mercoledì 13 aprile 2022

L'anello della Val del Gru, con partenza da Orezzo e ritorno a picco sulla Val Vertova.

Uno splendido bosco di latifoglie sulle pendici settentrionali del Monte Cedrina ed una lunga camminata dominando i panorami della Val Vertova uniscono il paesino di Orezzo ai bucolici pascoli della Val del Gru.

Il monte Alben dal sentiero di ritorno.

L'itinerario prende forma dai parcheggi posti a lato della chiesa parrocchiale di Orezzo, piccola frazione del Comune di Gazzaniga, posta a circa 700 m di quota.   Si calpesta per qualche minuto l'asfalto della  strada provinciale n. 41 in direzione di Selvino, per poi girare a destra sulla ripida via Oschiolo (palina CAI con indicazioni) che si impenna con decisione fino a portarci sul limitare del bosco (dieci minuti dalla partenza).

Roccolo nel bosco, poco dopo la partenza.

Il segnavia biancorosso ci guida fra i muretti a secco delimitanti un bellissimo sentiero pianeggiante che prosegue fino ad un bivio, dove prendiamo a destra, seguendo le indicazioni del segnavia CAI 524 per la Val del Gru.  La faggeta è bellissima e freschissima.  Con dolci saliscendi si percorre un lungo mezzacosta, con occasionali viste sulle guglie dell'Alben.

L'Alben fa capolino.

Dopo un'ora abbondante di cammino si arriva ad una baita, a circa 1000 m di quota,  dove la traccia prende  a scendere, inoltrandosi nel bosco misto della Val Gromalt.   Dopo aver perso un centinaio di metri di dislivello, si arriva a guadare un torrente ed a risalire il versante opposto fino alla località La Plaza, dove si trova una grande stalla ormai diroccata ed una discreta visuale sull'Alben e sul monte Secretondo (circa 920 m - quasi due ore dalla partenza).

Erba trinità nella faggeta del monte Cedrina.

Si ridiscende nel bosco in direzione delle cascine e della chiesetta che compongono la località nota come la Val del Gru.   Oltrepassato il torrente, è possibile rinfrescarsi ad una fonte e consultare la bacheca dell'Associazione Val del Gru, dove sono dettagliati i sentieri e le possibili di escursioni da effettuare nella zona.   Per arrivare alla chiesetta situata in posizione panoramica (circa 840 m), occorre seguire la traccia di collegamento ai sentieri 525 e 519.   Dal guado sono poco più di dieci minuti, quasi due ore e mezzo dalla partenza.

La chiesetta della Val del Gru.

L'edificio sacro, dedicato al Santissimo Salvatore della Trasfigurazione, è oggetto di una leggenda locale che ha forse contribuito alla toponomastica del luogo.   I più curiosi possono leggerla nelle note tecniche in coda al post.

Fiori di tarassaco e pratoline ai piedi della chiesetta.

Ridiscesi al piazzale dove si trova la bacheca dell'Associazione, si prende la carrareccia cementata che scende, con scarso dislivello, in direzione della Val Vertova.   Il primo tratto è noioso ed il cemento non aiuta caviglie e ginocchia già provate dal lungo mezzacosta nel bosco.   Più in basso però, lo sguardo si apre sui contrafforti dell'Alben e sulle profonde forre della Val Vertova ed il bel panorama distrae e rilassa. 

Baite della Val del Gru.

Dopo circa un'ora da Val del Gru si arriva in località Garimonc, dove si incontra una santella commemorativa per cinque partigiani uccisi da parte dei nazifascisti, il 17 agosto 1944.   Il giorno precedente un gruppo partigiano aveva fermato due treni a Gazzaniga, facendo prigionieri alcuni fascisti e due ufficiali tedeschi, con l'intenzione di effettuarne lo scambio con partigiani detenuti a Bergamo.  Ma la rappresaglia nazifascista fu immediata e pesantissima.  Un rastrellamento a tappeto costrinse i cinque partigiani a fuggire da Garimonc, disperdendosi nella Val Vertova, dove vennero però braccati ed infine massacrati senza pietà.

La santella in memoria dei cinque martiri di Vertova.

