venerdì 2 gennaio 2026

Dalla piazzetta di Ogna al punto panoramico sul massiccio della Presolana, camminando nel bosco degli ellebori.

 🥾 Dislivello: circa 200 metri          ⌚ Durata: un'ora e mezzo           📏Lunghezza:km

La Presolana vista dal punto più alto della miniescursione.

Il tentativo, fallito, di raggiungere la cima del monte Ost, mi ha permesso di scoprire un angolo di bosco costellato da fioriture di ellebori, ed una visuale inusuale sullo spigolo nord-ovest della Presolana. Una micro-escursione con dislivello limitato, in un'area veramente poco battuta ed ancor meno conosciuta.

Rientro alla piazzetta di Ogna.

Dal parcheggio pubblico del cimitero di Ogna (542 m-frazione di Villa d'Ogna) si percorre a ritroso via IV Novembre, attraversando il ponte sull'omonimo torrente e voltanto a sinistra per entrare nella Piazza della Chiesa. Se non fosse per le auto in sosta, si potrebbe avere l'impressione di aver intrapreso un viaggio nel tempo, perchè questa piazzetta è un piccolo gioiello di architettura rurale e nobiliare, delimitata da abitazioni con ballatoi in tipico stile rustico della zona. Gli edifici più antichi risalgono al '400. (altre informazioni in merito nelle note in fondo al post).

Il lato opposto della piazza. Sul palazzo oltre la scalinata
 si nota la targa indicante via Salvi. 

Ci si dirige verso il lato opposto della piazza prendendo la stradina a destra (via Salvi) ed arrivando di fronte alle case che la occludono. A destra si trova un passo carrale, delimitato da una catena che impedisce l'accesso agli automezzi. Si scavalca la catena e si volta a sinistra, percorrendo l'evidente traccia nell'erba che pianeggia e poi sale dolcemente verso un traliccio dell'alta tensione. Qui la traccia si stringe, portando ad un bivio (dieci minuti dalla partenza) dove teniamo la sinistra, seguendo la direzione indicata da una freccia rossa.

La freccia rossa ci indica la direzione da prendere.

Da subito si palesano le fioriture degli ellebori, che ci accompagneranno per tutto il percorso. Siamo in un bosco di latifoglie, in prevalenza noccioli, più in alto la prevalenza sarà di faggi ed aceri. Dopo altri dieci minuti di cammino raggiungiamo una sorgiva, che precede uno strappo. Poco oltre proseguiamo diritto, trascurando due deviazioni che portano a due rustici capanni, che probabilmente proteggono delle prese d'acqua. 

Elleboro nero (o rosa di Natale)

Stiamo camminando da circa mezz'ora, quando la traccia si stringe ulteriormente ed incontriamo un altro bollo rosso, segnavia di un sentiero di cui si ignora (e si ignorerà) la destinazione. Dopo un breve falsopiano, superiamo alcune roccette e, dal lato opposto della valle, seminascosto dalla vegetazione, individuiamo l'abitato di Nasolino (700 m. circa-45 minuti dalla partenza).

Famigliola di Ellebori.

Il bosco si è ormai infittito. Siamo sul versante nord del monte Ost, percorrendo un sentiero che il sole d'inverno non ha mai riscaldato, ma gli ellebori non lo sanno e  continuano a fiorire e ad allietare il nostro cammino. Ma, fatti pochi passi, la selva pare diradarsi e la penombra lascia spazio a un po' di luce. Ad un bivio non segnalato teniamo la destra e, subito dopo, si intravvede la prospettiva della Valzurio in tutta la sua lunghezza. In fondo compare la Presolana, con lo spigolo nord-occidentale in bella evidenza (740 m circa). 

Finalmente la Presolana!

Siamo sul ciglio di un dirupo (attenzione!) fittamente ricoperto di  vegetazione e delimitato da due roccioni di pietra chiara. Il sentiero pare proseguire effettuando una decisa inversione ad U, ed una serie di sbiaditi bolli rossi lo conferma. Vi consiglio di non proseguire oltre e dedicare qualche scatto alla Presolana effettuando una breve sosta. Dalla piazzetta abbiamo camminato per quasi un'oretta, superando un dislivello di circa 200 metri. Il ritorno, sullo stesso itinerario, vi impegnerà per poco più di mezz'ora, camminando per un totale di quasi cinque chilometri.

I monti Vaccaro e Secco visti dal sentiero di ritorno.

