domenica 1 maggio 2022

Alla scoperta del versante nord del monte Misma, percorrendo un anello che parte da Albino.

Sono numerosi i sentieri per raggiungere il dolce panettone del monte Misma. L'anello che parte da Albino è tra i più lunghi e con un sensibile dislivello.   Attraversa i fitti boschi della Valle del Lujo, percorre gran parte della larga cresta del Misma e si chiude agganciandosi ad un tracciato un po' impegnativo, con begli scorci panoramici sulla Media Valle Seriana.  

Roccolo nei pressi di Stalla Cura.

L'itinerario proposto prende inizio dal piccolo parcheggio all'inizio di via Monte Cura, ad Albino (335 m-nelle note tecniche il dettaglio per arrivarci).     All'inizio della via è posizionata la palina segnaletica che evidenzia il numero 511 del sentiero che andremo a percorrere per un lungo tratto.   Al primo bivio proseguiamo diritti e, sempre su asfalto, percorriamo via Monte Cura, superiamo l'ingresso dell'omonimo agriturismo e raggiungiamo la località Dosso (410 m), dove ci aspetta un trivio con segnaletiche non molto chiare. 

I prati della località Dosso.

A dispetto della relativa indicazione, il sentiero CAI n. 511 segue la traccia che indica "i luoghi della Beata Morosini".   Proseguendo invece diritto si arriva, dopo cinque minuti di cammino dal trivio, ad un piazzale erboso dedicato a Don Serafino Poli dove, salendo a destra su gradini di legno che costeggiano una via crucis, si arriva a riprendere il sentiero 511 che, dopo pochi passi, transita accanto alla cappelletta commemorativa (circa 500 m) che ricorda il luogo dell'assassinio di Pierina Morosini, proclamata beata dalla Chiesa Cattolica nel 1987.

Cappelletta della Beata Morosini.

La traccia supera la cappelletta e prosegue nel fitto castagneto che sicuramente offre molti frutti in stagione.   Dopo un tratto in leggerissima pendenza si cammina su una sterrata con fondo in cemento nelle parti più ripide, sino ad arrivare a due frecce segnaletiche (una nera con scritte in bianco, l'altra con scritte nere su legno naturale) che indicano la direzione da seguire.   Si sale quindi svoltando a destra.   Si costeggia la casa natale della Beata Morosini e, sempre seguendo le tracce biancorosse del CAI n. 511, ci rituffiamo nel bosco, alternando tratti in piano con ripidi strappi.  

Casa natale della Beata Morosini.

Superiamo una zona con pochi alberi, che ci offre finestre panoramiche sulla Valle del Lujo ed il monte Altino.  Si prosegue la salita nel bosco, fino ad arrivare ad una sterrata che ci porta alla località Fonteno (747 m-un'ora e un quarto dalla partenza) dove si trova l'unica fonte del versante nord del Misma.   Si trascura una indicazione che sale a destra per la cima del monte e si prosegue diritti, seguendo l'indicazione per le "vie del Misma". 

Dentaria minore nei boschi della Valle del Lujo.

Siamo sempre sul sentiero 511 e risaliamo un bosco ancor più fitto, dove la faggeta comincia a prevalere sul castagneto.   Alcuni tornanti ci aiutano a risalire di quota.   Si raggiunge la diroccata Cascina Corna (940 m circa) dove si gira decisamente a sinistra e la pendenza si addolcisce.   Si percorrono alcuni brevi saliscendi fino ad arrivare, dopo oltre due ore di cammino, al bivio che ci indica di voltare a destra, sul sentiero CAI n. 601, che porta sulla vetta del Misma.

Segnaletica CAI sulla cresta del monte Misma.

Abbandonato quindi il segnavia CAI n. 511 (che scende verso la chiesetta del Misma), si sale con buona pendenza guidati da una presenza ridondante di bolli indicatori di ogni colore.   Con una serie di strappi si esce finalmente dal bosco arrivando sulla cresta, di fronte ad un panorama che si amplia su tutta la pianura.   Si supera un grosso ometto di pietre e, in una quarantina di minuti dal bivio sottostante, si tocca la grande croce posizionata sulla cima (1160 m). 

Selvino, la Cornagera e il Pizzo dei Tre Signori dalla cima del Misma.