Poco oltre, dopo aver calpestato il cemento per circa 4 km, si prende a destra un'altra stradella cementata, sormontata da una evidente indicazione: "Base Scout".    Si sale per qualche minuto fino alla sbarra che delimita l'accesso alla base.   A destra di essa, un sentiero sale deciso nel bosco.  Superate due baite ed una cappelletta lo sguardo si apre sulla media Val Seriana, con un bel colpo d'occhio sulla zona del Pizzo Formico, dietro al quale fa capolino anche la Presolana.   Al primo bivio si tiene la destra e, dopo circa venti minuti dalla base scout, si raggiunge l'amena contrada di Dossello (725 m). 

La contrada di Dossello.

Si attraversa la contrada senza prendere la deviazione proposta dal segnavia CAI n. 523 e si scende per prati in direzione della contrada Bergamaschi, dove si incrocia una strada asfaltata da cui si intravede il campanile della chiesa di Orezzo.   La si percorre verso destra, ammirando gli edifici della contrada che hanno parzialmente mantenuto le caratteristiche architetture rurali dei secoli scorsi.   La chiesa di Orezzo ed il parcheggio ci aspettano a pochi minuti.

Contrada Bergamaschi.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 11-04-2022 - tempo bello.
Punto di partenza: Parcheggi posti a servizio della chiesa parocchiale di Orezzo, frazione di Gazzaniga.  La frazione si raggiunge percorrendo la SS 671 fino a Gazzaniga.  Dal centro del Comune, una stretta ma ben segnalata strada di quattro chilometri raggiunge il punto di partenza.   Se non si trova posta a lato della chiesa, si può sostare in un ampio parcheggio ben evidente all'inizio del paese e raggiungere la chiesa tramite una scalinata.  Da Bergamo sono circa 22 chilometri, percorribili in mezz'ora.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: quasi 600 metri di sola salita. L'anello è lungo poco meno di dodici chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie tra le 4 e le 4 ore e mezza, al netto delle soste.

Sui prati della Contrada Dossello.

La leggenda della Val del Gru: In una angusta valle sopra Orezzo sorge una chiesetta che, una volta, molti anni fa, era stata visitata da un ladro che voleva asportare la pisside e gli altri vasi sacri con gli ori di cui era adorna la statua della Madonna alla vigilia della sua festa.  Vuotata la pisside, il ladro rovesciò le particole consacrate in una vicina fontana e fece un fagotto degli oggetti preziosi, dandosi alla fuga.  Ma, attraversando un bosco, fu incenerito da un fulmine.   I preziosi furono recuperati intatti ed anche le particole vennero tolte dall'acqua, miracolosamente asciutte.  Da allora, durante certi temporali, l'anima del ladro sacrilego apparirebbe tra le nubi, al di sopra delle chiesina, sotto forma di una grande gru nera.   Da qui il nome di àl de la Grù... Tratto da: Leggende Bergamasche di Carlo Traini, edizioni Il Conventino - Bergamo.

Anemone bianca nel bosco della Val Gremolt.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre due escursioni che percorrono i sentieri di questa zona. I link di collegamento sono i seguenti:
https://dislivellozero.blogspot.com/2018/10/i-tesori-del-monte-secretondo.html
https://dislivellozero.blogspot.com/2018/05/da-aviatico-al-monte-suchello-il.html
Cartografia: Carta Turistico-Escursionistica della Provincia di Bergamo-Tavole 05 e 08. 

I monti Alben e Secretondo dalla strada per la Val Vertova.




lunedì 28 marzo 2022

Da Berzo San Fermo a Col Croce, sul panoramico anello della Costa dei Ronchi.

Una passeggiata tra vigneti, campi coltivati e dolci pendii, dove si respira un'atmosfera d'altri tempi e si possono ammirare rilassanti panorami e coloratissime fioriture di stagione.

Salice bianco in località Barbarì.

Questa escursione ad anello parte dal parcheggio posto di fronte all'ingresso del Municipio di Berzo San Fermo (340 m circa - nelle note tecniche le info per arrivarci).   Da qui si ripercorre via Monsignor Trapletti e, successivamente, ci si incammina lungo via Battisti, per proseguire poi sulla via Bescasolo, dove si intravedono i primi segnavia del sentiero CAI n. 615 ed una segnaletica comunale di colore verde contrassegnata con il n. 3.   

Val di Bescasolo.

La strada asfaltata sale dolcemente sino alla località Bescasolo Alta (420 m circa-un quarto d'ora dalla partenza), dove troviamo un bivio con segnaletica poco evidente. Il nostro percorso devia decisamente a sinistra, su una cementata con pendenze accentuate, che costeggia un piccolo vigneto.