Chi è tentato di proseguire seguendo la traccia evidenziata dai bolli rossi deve tenere conto che, in salita, dovrà affrontare un lungo traverso in un bosco radicato su versanti molto ripidi e con alcuni tratti un po' scivolosi. Subito dopo lo aspetta un largo ed ombroso costone, da risalire tramite strette serpentine. In cima, ad una quota di poco superiore ai 1000 metri, percorrerà una cresta boscosa che occulterà qualsiasi speranza di panorama. Oltre a ciò, nessuna indicazione sui luoghi attraversati o da raggiungere e nessun luogo di sosta confortante. 

Zoom sul Monte Secco.

Dalla cresta il sentiero segnalato dai bolli rossi prosegue voltando a sinistra, probabilmente diretto a Cima Blum. A destra nessun segnavia e nessuna traccia evidente. Il monte Ost è una vetta fantasma che nemmeno dal versante della Senda sono riuscito a raggiungere. Un'ultima avvertenza: dalla cresta erbosa, la calata fino al dirupo con vista sulla Presolana è complicata dal fatto che i bolli rossi sono stati marcati soltanto per la salita. In discesa dovrete fermarvi e voltarvi più volte per rivedere i bolli rossi che garantiscono la correttezza del percorso effettuato. 

La "Casa dei Pagani" (antica dogana?) nella piazzetta di Ogna.

Altre note:

Data dell'escursione: 30-12-2025 - Sereno con buona visibilità.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio a servizio del cimitero di Ogna, frazione di Villa d'Ogna, che dista circa 36 km dal centro di Bergamo, percorribili in poco più di tre quarti d'ora d'auto. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si procede diritto, seguendo le indicazioni per Valbondione. A circa 4 km dal precedente bivio, si volta a destra, in direzione del centro di Villa d'Ogna. Superata la piazza del Municipio, si procede per un centinaio di metri, voltando a sinistra in via IV Novembre. Si costeggia la chiesa di Ogna e, alla successiva rotonda, si imbocca via Colleoni, individuando subito il cimitero con i relativi stalli di parcheggio.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 200 metri di dislivello per una lunghezza complessiva  di cinque chilometri. 
Durata: Per percorrere il tragitto di andata e ritorno si impiega un'ora e mezza, escluse le soste.

Ogna (e Villa d'Ogna in secondo piano) viste da Nasolino (foto di maggio 2024).

Ogna, la sua piazza, la sua storia: Il nome deriva da latino "onus" che significa "imposta di dazio". In passato il borgo aveva una posizione strategica nella zona.  Per collegarsi con Bergamo e la Val Brembana, gli scalvini e gli altri abitanti dell'Alta Valle Seriana dovevano necessariamente passare da Ogna. Per questo pare che la cosiddetta "Casa dei Pagani" fosse in realtà sede di dogana ed il suo nome deriverebbe dal dialettale "Cà del pagà".  Gli edifici della piazza risalgono tutti ad un periodo compreso tra il 14^ ed il 18^ secolo. In essi sono riconoscibili caratteristiche tipiche di quel tempo: dai muri in pietra ai loggiati in legno; dalle arcate a volta ai pilastri e capitelli in pietra. 

Piazza di Ogna: casa con loggiato in legno.

Dalla piazza si diramano vicoli che scendono verso il torrente, sulle rive del quale sono fiorite, nel corso dei secoli, attività di ogni tipo. Proliferavano magli ed officine per la produzione di chiodi, compresi quelli necessari per ferrare i cavalli. Nel '600 presero piede gli artigiani del ferro battuto, abilissimi a forgiare balconi, logge e parapetti. Il minerale ferroso veniva fuso nei vecchi forni fusori che insistevano ai lati di via Fucine. Ma la vivace energia del torrente dava lavoro anche a molti mugnai. Vicino al ponte si era installata una grossa segheria e, poco sotto, operavano due cartiere che, sfruttando l'alto contenuto di calcare delle acque dell'Ogna, producevano e vendevano un tipo di carta molto ricercata, superiore persino a quella di Fabriano.

La vecchia segheria sul torrente Ogna.

Altre escursioni partendo da Ogna: In questo blog viene proposta un'altra escursione che parte dallo stesso parcheggio della presente. Il link è:  https://dislivellozero.blogspot.com/2024/05/ai-laghetti-di-valzurio-partendo-dalla.html.
Cartografia: La recente cartina escursionistica all'1:25.000, realizzata dalla sezione CAI dI Bergamo, relativa al territorio di Clusone-Pizzo della Presolana evidenzia l'area interessata all'escursione. Il tracciato qui indicato è evidenziato con la segnatura indicante altri sentieri. La mappa è in vendita alla Sezione CAI di Bergamo e nelle cartolibrerie della zona. Il costo è di 10 €.

Torrente (probabilmente l'Ogna) in una Valle,
dipinto nel 1831 dal pittore Marco Gozzi.





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