Negli immediati pressi, un'utilissima rosa dei venti aiuta a riconoscere le numerose vette che, in assenza di nebbia, foschia e velature, ci regala il panorama a 360°.   Ad ovest, dietro la Cornagera, il monte Rena e l'altipiano di Selvino, svettano Resegone, Grigne ed il Pizzo dei Tre Signori.   A nord si ammirano tutte le principali cime delle Orobie e del gruppo dell'Adamello.   Ad est la cupola del Guglielmo digrada su quella del monte Bronzone fino al piccolo monte Orfano.   Infine a sud, la pianura è delimitata dai crinali appennici.

Vedovelle dei prati, fotografate nei pressi della vetta del Misma.

Per chiudere l'anello, dalla croce si prosegue lungo la cresta, seguendo un sentiero non segnalato, ma comunque evidente, che si dirige verso un'antenna delle telecomunicazioni.   Dopo averla raggiunta, la traccia sale alla vicina croce di Sant'Antonio (1053 m), dietro la quale il sentiero precipita in un fitto bosco arrivando, in una decina di minuti, ad un bivio (940 m circa).   Non è dato sapere dove si arrivi proseguendo diritto, mentre a sinistra una freccia bianca indica "Pozza di Cura-Vie del Misma".  Si prende questo sentiero, di recente fattura, ricavato nel cuore del bosco, che in una decina di minuti scende fino ad una piccola sorgiva dove cambia di direzione e, in altri dieci minuti, porta finalmente ad incrociare il sentiero CAI n. 510 e, poco oltre, alla bella radura della Stalla Cura (863 m) dove una palina del CAI ci indica la direzione per tornare alla cappelletta della Beata Morosini.

Stalla Cura.

Con la sensazione che, se si fosse proseguiti diritti al bivio, si sarebbe raggiunta questa amena località in metà tempo, si raggiunge in breve il prato di un roccolo (850 m circa) da dove si ammira un bel panorama sulla media Val Seriana.   La traccia si perde nell'erba.  Il sentiero si trova a sinistra del roccolo, e passa accanto ad un gruppetto di alberi sulla cui corteccia si riconosce il segnavia biancorosso del CAI.   Il sentiero resta più alto del traliccio ad alta tensione, accanto al quale un vecchio bollo rosso può fuorviare gli escursionisti.

Alla sinistra del roccolo il gruppo di alberi dove il sentiero entra nel bosco.

Si seguono con attenzione i segni biancorossi che si trovano sui tronchi, ma anche sui sassi che punteggiano il terreno.   La traccia scende nel bosco perdendo un centinaio di metri di quota, fino ad arrivare in un tratto un po' esposto alla nostra sinistra, dove serve un po' di attenzione, soprattutto in caso di terreno umido o bagnato. 

Vista su Albino, Cornagera, Poieto e monte Rena.

In alcuni tratti il bosco lascia intravvedere alcuni lembi, particolarmente urbanizzati, della Val Seriana. Si continua a scendere lungamente e, a volte, con decisione.  Finalmente, dopo circa mezz'ora di discesa dal prato del roccolo (e trecento metri di dislivello più in basso) si intravede una cascina ben ristrutturata.   Se ne costeggia la proprietà fino ad arrivare ad uno sterrato che porta ad una carrareccia di servizio alle diverse cascine della zona.   Poco oltre una deviazione sulla sinistra sbuca nei pressi della cappelletta della Beata Morosini riportandoci sul tracciato già percorso all'andata.  Al parcheggino di via Monte Cura l'orologio ci indica che abbiamo impiegato quasi due ore a scendere dalla vetta del Misma.

Genziane di Koch nei pressi di Stalla Cura.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 28-04-2022 - nuvoloso in parziale dissolvimento, con velature e foschie in quota.
Punto di partenza: Piccolo parcheggio (4/5 posti auto) all'inizio di via Monte Cura, che si raggiunge dal piazzale della stazione di Albino prendendo la strada in direzione del Colle Gallo.   Superato il ponte, via Monte Cura è la prima strada a destra.   Da Bergamo sono 13 chilometri, percorribili in una ventina di minuti.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 850 metri di sola salita. L'anello è lungo circa 10,5 chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto servono cinque ore, al netto delle soste.