Dente di cane nei boschi della Val di Bescasolo.

Si sale seguendo i rari segnavia comunali e quelli biancorossi del CAI, alternando cascine circondate da vigneti ed alberi da frutta.  La stradina sale a tornanti, inoltrandosi in una piantagione di alberi novelli dedicati anche ai bambini nati dopo il 1992.   Più avanti si incontra un castagneto, che in stagione sembra dare buoni frutti.   Ad un bivio posto all'altezza di un tornante si svolta decisamente a destra (indicazioni comunali sopra una rustica panchina in ferro e segnavia CAI sul muro di contenimento del tornante stesso). 

Col Croce.

Poco oltre, intorno a quota 630 m, si abbandona l'asfalto per prendere, sulla destra, un sentiero pianeggiante che corre tra castagni, carpini e roveri, accompagnandoci sino alla piccola cappelletta sita sul Col Croce (672 m-circa un'ora e un quarto dalla partenza).   Il panorama è arioso e vasto, con il Monte Bronzone che domina le valli di Adrara e, dalla parte opposta, le cupole dei Monti Misma e  Pranzà.

Cascina nei pressi di Col Croce.

Di fronte alla cappelletta, delimitata da una sbarra che ne impedisce l'accesso ai mezzi motorizzati, una larga sterrata sale sulla larga cresta erbosa.   Le indicazioni da seguire sono quelle del GVC (Giro della Valle Cavallina) in direzione dell'edificio denominato il Casino, che però non raggiungeremo.  Poco oltre si costeggia una postazione di caccia (circa 700 m di quota-punto più alto del percorso) e si pianeggia per un buon tratto, che alterna zone boscate con piccole radure che lasciano intravedere belle viste sui nuclei abitativi che formano il Comune di Foresto Sparso. 

Uno sguardo sulla piana di Foresto Sparso.

Si raggiunge un bivio dove evidenti segnali ci impongono di tenere la destra per evitare di invadere una proprietà privata e, dopo una quarantina di minuti da Col Croce, si raggiunge il grosso cascinale denominato Fienile Airoldi (660 m circa), costeggiando il quale lo sguardo si apre oltre la piana di Foresto fin verso le alture del bresciano.  Si prosegue per un breve tratto, iniziando a perdere quota.   Al primo tornante si abbandona lo sterrato svoltando a sinistra e salendo sul ciglio della strada (segnavia biancorosso sul tronco di un albero sulla cima del ciglio stesso). 

Prugno selvatico in fiore.

La traccia continua a scendere nel bosco.   In alcuni punti la vegetazione si dirada, lasciandoci intravvedere i larghi crinali dei Colli di San Fermo.   A quota 570 m circa si incontrano un paio di tornanti, dopo i quali si perde quota più decisamente fino ad incontrare una stradetta asfaltata.   Siamo arrivati in località Ca' del Pesca, sul limitare dei coltivi della piana di Berzo San Fermo. 

I coltivi di Berzo ed i colli di San Fermo.

Seguendo l'asfalto si scende fino al bivio di Barbarì, dove si scopre di aver percorso in discesa la variante CAI n. 617/A, per nulla segnalata nella parte alta del percorso.   Tenendo la destra si scende ad attraversare un ponticello che immette in via Castello e, successivamente in Via Monsignor Trapletti, dove troviamo il parcheggio da dove è iniziato il nostro periplo della Costa dei Ronchi.   La discesa è durata circa un'ora dal Fienile Airoldi.

Rustico in Val Bescasolo.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 25-03-2022 - tempo bello.
Punto di partenza: Parcheggio posto a servizio del Municipio di Berzo San Fermo, in via Monsignor Trapletti.   Berzo si raggiunge per mezzo della S.S. 42 che percorre la Val Cavallina.   Raggiunto il Comune di Borgo di Terzo, si seguono le indicazioni per voltare a destra sulla S.P. 79, che conduce ai Colli di San Fermo.   Dal bivio, in quattro minuti si arriva a Berzo San Fermo.  Da Bergamo sono circa 24 chilometri, percorribili in mezz'ora.

