sabato 5 agosto 2017

Al passo di Verrobbio, nelle trincee dove la Grande Guerra non arrivò mai

Nei periodi di grande calura, una passeggiata a quota 2.000 può rappresentare una buona soluzione.   Se a questo aggiungiamo gradevoli panorami, scampoli di storia ed un pranzo gustoso, abbiamo completato il quadro di una giornata da trascorrere in Alta Valle Brembana, nei dintorni del Passo San Marco.
Monte Ponteranica e Passo di Verrobbio - foto di Sergio Gavazzeni
IN AUTO FINO A 1.830 METRI DI QUOTA
Percorrendo la strada provinciale che da Mezzoldo porta al Passo San Marco, arriviamo nei pressi dei nuovo rifugio San Marco e prendiamo la deviazione a sinistra che ci porta nell'ampio parcheggio sterrato del "vecchio" rifugio, tuttora aperto e gestito con un servizio di ristoro a mezzogiorno.
Questo edificio è stato costruito nel 1593, come posto di guardia a difesa dei confini della Repubblica Veneta.   Con il passare dei secoli ha assunto la funzione di casa cantoniera e, successivamente, di rifugio per i viandanti che percorrevano la Strada Priula, da Bergamo a Coira, nel cantone svizzero dei Grigioni.    Siamo quindi al cospetto di uno dei più antichi rifugi delle Alpi.

Piano dell'Acqua Nera e diga di Valmora - foto di Sergio Gavazzeni
POCHI PASSI SUL SENTIERO UFFICIALE DELLE OROBIE OCCIDENTALI
Dal piazzale del rifugio si prende il sentiero che transita accanto ai tralicci dell'alta tensione.   Per un ventina di minuti si calpesta il mitico sentiero 101, sentiero ufficiale delle Orobie occidentali.   Al bivio, si prende a destra il sentiero 106, che prosegue a mezzacosta salendo poi, con alcuni tornanti, fino al passo Verrobbio (2026 m).
Panorama dal Passo Verrobbio (2.020 m)
Abbiamo camminato per un'ora, percorrendo un dislivello di circa 200 metri, per arrivare alla meta, rappresentata dalle trincee della linea Cadorna.   In questa località infatti, si possono visitare i manufatti meglio conservati del tratto orobico della linea difensiva realizzata in base all'evenienza che gli austriaci potessero invadere la neutrale Svizzera ed aggredirci alle spalle.   Fu necessario il lavoro di almeno 40.000 tra muratori, carpentieri, falegnami, fabbri e minatori per realizzare, tra i monti del varesotto e le Alpi Orobie, circa 70 km di trincee, 88 postazioni di artiglieria e le relative carrozzabili e mulattiere di collegamento. 
Tratto di trincea sotto il Monte Verrobbio
UNA LUNGA TRINCEA PER RICORDARE LA "GRANDE GUERRA"
Nei pressi del passo Verrobbio si trovano i resti di una grande caserma, decine di metri di trincee perfettamente conservate, le finestre di alcune cannoniere ed un piccolo fortino da cui, un secolo fa, i nostri soldati aspettavano l'assalto di un nemico che, da queste parti, non si fece mai vedere.   Ora, gli escursionisti possono presidiare queste fortificazioni osservando placide mandrie di vacche bruno alpine al pascolo nei pressi del piccolo laghetto del Verrobbio, o vivaci capre orobiche incuriosite dal contenuto degli zaini.  
La gita termina nei prati che circondano il passo.   Chi volesse proseguire verso la cima del Monte Verrobbio, del Ponteranica o verso il lago di Pescegallo, deve mettere in conto di dover transitare su punti esposti, sentieri poco segnalati o tratti molto ripidi.
Ca' San Marco-punto di partenza dell'itinerario proposto.
Info tecniche:
Partenza: Ca' San Marco (1.830 m circa).   
Dislivello: Circa 200 metri.
Durata: Un'ora per la salita; poco meno per la discesa.
Altri suggerimenti: Ca' San Marco e il nuovo rifugio San Marco sono molto frequentati e spesso al completo.   Per questo suggerisco invece di sostare per il pranzo all'Albergo della Salute, ad Olmo al Brembo, sulla strada di ritorno per Bergamo.  Tra le spesse e fresche mura di un edificio storico del diciassettesimo secolo, è possibile gustare una cucina ruspante tipicamente orobica: pochi piatti, sempre quelli e sempre fatti bene.   Dai casoncelli fatti a mano allo stinco con la polenta taragna, con la sola variante dei funghi, raccolti direttamente dal proprietario, che ci possono essere o meno a seconda dei capricci del meteo. Tel. 0345 87079.
Cartografia: Carta Turistico-Escursionistica della Provincia di Bergamo-Tavola 01.

Capre orobiche - foto di Sergio Gavazzeni





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