Il boschetto nei pressi della croce di Sant'Antonio.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre tre escursioni che percorrono i diversi versanti del Monte Misma. I link di collegamento sono i seguenti:
- https://dislivellozero.blogspot.com/2018/03/sulle-vie-del-misma-una-montagna-per.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2021/03/sulla-cima-del-monte-misma-con-un.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2022/01/da-santambrogio-alla-storica-chiesa-di.html
Cartografia: Carta Turistico-Escursionistica della Provincia di Bergamo-Tavola 08. 

L'itinerario evidenziato in nero sulla carta
turistica-escursionistica della Provincia di Bergamo,

Tavola n. 08. Si ringrazia per la concessione.







lunedì 18 aprile 2022

L'anello dei Prati Mini di Clusone: una facile escursione nel fresco della pineta e con i panorami offerti dalla radura di San Rocco.

Una passeggiata con scarso dislivello che parte da un angolo nascosto di mondo contadino, attraversa la fitta pineta di Clusone e raggiunge la suggestiva e panoramica radura della chiesetta cinquecentesca di San Rocco.

Località Prati Mini, sotto le pendici del monte Cucco.

L'itinerario parte dal parcheggio a servizio del centro di atletica dei Prati Mini (585 m) che si raggiunge dalla località Fiorine, nel Comune di Clusone.  I primi passi salgono a sinistra, tenendo sulla destra cascine, pascoli e prati coltivati, limitati a nord dai crinali dei monti Cucco e Sapel Nè.   Siamo in via Baschenis, che seguiamo fino alla località Dosso (596 m) dove, tenendo la destra, percorriamo un sentiero che ci porta di nuovo a calpestare l'asfalto in via Muzio. 

Località Prati Mini, Clusone.

In leggera discesa arriviamo all'incrocio con via Trussardi Volpi.   Giriamo a destra e proseguiamo verso un grande cascinale ben ristrutturato dove prendiamo a sinistra fino a raggiungere, in pochi minuti, il piccolo parcheggio nei pressi dell'ingresso del Parco Avventura (557 m), immerso nella pineta di Clusone.   In questo tratto abbiamo potuto ammirare belle visuali sulla zona del Pizzo Formico.

Prati con vista sul Pizzo Formico.

Costeggiando il Parco Avventura ci inoltriamo sulla pista ciclopedonale, che si immerge in un fitto bosco, prevalentemente composto da pini silvestri ed abeti rossi.   Superiamo un edificio diroccato (un tempo adibito a luogo di ristoro con campo da bocce) e superiamo un dosso, oltre il quale la pista scende in direzione dell'Ospedale di Groppino. 

Verso San Rocco, alle pendici dei monti Cucco e Sapèl Nè.

Nei pressi di una soleggiata cascina, circondata da un pascolo verdissimo, si devia a destra su una sterrata che sale dolcemente (indicazioni per S. Rocco).  In breve si giunge al piccolo Oratorio dei Morti Vecchi (573 m), realizzato nel 1767 a ricordo della pestilenza del secolo precedente, narrata anche dal Manzoni nei suoi "Promessi Sposi".    Qui si gira decisamente a sinistra e, seguendo le evidenti indicazioni, si sale fino al suggestivo pianoro della chiesetta cinquecentesca di San Rocco (605 m), dove è possibile ammirare un bel panorama sul paese di Piario e sul ramo della Valle Seriana Superiore che conduce a Valbondione.

Arrivo alla chiesetta di San Rocco.

Ripresa la sterrata, ritorniamo all'Oratorio dei Morti Vecchi, al cui bivio prendiamo a sinistra costeggiando la proprietà di un bel cascinale i cui prati sono costellati da bellissimi alberi da frutta.   In breve si ritorna alla località Prati Mini ed al parcheggio dove è iniziata la nostra passeggiata.

Ramo di ciliegio in fiore, ai Prati Mini.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 17-04-2022 - tempo bello.
Punto di partenza: Parcheggio del centro comprensoriale di atletica in località Prati Mini, via Michelangelo da Caravaggio, 13 - Clusone.    Si arriva in zona percorrendo la Strada Statale n. 671.   Superata la rotonda che a sinistra ci avrebbe portato a Piario, si percorrono altri 700 metri prima di svoltare a sinistra in via Fiorine.   La si percorre tutta fino ad incrociare via Michelangelo da Caravaggio.   Da Bergamo sono circa 33 chilometri, percorribili in quaranta minuti.
Dislivello dell'itinerario: Circa 100 metri di sola salita.
Durata: L'itinerario descritto impegna per circa un'ora e mezza al netto delle soste.