Primule e viole silvestri sul crinale boscoso della Costa dei Ronchi.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 370 metri di sola salita. L'anello è lungo poco più di otto chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie 3 ore, al netto delle soste.
Altri suggerimenti ed escursioni in zonaNel sito del Comitato Turistico della Valcavallina si può scaricare un pdf della "carta dei sentieri del Comune di Berzo San Fermo", che riporta cinque itinerari ad anello effettuabili nel territorio comunale.   Il più breve è percorribile in meno di un'ora, il più impegnativo, che ricalca in gran parte l'escursione qui descritta, circa tre ore.   Il link di collegamento è il seguente: https://www.invalcavallina.it/wp-content/uploads/2016/05/Cartina-dei-sentieri.pdf. 
Cartografia: Carta dei sentieri della Val Cavallina-scala 1:25.000, di Ingenia Cartoguide.

La traccia dell'itinerario, tratta dalla Carta dei sentieri della Val Cavallina,
realizzata da 
Ingenia Cartoguide. Si ringrazia per la concessione.














mercoledì 9 marzo 2022

Da Valpiana alla cima del monte Sparavera, passeggiando tra le memorie della Resistenza bergamasca.

L'escursione che parte dalla località Teade di Valpiana, sopra Gandino, e porta sulla cima del Monte Sparavera, si svolge in uno dei santuari più famosi della Resistenza Bergamasca. Offre panorami maestosi sul Lago d'Endine e sulle principali cime delle Orobie, compiendo un dislivello contenuto, accessibile a molti.

Cascina in Valpiana.

La partenza avviene dal secondo parcheggio di Teade di Valpiana (1025 m di quota) che si trova circa 800 metri a monte della chiesetta sorta negli anni '50 del secolo scorso, per favorire la partecipazione alla messa domenicale di malghesi e villeggianti.   Per arrivarci in auto serve il gratta e sosta (ulteriori informazioni nelle note tecniche).   Lasciata l'auto, si procede a piedi lungo la stretta strada asfaltata, seguendo le indicazioni del segnavia CAI n. 544, fino a giungere ad uno spiazzo, dove la traccia devia a destra ed entra nella pecceta, salendo con decisione verso la testata della valle.

La Malga Lunga.

In meno di quaranta minuti si raggiunge la località Monte di Sovere (1237 m) dove si prende a destra, su una larga sterrata che proviene dal Campo d'Avene e ci porta, in poco più di 5 minuti, al cospetto della Malga Lunga (1235 m), uno dei luoghi più simbolici della guerra civile nelle Orobie, al punto da diventare sede del museo dedicato a tutta la Resistenza bergamasca.

Elleboro bianco dei boschi limitrofi alla Malga Lunga.

Il 17 novembre 1944 l'edificio, sede della 53^ Brigata Garibaldi, fu teatro di un attacco  da parte della legione fascista Tagliamento. Gli otto partigiani presenti vennero sopraffatti ed accettarono la resa in cambio della promessa di avere salva la vita. Ma i fascisti non mantennero la parola, assassinando sul posto i due partigiani feriti più gravi. Gli altri sei furono fucilati pochi giorni dopo al cimitero di Costa Volpino. 

Percorrendo il sentiero CAI n. 547.

Dopo aver ammirato il vasto panorama che si gode dalla terrazza della Malga Lunga, si prosegue sul largo sterrato (segnavia CAI n. 547) che costeggia le pendici del Monte Palandone mentre, a sinistra si innalzano quelle del monte Grione.   In questo tratto, e fino al termine dell'escursione, la segnaletica ci sarà utile per indicarci la giusta direzione.  Molto meno per la relativa tempistica, che fornisce  indicazioni fallaci e contradditorie.

Baite di Comunaglia.

Alternando tratti boschivi con piccole radure, in tre quarti d'ora dalla Malga Lunga si arriva ad un bivio nei pressi di una grande pozza d'acqua.  Abbandoniamo il segnavia n. 547, che scende a sinistra, verso alcune baite. Ci si dirige invece in piano, seguendo una evidente traccia che, in un quarto d'ora, raggiunge la pozza dei Sette Termini (1309 m), dove la silhouette di un monumento metallico ricorda l'atterraggio con il paracadute del generale Raffaele Cadorna junior, coordinatore della strategia militare della Resistenza, avvenuto il 12 agosto 1944.

Pozza dei Sette Termini e monumento al Generale Cadorna Junior.

