sabato 18 luglio 2026

Un anello dolomitico sotto le cime della Valcanale.

 🥾 Dislivello: 550 metri        ⌚ Durata: circa tre ore e mezza         📏 Lunghezza: oltre 8 km

Alla Baita di Vaghetto bassa.

La Valcanale è sottovalutata. Eppure, in certe giornate, offre viste e panorami semplicemente strepitosi. Questa escursione ne è un esempio: è quasi tutta ben segnalata, presenta un dislivello fattibile da tanti e, soprattutto nelle giornate feriali, un affollamento contenuto e limitato al primo tratto. Abbandonato il sentiero CAI 218, ci si ritrova a camminare soli, in religioso silenzio, rotto soltanto da qualche svogliato muggito...

Baita G.A.N.

Dopo aver raggiunto l'ultima area di sosta disponibile, posta a quota 1117 m. e distante circa 700 metri dal laghetto di Valcanale, si imbocca il sentiero CAI n. 220 con destinazione Rifugio Alpe Corte. Il primo tratto, su cementata, è ripido e va affrontato con adeguata lentezza. La traccia, che diventa sterrata nei tratti meno pendenti, prosegue nell'abetaia e raggiunge il Rifugio, posto a 1410 m., in circa 45 minuti.

Al Rifugio Alpe Corte.

Oltre l'edificio la traccia prosegue in piano. Dopo cinque minuti si incontra un bivio, dove si tiene la sinistra, abbandonando il sentiero CAI n. 220 (che porta ai Laghi Gemelli) e prendendo il CAI n. 218, con direzione Alpe Neel e Passo Branchino. Un ponticello in cemento ci consente di guadare il torrente Acqualina, facendoci salire un tratto un po' accidentato che ci deposita sull'alpeggio della Baita Corte bassa (1421 m). Di fronte a noi comincia a stagliarsi la roccia dolomitica della Corna Piana mentre, alle nostre spalle, si apre un'ampia veduta della Valle della Corte.

Baita Corte bassa. Sullo sfondo la Corna Piana.

Poco oltre, ad un quarto d'ora circa dal Rifugio, si incrocia un bivio dove teniamo la destra, imboccando in leggera salita il sentiero CAI n. 218/A, che abbandoneremo poco sopra per salire a destra verso la segnalata Baita Bassa Alpe Neel (1585 m-un'ora e trenta circa dalla partenza). Le vedute sono ora amplissime: il Corno Branchino compare in tutta la sua maestosità. Dietro la Corna Piana si affaccia la vetta dell'Arera.

Il passo (a sinistra) ed il Corno Branchino dall'Alpe Neel.

Saliamo tra i pascoli, ricalpestando il CAI n. 218. Dopo un quarto d'ora, una palina segnaletica verticale ci invita a svoltare sulla sinistra, in direzione della Baita gestita dal G.A.N (Gruppo Alpinista Nembrese). Pianeggiamo vis-à-vis con la Corna Piana, per poi scendere dolcemente in una radura tenuta a pascolo. 

Pianeggiamo vis-à-vis con la Corna Piana...

La traccia si perde nell'erba ed incontriamo l'unico tratto dove, causa assenza di segnaletica, è difficile orientarsi. Il sentiero che raggiunge la Baita G.A.N. porta il n. CAI 266 e lambisce la vegetazione che limita il lato della radura posto alla nostra destra scendendo. Seminascosto da quell'arbusteto si trova il letto, spesso in secca, del rio che scende dal Lago Branchino per sfociare, più a valle, nel torrente Acqualina. Subito dopo averlo guadato, sulla corteccia di un imponente abete rosso, si ritrova la segnaletica CAI, che ci riporta sulla retta traccia che diparte da un bellissimo pianoro posto sotto le pareti della Corna Piana.

...sulla corteccia di un imponente abete rosso,
si ritrova la segnaletica CAI (foto di Piergiorgio Lodetti)

Siamo ora sul sentiero CAI N. 266. Il solco è tornato evidente e, nel primo tratto, sale con decisione nel bosco misto con prevalenza di conifere. La rampa è breve e porta ad un saliscendi che ci deposita, dopo una ventina di minuti dall'ultima segnaletica, alla radura della Baita G.A.N. (1565 m.- due ore e un quarto circa dalla partenza). L'ambiente, ma anche l'architettura dell'edificio, è molto suggestivo. Circondata da scenari  impagabili, invita ad una sosta rigenerante sull'unico grande tavolo in legno, da cui si ammira uno spettacolo di cime, boschi e radure da qualunque parte ci si giri.

Baita G.A.N. con Pizzo Arera e Corna Piana.

Per completare l'anello si prosegue sul CAI n. 266 che, da qui all'arrivo, solca fedelmente il sedime di un ampia sterrata. Prima in leggera discesa e poi con una breve salita la traccia porta, in una decina di minuti, al colletto con i ruderi dei vecchi impianti di risalita. 

Il panorama dal colletto lascia senza fiato.

La palina segnaletica del CAI ci fa scendere a destra, in direzione della Baita di Piazza bassa. La sterrata scende accanto ad ampi pascoli e offrendo nuove e diverse prospettive: l'Arera supera le timidezze iniziali e si espone al nostro sguardo; poco oltre spunta Cima Valmora ed il ruvido scivolo che arranca verso il Passo del Re. Più lontano, i monti Fop e Secco chiudono il sipario.