Uno sguardo verso il monte Alino.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre tre escursioni che partono negli immediati dintorni di Clusone. I link di collegamento sono i seguenti:
- https://dislivellozero.blogspot.com/2017/12/a-caccia-di-sole-nella-piana-di-clusone.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2017/08/due-passi-nella-selva-di-clusone-tra.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2019/05/san-lucio-forcella-larga-fogarolo-san.html

Piario da San Rocco.

Nella sede dell'Associazione "Turismo Pro Clusone" in piazza dell'Orologio 21 è disponibile gratuitamente un opuscolo che riporta sette passeggiate ed escursioni da effettuarsi nel territorio comunale. Seguendo la loro pagina facebook si possono avere altre informazioni in merito: https://www.facebook.com/turismopro.clusone.
Cartografia: Carta Turistico-Escursionistica della Provincia di Bergamo-Tavola 05. 

Una cascina dei Prati Mini annega nel campo di cicoria.






mercoledì 13 aprile 2022

L'anello della Val del Gru, con partenza da Orezzo e ritorno a picco sulla Val Vertova.

Uno splendido bosco di latifoglie sulle pendici settentrionali del Monte Cedrina ed una lunga camminata dominando i panorami della Val Vertova uniscono il paesino di Orezzo ai bucolici pascoli della Val del Gru.

Il monte Alben dal sentiero di ritorno.

L'itinerario prende forma dai parcheggi posti a lato della chiesa parrocchiale di Orezzo, piccola frazione del Comune di Gazzaniga, posta a circa 700 m di quota.   Si calpesta per qualche minuto l'asfalto della  strada provinciale n. 41 in direzione di Selvino, per poi girare a destra sulla ripida via Oschiolo (palina CAI con indicazioni) che si impenna con decisione fino a portarci sul limitare del bosco (dieci minuti dalla partenza).

Roccolo nel bosco, poco dopo la partenza.

Il segnavia biancorosso ci guida fra i muretti a secco delimitanti un bellissimo sentiero pianeggiante che prosegue fino ad un bivio, dove prendiamo a destra, seguendo le indicazioni del segnavia CAI 524 per la Val del Gru.  La faggeta è bellissima e freschissima.  Con dolci saliscendi si percorre un lungo mezzacosta, con occasionali viste sulle guglie dell'Alben.

L'Alben fa capolino.

Dopo un'ora abbondante di cammino si arriva ad una baita, a circa 1000 m di quota,  dove la traccia prende  a scendere, inoltrandosi nel bosco misto della Val Gromalt.   Dopo aver perso un centinaio di metri di dislivello, si arriva a guadare un torrente ed a risalire il versante opposto fino alla località La Plaza, dove si trova una grande stalla ormai diroccata ed una discreta visuale sull'Alben e sul monte Secretondo (circa 920 m - quasi due ore dalla partenza).

Erba trinità nella faggeta del monte Cedrina.

Si ridiscende nel bosco in direzione delle cascine e della chiesetta che compongono la località nota come la Val del Gru.   Oltrepassato il torrente, è possibile rinfrescarsi ad una fonte e consultare la bacheca dell'Associazione Val del Gru, dove sono dettagliati i sentieri e le possibili di escursioni da effettuare nella zona.   Per arrivare alla chiesetta situata in posizione panoramica (circa 840 m), occorre seguire la traccia di collegamento ai sentieri 525 e 519.   Dal guado sono poco più di dieci minuti, quasi due ore e mezzo dalla partenza.

La chiesetta della Val del Gru.

L'edificio sacro, dedicato al Santissimo Salvatore della Trasfigurazione, è oggetto di una leggenda locale che ha forse contribuito alla toponomastica del luogo.   I più curiosi possono leggerla nelle note tecniche in coda al post.

Fiori di tarassaco e pratoline ai piedi della chiesetta.

