di gradini sale verso il campanile della cinquecentesca chiesetta della Santissima Trinità. Si percorrono rapidamente, allietati anche dallo spettacolo dell'imponente parete nord del monte Secco. In breve, raggiungiamo l'edificio religioso (1044 m- tre quarti d'ora dalla partenza).
| La chiesetta della Santissima Trinità. |
Salendo dietro la chiesetta si raggiunge l'asfalto della strada che attraversa la località di Ripa Alta, per giungere fino alla contrada Maschere. La si percorre volgendo a destra, notando anche un segnavia dell'ormai trascurato Sentiero dei Sapori. Senza raggiungere la piccola contrada, si percorrono 200 metri e si volta a sinistra su un evidente sentiero dotato della segnavia biancorossa del CAI.
| Maschere e il monte Redondo, che incombe sul paesino di Boario. |
La traccia sale con dolce pendenza, restando alta su Maschere ed offrendo un panorama molto vasto sul lato opposto dell'Alto Serio. La mulattiera che stiamo percorrendo, incastonata fra alti muretti a secco, è molto suggestiva e porta alla cima di un dosso dove il panorama spazza a 360° (1110 m.-poco più di un'ora dalla partenza).
La mulattiera attraversa i pascoli di Ripa Alta. Sullo sfondo il monte Secco.
Dopo la breve sosta i bolli biancorossi ci portano ad attraversare una folta abetaia, incontrando per la prima volta una palina verticale con l'indicazione della Baita Ceto. Poco oltre si arriva ad un bivio e si prende a destra, seguendo le indicazioni per l'Azienda Agricola La Predosa (1200 m circa-un'ora e mezza dalla partenza). Ci si inoltra in una superba faggeta e, cinque minuti dopo, gli edifici rurali dell'azienda compaiono in basso a destra, sopra un balcone panoramico, ad ammirare i Tezzi di Gandellino e la Val Sedornia.
| Azienda Agricola La Predosa e la Val Sedornia. |
L'alternanza delle tipologie di bosco continua. Poco oltre si torna a camminare fra gli abeti rossi, mentre il sentiero si trasforma in carrareccia, tornando esile (ma ben segnata) traccia, mentre si attraversano un paio di vallecole. Dopo questi vivaci saliscendi, si torna a camminare su falsopiano, che ci conduce ad un segnalatissimo trivio di sentieri. A sinistra si salirebbe alla zona del Cardeto, a destra si scenderebbe a Gromo San Marino. Noi tiriamo diritto e, in cinque minuti, individuiamo Baita Ceto (1242 m-due ore dalla partenza) che pare cercare protezione alle imponenti moli dei monti Calvera e Vigna Soliva, che troneggiano l'altro lato della valle.
| Baita Ceto con i monti Calvera e Vigna Soliva. |
Abbandonata l'idea di effettuare un anello (ne parlo nelle note in fondo al post) il ritorno avviene, in circa un'ora e un quarto, solcando lo stesso percorso dell'andata. Superata la chiesetta della Santissima Trinità, si scende alla mulattiera erbosa che pianeggia a picco sui ripidi prati, in fondo ai quali si individua la cascina diroccata da cui sale il problematico sentiero che si perde nel bosco. Io sono sceso dai prati, divisi in due zone da un gradino, composto da un muro a secco su cui sono cresciuti arbusti spinosi. Passando sul lato che resta sulla vostra sinistra, si può aggirare agevolmente questo ostacolo e raggiungere facilmente i ruderi di riferimento.
| Dietro i fitti boschi della Costa Magrera spunta il Vigna Vaga. |
Note tecniche:
| Zoom sul paesino di Boario. |
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