L'evidente traccia posta dietro la pozza si dirige verso la cima arrotondata dello Sparavera.  Il panorama si fa via via più ampio.   Sulla sinistra si intravedono i monti che delimitano la sponda bresciana del lago d'Iseo, a destra compare il massiccio della Presolana, il Pizzo Formico ed i tremila delle Orobie. Lo spettacolo più emozionante ci aspetta proprio accanto alla piccola croce di vetta (1369 m) dove improvvisamente compare, mille metri più a valle, la sagoma completa del Lago d'Endine.  Per raggiungere il punto più alto dell'itinerario abbiamo camminato per circa due ore.

Dalla cima dello Sparavera il lago d'Endine nella foschia.

Ridiscesi alla pozza dei Sette Termini, si prende a sinistra un'esile traccia che, attraversando il prato, conduce ad una stalla diroccata, sul cui muro è evidenziato il segnavia biancorosso del CAI.  Si tratta del sentiero n. 544/B, che scende dolcemente in uno splendido bosco di conifere portandoci, in circa un'ora dalla cima dello Sparavera, ai dossi prativi della Cascina Grumello (1185 m).  In questo punto verrebbe naturale scendere verso lo sterrato che costeggia la cascina sulla sinistra.  Il sentiero svolta invece bruscamente a destra (segnavia sul tronco di un abete) e, subito dopo poi rientra a sinistra, avvicinandosi  al retro della cascina e restando proprio sul limitare del bosco. 

La Cascina Grumello. Il sentiero passa accanto agli alberi
i cui rami si intravedono all'estrema destra della foto.

Appena lasciato il cascinale alle spalle, la traccia precipita tra gli abeti con decisa pendenza, portandoci infine, dopo un'altra mezzora, a raggiungere Teade di Valpiana, ed i suoi edifici rurali splendidamente ristrutturati.  Il sentiero CAI n. 544/B termina sulla strada asfaltata che abbiamo percorso in auto salendoda Gandino.  Il secondo parcheggio si ritrova svoltando a destra e risalendo alcune decine di metri. 

Salendo allo Sparavera.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 07-03-2022 - tempo bello, ma freddo e con foschia densa all'orizzonte.
Punto di partenza: Secondo parcheggio a pagamento con gratta e sosta della località Teade di Valpiana, che si raggiunge dal fondovalle della Val Gandino.   Raggiunto il territorio del Comune di Gandino tramite la S.P. 42 si seguono le indicazioni stradali per Valpiana-Malga Lunga, che portano sul fondovalle in via Opifici, che attraversa storici lanifici del XIX° secolo.  Da qui, una stretta strada asfaltata risale per circa 12 chilometri sino ad arrivare a Teade di Valpiana.   Da Bergamo si calcolano poco più di trenta di chilometri, percorribili in circa un'ora. 
Altre note: I gratta e sosta necessari per parcheggiare l'auto si acquistano nei diversi esercizi commerciali del centro di Gandino.  Nel sito del Comune sono elencati alcuni punti vendita (http://www.comune.gandino.bg.it/index.php/gratta-e-sosta).  Uno dei più vicini a via Opifici è il panificio "Il fornaio" in via Giovanelli 1, sito di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta.   Oltre ai biglietti, si possono acquistare gustose brioches e prodotti tipici gandinesi realizzati utilizzando il mais spinato locale. 

Pozza ghiacciata nei pressi della cima dello Sparavera.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 350 metri di sola salita. L'anello è lungo otto chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie circa 3 ore e mezza.
Altri suggerimenti: Chi fosse interessato ad approfondire la storia del luogo dove sorge la Malga Lunga ed il Museo della Resistenza Bergamasca realizzato nei locali interni, può collegarsi al seguente sito internet: http://www.malgalunga.it.  
Particolarmente interessanti sono anche le informazioni e le escursioni contenute nella "Guida ai sentieri della Malga Lunga"- a cura dell'ANPI di Bergamo, che propone e descrive tutti gli itinerari che, da ogni versante, raggiungono la località in questione. Il costo della guida, qualche anno fa, era di 5 €.
Consiglio infine di consultare anche il sito: https://www.lastradadeimonti.it che propone di leggere la storia della Resistenza Bergamasca effettuando escursioni sui sentieri che furono percorsi dai protagonisti delle diverse brigate partigiane.  Sul sito è descritta anche una breve escursione che, da Teade di Valpiana raggiunge l'edificio della Colonia Rudelli, base di appoggio della 53^ Brigata Garibaldi e rifugio, per tutto il periodo della Resistenza per partigiani, ebrei e disertori.