Ridiscesi al piazzale dove si trova la bacheca dell'Associazione, si prende la carrareccia cementata che scende, con scarso dislivello, in direzione della Val Vertova.   Il primo tratto è noioso ed il cemento non aiuta caviglie e ginocchia già provate dal lungo mezzacosta nel bosco.   Più in basso però, lo sguardo si apre sui contrafforti dell'Alben e sulle profonde forre della Val Vertova ed il bel panorama distrae e rilassa. 

Baite della Val del Gru.

Dopo circa un'ora da Val del Gru si arriva in località Garimonc, dove si incontra una santella commemorativa per cinque partigiani uccisi da parte dei nazifascisti, il 17 agosto 1944.   Il giorno precedente un gruppo partigiano aveva fermato due treni a Gazzaniga, facendo prigionieri alcuni fascisti e due ufficiali tedeschi, con l'intenzione di effettuarne lo scambio con partigiani detenuti a Bergamo.  Ma la rappresaglia nazifascista fu immediata e pesantissima.  Un rastrellamento a tappeto costrinse i cinque partigiani a fuggire da Garimonc, disperdendosi nella Val Vertova, dove vennero però braccati ed infine massacrati senza pietà.

La santella in memoria dei cinque martiri di Vertova.

Poco oltre, dopo aver calpestato il cemento per circa 4 km, si prende a destra un'altra stradella cementata, sormontata da una evidente indicazione: "Base Scout".    Si sale per qualche minuto fino alla sbarra che delimita l'accesso alla base.   A destra di essa, un sentiero sale deciso nel bosco.  Superate due baite ed una cappelletta lo sguardo si apre sulla media Val Seriana, con un bel colpo d'occhio sulla zona del Pizzo Formico, dietro al quale fa capolino anche la Presolana.   Al primo bivio si tiene la destra e, dopo circa venti minuti dalla base scout, si raggiunge l'amena contrada di Dossello (725 m). 

La contrada di Dossello.

Si attraversa la contrada senza prendere la deviazione proposta dal segnavia CAI n. 523 e si scende per prati in direzione della contrada Bergamaschi, dove si incrocia una strada asfaltata da cui si intravede il campanile della chiesa di Orezzo.   La si percorre verso destra, ammirando gli edifici della contrada che hanno parzialmente mantenuto le caratteristiche architetture rurali dei secoli scorsi.   La chiesa di Orezzo ed il parcheggio ci aspettano a pochi minuti.

Contrada Bergamaschi.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 11-04-2022 - tempo bello.
Punto di partenza: Parcheggi posti a servizio della chiesa parocchiale di Orezzo, frazione di Gazzaniga.  La frazione si raggiunge percorrendo la SS 671 fino a Gazzaniga.  Dal centro del Comune, una stretta ma ben segnalata strada di quattro chilometri raggiunge il punto di partenza.   Se non si trova posta a lato della chiesa, si può sostare in un ampio parcheggio ben evidente all'inizio del paese e raggiungere la chiesa tramite una scalinata.  Da Bergamo sono circa 22 chilometri, percorribili in mezz'ora.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: quasi 600 metri di sola salita. L'anello è lungo poco meno di dodici chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie tra le 4 e le 4 ore e mezza, al netto delle soste.

Sui prati della Contrada Dossello.

La leggenda della Val del Gru: In una angusta valle sopra Orezzo sorge una chiesetta che, una volta, molti anni fa, era stata visitata da un ladro che voleva asportare la pisside e gli altri vasi sacri con gli ori di cui era adorna la statua della Madonna alla vigilia della sua festa.  Vuotata la pisside, il ladro rovesciò le particole consacrate in una vicina fontana e fece un fagotto degli oggetti preziosi, dandosi alla fuga.  Ma, attraversando un bosco, fu incenerito da un fulmine.   I preziosi furono recuperati intatti ed anche le particole vennero tolte dall'acqua, miracolosamente asciutte.  Da allora, durante certi temporali, l'anima del ladro sacrilego apparirebbe tra le nubi, al di sopra delle chiesina, sotto forma di una grande gru nera.   Da qui il nome di àl de la Grù... Tratto da: Leggende Bergamasche di Carlo Traini, edizioni Il Conventino - Bergamo.

