La Val Pusteria offre molte occasioni agli amanti del turismo dolce. Particolare l'offerta delle piste ciclopedonali, che consentono di esplorare praticamente tutto il comprensorio, vallette laterali comprese. In queste ultime si scoprono itinerari meno battuti ed ugualmente panoramici, adatti ad ogni tipo di esigenza.
La testata della Valle Anterselva vista dalla pista ciclabile poco prima di Anterselva di Sotto. |
La ciclabile che percorre la Valle Anterselva, per esempio, attraversa un territorio che sembra essersi cristallizzato nel tempo. Un mondo contadino che si regge sulla tradizione dei masi di montagna. In Alto Adige, da almeno sette secoli, queste abitazioni rurali vengono lasciati in eredità soltanto nella loro complessità, impedendone il frazionamento. In questo modo si è conservata la loro peculiarità e, mentre si pedala o si cammina ammirandone la particolare architettura rurale, si ha l'impressione che passeranno altrettanti secoli, senza che si modifichi alcunché.
Maso lungo la pista ciclabile. Foto di Elisa di Blasi. |
Mia moglie ed io abbiamo percorso la ciclabile partendo da Rasun di Sopra (1091 m) per arrivare ad Anterselva di Mezzo. Dal centro del piccolo villaggio (500 abitanti) abbiamo preso la via del biotopo che, in breve ci ha portato a costeggiare l'area protetta della torbiera di Rasun, portandoci in un freschissima abetaia che ricopre l'intera zona. Chi lo desidera potrà inoltrarsi all'interno della torbiera per mezzo di alcuni camminamenti allestiti con traversine in legno, per ammirare una flora particolare e molto rara.
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La torbiera di Rasun è protetta dall'abetaia posta sulla destra guardando la foto. |
Se alla partenza la ciclabile è asfaltata, nell'area protetta il tracciato diviene sterrato e, nell'ultimo tratto, si fa un po' sconnesso. Il disagio dura comunque poco, perché in breve si giunge al borgo di Anterselva di Sotto (1109 m), dove ci aspetta l'unica salita degna di nota di questo itinerario. La si incontra alla fine del paese e ci porta ad incrociare la strada provinciale che sale verso il lago di Anterselva. Nel tratto successivo si è costretti a costeggiarla. Le indicazioni ci aiutano a prendere una traccia protetta che inizialmente segue la carreggiata destra, per poi attraversare la provinciale su apposite strisce pedonali e, nei pressi di una rustica chiesetta di campagna, imboccare una stradina asfaltata che ci porterà dentro al borgo di Anterselva di mezzo (1236 m), dal quale si ammira uno splendido dettaglio della corona di montagne che divide l'Italia dall'Austria.
La pista nei pressi di Anterselva di Mezzo. |
Il ritorno segue lo stesso percorso fino ad Anterselva di Sotto, dove è possibile una sosta per il ristoro in una deliziosa pasticceria (vedi note tecniche) o presso il chiosco di un laghetto attrezzato per la pesca sportiva. Dal paese si prende poi il tracciato ufficiale della ciclabile della valle, che attraversa ampi e ordinati coltivi di cereali, patate ed insalata. E' un tratto soleggiato e panoramicissimo, grazie alle diverse sfumature cromatiche dei campi coltivati ed all'affascinante sipario che si apre sullo sfondo, dove lo sguardo è calamitato dalle cime dolomitiche che contornano a nord il parco naturale di Fanes-Sennes-Braies.
Le dolomiti del parco Fanes-Sennes-Braies viste dai campi di granturco di Rasun di Sopra. |
Se siete fortunati con il meteo, non dimenticherete lo spettacolo fornito da questi venti chilometri semi-pianeggianti, non solo per quel che si può ammirare con lo sguardo, ma anche per gli intensi profumi di campagna e la persistente brezza alpina, che scende a rinfrescare il fondovalle, dopo aver accarezzato le cime delle fitte abetaie che coprono i lati della Valle Anterselva.
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La ciclopedonale tra Rasun di Sopra e Anterselva di Sotto. |
Info tecniche:
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