Asinelli al pascolo di Baita Piazza Bassa. Sullo sfondo, da sinistra a destra; 
Cima del Fop, l'incavo del Passo del Re e Cima Valmora.

Superata Baita di Piazza Bassa si procede dolcemente in direzione della successiva Baita di Vaghetto Bassa (1424 m - mezz'ora circa da Baita G.A.N.), dove si tiene la sinistra, restando sempre sul CAI n. 266. La strada sterrata è qui oggetto di lavori in corso, che comunque non creano problemi alla discesa, facendoci arrivare ai resti dell'ex Albergo Sempreneve (1209 m-un'ora da Baita G.A.N.) oggetto di un progetto pubblico di ristrutturazione presentato un anno fa e che dovrebbe concretizzarsi entro il 2029 (altre info nelle note in fondo al post).

I ruderi dell'ex-albergo Sempreneve. La strada asfaltata
si imbocca dalla sinistra dell'edificio.

Dal vetusto edificio la traccia inizia a calpestare l'asfalto ed a scendere in direzione del nostro parcheggio. Regalandoci un paio di intriganti vedute sul laghetto, sulla bassa Valcanale e sullo spigolo nord della Presolana, in un quarto d'ora dall'ex Albergo, raggiungiamo infine gli immediati pressi del punto di partenza dell'itinerario.

Laghetto e bassa Valcanale dalla strada di discesa.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 16-07-2026 - tempo bello.
Punto di partenza: Per raggiungere la frazione di Valcanale si percorre la S.S. 671 della Valle Seriana fino al bivio di Ponte Nossa dove, invece di girare a destra per i tornanti che portano a Clusone, si prosegue dritti sulla provinciale n. 49 in direzione di Valbondione. Appena superato l'abitato di Ardesio, in località Ponte Seghe, si devia a sinistra seguendo le indicazioni per la Valcanale.  La strada guadagna subito quota con alcuni tornanti, per poi proseguire diritta nella vallata fino al suo termine.  Al laghetto inizia il tratto che prevede il pagamento del parcheggio. Da questo punto si procede diritto per circa 700 metri. Si parcheggia quando la strada volta decisamente a sinistra (spazio per una dozzina di auto). Di fronte si trova l'imbocco della forestale che sale all'Alpe Corte. Da Bergamo sono circa 47 km percorribili in un'ora circa. 

La Valle della Corte dall'alpeggio di Corte Bassa.

A Valcanale il parcheggio si paga: Da agosto 2018 il Comune di Ardesio ha disposto l'obbligo del parcheggio a pagamento nelle aree di sosta predisposte dal laghetto di Valcanale sino all'inizio della strada forestale che porta al Rifugio Alpe Corte.  Il prezzo giornaliero del biglietto "gratta e sosta" è stato man mano adeguato a 5 (cinque) euro. Riduzioni sono previste per soste plurigiornaliere. In sito sono presenti due parcometri. In alternativa i biglietti si possono acquistare nelle rivendite commerciali indicate al seguente link: https://www.viviardesio.it/parcheggi.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: 550 metri di dislivello per un totale, fra andata e ritorno, di oltre otto chilometri. 
Durata: Per percorrere l'intera escursione servono circa tre ore e mezza. al netto delle soste. 

La baita di Neel bassa.

Il nuovo progetto per gli ex-impianti di sci: Gli impianti sciistici e l'ex Albergo Sempreneve sono chiusi da circa trent'anni. Nel corso del tempo sono stati oggetto di degrado e vandalizzazioni. Il nuovo progetto prevede che l'ex struttura alberghiera diventi un centro di educazione ambientale,  con l'ambizione di divenire un Polo della biodiversità delle Orobie bergamasche. Il progetto è finanziato con due milioni e 350mila euro di fondi pubblici regionali, che saranno gestiti dalla Comunità Montana della Valle Seriana. L'ex-albergo saà abbattuto e al suo posto è previsto un fabbricato più piccolo che ospiterà un museo sulla flora e la fauna del Parco, spazi ricreativi e di accoglienza, sala conferenze ed un centro di ristoro. La gestione della struttura sarà effettuata in collaborazione con Università, centri di ricerca ed associazioni ambientali, come Lega Ambiente, CAI e WWF.

Radura tra le baite di Piazza bassa e Vaghetto bassa.

Altre escursioni in zona: In questo blog trovate la descrizione di diverse escursioni che esplorano i vari versanti della Valcanale. Di seguito si riportano i link degli itinerari che partono dal breve tratto di strada che divide il laghetto di Valcanale dalla foresta che sale all'Alpe Corte: 
Cartografia: L'escursione qui proposta è ben evidenziata sulla Carta escursionistica del Sentiero delle Orobie Orientali - scala 1:25.000, realizzata dal CAI di Bergamo e disponibile nelle librerie e cartolerie della Provincia, al prezzo di 14 euro (10 per i soci CAI). 
La segnaletica della Baita di Neel bassa
nasconde il Corno Branchino. 


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