Anemone bianca nel bosco della Val Gremolt.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre due escursioni che percorrono i sentieri di questa zona. I link di collegamento sono i seguenti:
- https://dislivellozero.blogspot.com/2018/10/i-tesori-del-monte-secretondo.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2018/05/da-aviatico-al-monte-suchello-il.html
Cartografia: Carta Turistico-Escursionistica della Provincia di Bergamo-Tavole 05 e 08. 

I monti Alben e Secretondo dalla strada per la Val Vertova.




lunedì 28 marzo 2022

Da Berzo San Fermo a Col Croce, sul panoramico anello della Costa dei Ronchi.

Una passeggiata tra vigneti, campi coltivati e dolci pendii, dove si respira un'atmosfera d'altri tempi e si possono ammirare rilassanti panorami e coloratissime fioriture di stagione.

Salice bianco in località Barbarì.

Questa escursione ad anello parte dal parcheggio posto di fronte all'ingresso del Municipio di Berzo San Fermo (340 m circa - nelle note tecniche le info per arrivarci).   Da qui si ripercorre via Monsignor Trapletti e, successivamente, ci si incammina lungo via Battisti, per proseguire poi sulla via Bescasolo, dove si intravedono i primi segnavia del sentiero CAI n. 615 ed una segnaletica comunale di colore verde contrassegnata con il n. 3.   

Val di Bescasolo.

La strada asfaltata sale dolcemente sino alla località Bescasolo Alta (420 m circa-un quarto d'ora dalla partenza), dove troviamo un bivio con segnaletica poco evidente. Il nostro percorso devia decisamente a sinistra, su una cementata con pendenze accentuate, che costeggia un piccolo vigneto.

Dente di cane nei boschi della Val di Bescasolo.

Si sale seguendo i rari segnavia comunali e quelli biancorossi del CAI, alternando cascine circondate da vigneti ed alberi da frutta.  La stradina sale a tornanti, inoltrandosi in una piantagione di alberi novelli dedicati anche ai bambini nati dopo il 1992.   Più avanti si incontra un castagneto, che in stagione sembra dare buoni frutti.   Ad un bivio posto all'altezza di un tornante si svolta decisamente a destra (indicazioni comunali sopra una rustica panchina in ferro e segnavia CAI sul muro di contenimento del tornante stesso). 

Col Croce.

Poco oltre, intorno a quota 630 m, si abbandona l'asfalto per prendere, sulla destra, un sentiero pianeggiante che corre tra castagni, carpini e roveri, accompagnandoci sino alla piccola cappelletta sita sul Col Croce (672 m-circa un'ora e un quarto dalla partenza).   Il panorama è arioso e vasto, con il Monte Bronzone che domina le valli di Adrara e, dalla parte opposta, le cupole dei Monti Misma e  Pranzà.

Cascina nei pressi di Col Croce.

Di fronte alla cappelletta, delimitata da una sbarra che ne impedisce l'accesso ai mezzi motorizzati, una larga sterrata sale sulla larga cresta erbosa.   Le indicazioni da seguire sono quelle del GVC (Giro della Valle Cavallina) in direzione dell'edificio denominato il Casino, che però non raggiungeremo.  Poco oltre si costeggia una postazione di caccia (circa 700 m di quota-punto più alto del percorso) e si pianeggia per un buon tratto, che alterna zone boscate con piccole radure che lasciano intravedere belle viste sui nuclei abitativi che formano il Comune di Foresto Sparso. 

Uno sguardo sulla piana di Foresto Sparso.

Si raggiunge un bivio dove evidenti segnali ci impongono di tenere la destra per evitare di invadere una proprietà privata e, dopo una quarantina di minuti da Col Croce, si raggiunge il grosso cascinale denominato Fienile Airoldi (660 m circa), costeggiando il quale lo sguardo si apre oltre la piana di Foresto fin verso le alture del bresciano.  Si prosegue per un breve tratto, iniziando a perdere quota.   Al primo tornante si abbandona lo sterrato svoltando a sinistra e salendo sul ciglio della strada (segnavia biancorosso sul tronco di un albero sulla cima del ciglio stesso). 

Prugno selvatico in fiore.