Baita a Taede di Valpiana.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre due escursioni che percorrono i crinali della Val Gandino. I link di collegamento sono i seguenti:
https://dislivellozero.blogspot.com/2020/06/croce-di-corno-monte-di-corno-campo.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2021/05/dal-santuario-della-santissima-trinita.html 

Primule a Valpiana.






domenica 27 febbraio 2022

L'incanto della Val Brembilla dal percorso ciclo ippico pedonale che unisce Gerosa a Blello.

Da 25 anni il Gruppo sentieri amici della storia di Val Brembilla effettua attività per valorizzare il territorio della Valle.  Ha recuperato e riattivato antichi sentieri, gestisce una pagina su Facebook nella quale riporta foto e documenti storici ed ha realizzato una cartina dei sentieri che consente di scoprire angoli poco conosciuti ma ricchi di suggestioni.

Il monte Sornadello da Prato Aroldi.

L'escursione qui proposta, che parte dal parcheggio di via Papa Giovanni XXIII (760 m s.l.m.) a Gerosa, è definita come percorso ciclo-ippico-pedonale ed è fattibile da chiunque abbia un minimo di allenamento nelle gambe.    Dal parcheggio, continuando a piedi lungo la stessa via, si arriva al termine della strada asfaltata, dove si trovano indicazioni segnaletiche ed una breve discesa su selciato che porta all'incantevole e minuscolo borgo dei Mulini (750 m).

Scendendo ai Mulini.

Per secoli questa località ha rappresentato il cuore dell'attività produttiva di Gerosa.   Oltre a quattro ruote di mulino, alimentate dall'acqua corrente di una seriòla, era attivo anche un maglio utilizzato da un fabbro ed un frantoio, che ricavava dalle noci l'olio utilizzato per alimentare lumi e lucerne. 

Tratto della mulattiera che porta al Santuario della Foppa.

Dai Mulini si passa sul ponte in pietra e si procede, praticamente in falsopiano, su una mulattiera molto ben tenuta.   Ad un bivio si tiene la sinistra (segnaletica indicante il Santuario della Foppa) e, usciti dal rado bosco, si gustano belle vedute su Gerosa ed i monti circostanti.  Superate alcune cascine, si sbuca su un soleggiato pianoro erboso, sotto il quale compare il Santuario che si raggiunge dopo circa 15 minuti di cammino dai Mulini.

Il Santuario della Madonna della Foppa.

Dall'edificio religioso la traccia prosegue sul selciato scendendo rapidamente, con un paio di tornanti, nei prati della località Fràsen, fino a superare un'antica santella ed inoltrarsi nel bosco.   Si guada un torrentello e si giunge ad un ponte in pietra che rappresenta il punto più basso del percorso (circa 640 m di quota-tre quarti d'ora dalla partenza).   Inizia ora una lenta risalita nel bosco che porta ai prati soleggiati antistanti il piccolo borgo di Grumello (circa 680 m) e successivamente, lungo una carreggiata asfaltata, a quello di Musita (circa 690 m-circa un'ora dalla partenza).

Il borgo di Grumello. Sullo sfondo il Sornadello.

Si prosegue ora sull'asfalto di una strada veramente poco battuta, fino ad arrivare alle case di Ghisalerio, una delle tre frazioni che compongono il Comune sparso di Blello che, con i suoi 70 abitanti, è l'Ente Locale meno abitato della bergamasca.  Superato il borgo, si raggiunge la provinciale che sale dalla Valle Imagna.  Svoltando a destra, la si percorre brevemente in salita, fino a raggiungere i primi edifici dove una palina segnaletica ci fa svoltare a sinistra, su una storica mulattiera che in una ventina di minuti di faticosa salita ci porterà alla Chiesa dell'Annunziata (955 m-un'ora e tre quarti circa dalla partenza).

Lavori in corso alla Chiesa dell'Annunziata, sopra Blello.

Posto sulla dorsale che divide la Valle Imagna dalla Val Brembilla, questo luogo accoglie, oltre alla Chiesa, anche il campanile, la canonica ed un paio di edifici ristrutturati secondo i canoni dell'architettura rurale del territorio. L'ambiente è suggestivo e merita una sosta, come la breve passeggiata che conduce al piccolo cimitero alpestre posizionato ai bordi del sentiero che conduce a nord, in direzione della lontana testata della Val Imagna. 

Il massiccio del Cancervo visto dai pressi della chiesa di Blello.