La traccia continua a scendere nel bosco.   In alcuni punti la vegetazione si dirada, lasciandoci intravvedere i larghi crinali dei Colli di San Fermo.   A quota 570 m circa si incontrano un paio di tornanti, dopo i quali si perde quota più decisamente fino ad incontrare una stradetta asfaltata.   Siamo arrivati in località Ca' del Pesca, sul limitare dei coltivi della piana di Berzo San Fermo. 

I coltivi di Berzo ed i colli di San Fermo.

Seguendo l'asfalto si scende fino al bivio di Barbarì, dove si scopre di aver percorso in discesa la variante CAI n. 617/A, per nulla segnalata nella parte alta del percorso.   Tenendo la destra si scende ad attraversare un ponticello che immette in via Castello e, successivamente in Via Monsignor Trapletti, dove troviamo il parcheggio da dove è iniziato il nostro periplo della Costa dei Ronchi.   La discesa è durata circa un'ora dal Fienile Airoldi.

Rustico in Val Bescasolo.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 25-03-2022 - tempo bello.
Punto di partenza: Parcheggio posto a servizio del Municipio di Berzo San Fermo, in via Monsignor Trapletti.   Berzo si raggiunge per mezzo della S.S. 42 che percorre la Val Cavallina.   Raggiunto il Comune di Borgo di Terzo, si seguono le indicazioni per voltare a destra sulla S.P. 79, che conduce ai Colli di San Fermo.   Dal bivio, in quattro minuti si arriva a Berzo San Fermo.  Da Bergamo sono circa 24 chilometri, percorribili in mezz'ora.

Primule e viole silvestri sul crinale boscoso della Costa dei Ronchi.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 370 metri di sola salita. L'anello è lungo poco più di otto chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie 3 ore, al netto delle soste.
Altri suggerimenti ed escursioni in zona: Nel sito del Comitato Turistico della Valcavallina si può scaricare un pdf della "carta dei sentieri del Comune di Berzo San Fermo", che riporta cinque itinerari ad anello effettuabili nel territorio comunale.   Il più breve è percorribile in meno di un'ora, il più impegnativo, che ricalca in gran parte l'escursione qui descritta, circa tre ore.   Il link di collegamento è il seguente: https://www.invalcavallina.it/wp-content/uploads/2016/05/Cartina-dei-sentieri.pdf. 
Cartografia: Carta dei sentieri della Val Cavallina-scala 1:25.000, di Ingenia Cartoguide.

La traccia dell'itinerario, tratta dalla Carta dei sentieri della Val Cavallina,
realizzata da 
Ingenia Cartoguide. Si ringrazia per la concessione.














mercoledì 9 marzo 2022

Da Valpiana alla cima del monte Sparavera, passeggiando tra le memorie della Resistenza bergamasca.

L'escursione che parte dalla località Teade di Valpiana, sopra Gandino, e porta sulla cima del Monte Sparavera, si svolge in uno dei santuari più famosi della Resistenza Bergamasca. Offre panorami maestosi sul Lago d'Endine e sulle principali cime delle Orobie, compiendo un dislivello contenuto, accessibile a molti.

Cascina in Valpiana.

La partenza avviene dal secondo parcheggio di Teade di Valpiana (1025 m di quota) che si trova circa 800 metri a monte della chiesetta sorta negli anni '50 del secolo scorso, per favorire la partecipazione alla messa domenicale di malghesi e villeggianti.   Per arrivarci in auto serve il gratta e sosta (ulteriori informazioni nelle note tecniche).   Lasciata l'auto, si procede a piedi lungo la stretta strada asfaltata, seguendo le indicazioni del segnavia CAI n. 544, fino a giungere ad uno spiazzo, dove la traccia devia a destra ed entra nella pecceta, salendo con decisione verso la testata della valle.

La Malga Lunga.

In meno di quaranta minuti si raggiunge la località Monte di Sovere (1237 m) dove si prende a destra, su una larga sterrata che proviene dal Campo d'Avene e ci porta, in poco più di 5 minuti, al cospetto della Malga Lunga (1235 m), uno dei luoghi più simbolici della guerra civile nelle Orobie, al punto da diventare sede del museo dedicato a tutta la Resistenza bergamasca.

Elleboro bianco dei boschi limitrofi alla Malga Lunga.