Per completare l'anello si deve prendere la traccia indicata dalla palina segnaletica posta sul lato opposto del campanile che indica la direzione per il Canto del Ronco.  Si calpesta l'asfalto per alcuni minuti, ammirando il panorama che a sinistra si allarga fino al massiccio del Cancervo mentre di fronte risaltano i profili dei monti Sornadello e Foldone.

Canto del Ronco.

Al primo tornante si abbandona la strada e si segue la mulattiera, che scende ripida nel bosco precipitando sul grumo di case che compongono il Canto del Ronco (840 m circa-venti minuti dalla Chiesa dell'Annunziata) e sulla sottostante carreggiabile asfaltata.   Si gira a sinistra e si cammina sulla strada che unisce Blello a Gerosa per un buon quarto d'ora, fino a giungere ad un bivio.   Sulla destra una strada privata dotata di sbarra per limitare l'accesso alle auto porta in località Prato Aroldi (800 m circa-40 minuti dalla Chiesa dell'Annunziata). Questa piccola contrada è situata in una splendida posizione panoramica e merita una visita per gli edifici ristrutturati nel pieno rispetto delle originarie caratteristiche architettoniche.

Prato Aroldi.

Si prosegue poi sul sentiero che entra nel bosco.   Ad un bivio si tiene la destra e, continuando a scendere, si transita sopra i prati che circondano il Santuario della Foppa.   Dopo circa mezz'ora di cammino da Prato Aroldi si arriva ai Mulini e quindi al parcheggio di Gerosa.

Campanelle del bosco tra Prato Aroldi e i Mulini.

Info tecniche:

Data dell'escursione: 25-02-2022 - tempo bello.
Partenza: Parcheggio pubblico di via Papa Giovanni XXIII, posto a lato dell'ex-municipio di Gerosa, che si raggiunge risalendo la statale della Valle Brembana sino ai ponti di Sedrina. Si devia quindi a destra sulla S.P. n. 24, seguendo le indicazioni per Brembilla-Gerosa.  Si risale tutta la Val Brembilla sino alla deviazione che, facendoci svoltare a sinistra, ci porta nell'abitato di Gerosa.  Dalla città sono una trentina di chilometri, percorribili in circa quaranta minuti. 
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 350 metri di sola salita. L'anello è lungo quasi dieci chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto servono circa 3 ore e mezza.
Altre note: Si può parcheggiare anche negli immediati pressi dei Mulini (sosta con disco orario per un massimo di 4 ore).  In questo modo si camminerà, tra andata e ritorno, quindici/venti minuti in meno. 

Particolare edificio ai Mulini.

Altri suggerimenti:  Consiglio caldamente di approfittare della presenza in valle per dotarsi della Carta dei sentieri della Valle Brembilla realizzata dai volontari del Gruppo sentieri-Amici della Storia Val Brembilla.   Si può acquistare negli uffici della Pro-loco di Brembilla (aperta il lunedì dalle 10 alle 12) o presso l'edicola-cartolibreria Salvi Silvestro, in via Roma 53, sempre a Brembilla (nei giorni feriali apre alle 6:30, la domenica alle 7:00).   Il costo della cartina è di 3 €.

Primule sul muretto a secco che delimita la mulattiera per il Sentiero della Foppa.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre tre escursioni che percorrono i crinali della Val Brembilla. I link di collegamento sono i seguenti:
- https://dislivellozero.blogspot.com/2021/05/lanello-del-monte-sornadello-cavallo.htm 
- https://dislivellozero.blogspot.com/2017/05/da-catremerio-al-pizzo-cerro-ed-al.html     
- https://dislivellozero.blogspot.com/2017/01/da-blello-ai-tre-faggi-una-passeggiata.html

L'itinerario evidenziato in un estratto della carta dei sentieri
della Val Brembilla. 
 Si ringrazia per la concessione.




martedì 8 febbraio 2022

Una tranquilla passeggiata sui colli che dividono Villa di Serio da Scanzorosciate

Sul crinale che comprende i Monti Bastia e Roccolo è possibile effettuare tranquille passeggiate di breve durata e ridotto dislivello, utili per coloro che devono rifarsi la gamba o che hanno poco tempo a disposizione.

La chiesetta degli Alpini posta sulla cima del Monte Bastia.

L'escursione proposta parte da via Valeria, a Villa di Serio (300 m circa - nelle note tecniche le indicazioni per arrivarci).  Il sentiero percorre un'antica mulattiera denominata "Carrezzola" e dista pochi passi dal piccolo parcheggio di via Valeria.   Sulla sinistra della strada, all'altezza di una santella, si trova infatti un ponticello in cemento che supera il rio Capla.    La traccia è anche contrassegnata con il n° 509 del CAI e sale dolcemente i pendii coltivati, inoltrandosi successivamente in un bosco ceduo posto a monte delle cascine Fontana e Frana.

Il punto di partenza della passeggiata.

Con dolce pendenza si resta tra gli alberi, ammirando il sottobosco fiorito, fino a giungere all'ombrosa forcella del Cagnolo (412 m - circa 40 minuti dalla partenza) dove il sentiero si biforca.   A sinistra si dirige verso il Misma, distante oltre 3 ore di cammino.   La nostra passeggiata svolta invece a destra, seguendo l'indicazione che porta al Monte Bastia. 

 I prati della forcella del Cagnolo.

Il sentiero si trasforma in un largo sterrato, che percorre tutto il crinale.   Dopo un primo tratto in salita si affrontano alcuni saliscendi fino ad uno strappo che raggiunge la vicina cima del Monte Roccolo (462 m, punto più alto del percorso - poco più di venti minuti dalla forcella del Cagnolo).    Lungo tutto il crinale si nota che i versanti esposti a nord sono ricoperti di boschi, mentre in quelli a sud sono presenti aziende agricole che coltivano i vitigni dai quali si ricava il celeberrimo Moscato di Scanzo, un vino dolce a denominazione controllata e garantita che possiede una storia antichissima e che è considerato una vera perla enologica.

Nei pressi della cima del Monte Roccolo.

In leggerissima discesa, si cammina per un altro quarto d'ora, fino a giungere alla bella chiesetta degli Alpini che domina la vetta del Monte Bastia (424 m-quasi un'ora e mezza dalla partenza), prima asperità del lato orografico sinistro della Valle Seriana.   Con cielo terso il panorama verso la pianura ed i colli di Bergamo è molto ampio.   Il ritorno avviene seguendo il medesimo tracciato, facendo attenzione agli incroci con le mountain bike, molto numerose in questa zona.

Primule ai lati della mulattiera Carrezzola.

Info tecniche:

Data dell'escursione: 05-02-2022. Foschia persistente con pallide occhiate di sole giusto al termine della passeggiata.
Partenza dell'itinerario: Dal centro di Bergamo ci si dirige verso la Valle Seriana, imboccando la SP 35. La si percorre per circa 5 chilometri, fino a prendere l'uscita per Villa di Serio.  Si transita per via Cavalli e via Carrara, si gira a sinistra su via Masciarelli e, poco dopo, si prende a destra per via Valeria.    A lato di alcune villette, sempre sulla destra, si trova un parcheggio a pettine.  Sette chilometri dal centro di Bergamo, percorribili in meno di un quarto d'ora.

Azienda agricola lungo il percorso.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 230 metri di sola salita, per una lunghezza complessiva di sei chilometri e mezzo.  
Durata: La salita impegna per quasi un'ora e mezza. Si scende in poco più di un'ora.
Altri suggerimenti escursionistici e turistici:  Per chi fosse interessato ad una maggiore conoscenza del Moscato di Scanzo e delle aziende agricole che lo producono, consigliamo di visitare il sito internet realizzato dal Consorzio del Moscato di Scanzo (https://consorziomoscatodiscanzo.it), associazione istituita appositamente per salvaguardare questa denominazione di origine controllata e garantita, l'unica della provincia bergamasca.    All'interno del sito si trova l'elenco completo dei produttori e le informazioni sull'imperdibile appuntamento annuale della Festa del Moscato, che si tiene il primo fine settimana di settembre.

Ora di colazione nei pressi del Monte Bastia.

In questo blog potrete trovare inoltre i dettagli per un'altra passeggiata poco distante (un anello che percorre i boschi delle vicine Valli d'Argon) e con caratteristiche simili a quella qui proposta. Questo il link di collegamento:
https://dislivellozero.blogspot.com/2019/02/un-anello-tra-boschi-vigneti-chiese-ed.html
Cartografia: Carta Turistico-Escursionistica della Provincia di Bergamo-Tavola 08. 

L'itinerario evidenziato in un estratto della carta
turistica-escursionistica della Provincia di Bergamo

Tavola n. 08. Si ringrazia per la concessione.