Il 17 novembre 1944 l'edificio, sede della 53^ Brigata Garibaldi, fu teatro di un attacco  da parte della legione fascista Tagliamento. Gli otto partigiani presenti vennero sopraffatti ed accettarono la resa in cambio della promessa di avere salva la vita. Ma i fascisti non mantennero la parola, assassinando sul posto i due partigiani feriti più gravi. Gli altri sei furono fucilati pochi giorni dopo al cimitero di Costa Volpino. 

Percorrendo il sentiero CAI n. 547.

Dopo aver ammirato il vasto panorama che si gode dalla terrazza della Malga Lunga, si prosegue sul largo sterrato (segnavia CAI n. 547) che costeggia le pendici del Monte Palandone mentre, a sinistra si innalzano quelle del monte Grione.   In questo tratto, e fino al termine dell'escursione, la segnaletica ci sarà utile per indicarci la giusta direzione.  Molto meno per la relativa tempistica, che fornisce  indicazioni fallaci e contradditorie.

Baite di Comunaglia.

Alternando tratti boschivi con piccole radure, in tre quarti d'ora dalla Malga Lunga si arriva ad un bivio nei pressi di una grande pozza d'acqua.  Abbandoniamo il segnavia n. 547, che scende a sinistra, verso alcune baite. Ci si dirige invece in piano, seguendo una evidente traccia che, in un quarto d'ora, raggiunge la pozza dei Sette Termini (1309 m), dove la silhouette di un monumento metallico ricorda l'atterraggio con il paracadute del generale Raffaele Cadorna junior, coordinatore della strategia militare della Resistenza, avvenuto il 12 agosto 1944.

Pozza dei Sette Termini e monumento al Generale Cadorna Junior.

L'evidente traccia posta dietro la pozza si dirige verso la cima arrotondata dello Sparavera.  Il panorama si fa via via più ampio.   Sulla sinistra si intravedono i monti che delimitano la sponda bresciana del lago d'Iseo, a destra compare il massiccio della Presolana, il Pizzo Formico ed i tremila delle Orobie. Lo spettacolo più emozionante ci aspetta proprio accanto alla piccola croce di vetta (1369 m) dove improvvisamente compare, mille metri più a valle, la sagoma completa del Lago d'Endine.  Per raggiungere il punto più alto dell'itinerario abbiamo camminato per circa due ore.

Dalla cima dello Sparavera il lago d'Endine nella foschia.

Ridiscesi alla pozza dei Sette Termini, si prende a sinistra un'esile traccia che, attraversando il prato, conduce ad una stalla diroccata, sul cui muro è evidenziato il segnavia biancorosso del CAI.  Si tratta del sentiero n. 544/B, che scende dolcemente in uno splendido bosco di conifere portandoci, in circa un'ora dalla cima dello Sparavera, ai dossi prativi della Cascina Grumello (1185 m).  In questo punto verrebbe naturale scendere verso lo sterrato che costeggia la cascina sulla sinistra.  Il sentiero svolta invece bruscamente a destra (segnavia sul tronco di un abete) e, subito dopo poi rientra a sinistra, avvicinandosi  al retro della cascina e restando proprio sul limitare del bosco. 

La Cascina Grumello. Il sentiero passa accanto agli alberi
i cui rami si intravedono all'estrema destra della foto.

Appena lasciato il cascinale alle spalle, la traccia precipita tra gli abeti con decisa pendenza, portandoci infine, dopo un'altra mezzora, a raggiungere Teade di Valpiana, ed i suoi edifici rurali splendidamente ristrutturati.  Il sentiero CAI n. 544/B termina sulla strada asfaltata che abbiamo percorso in auto salendoda Gandino.  Il secondo parcheggio si ritrova svoltando a destra e risalendo alcune decine di metri. 

Salendo allo Sparavera.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 07-03-2022 - tempo bello, ma freddo e con foschia densa all'orizzonte.
Punto di partenza: Secondo parcheggio a pagamento con gratta e sosta della località Teade di Valpiana, che si raggiunge dal fondovalle della Val Gandino.   Raggiunto il territorio del Comune di Gandino tramite la S.P. 42 si seguono le indicazioni stradali per Valpiana-Malga Lunga, che portano sul fondovalle in via Opifici, che attraversa storici lanifici del XIX° secolo.  Da qui, una stretta strada asfaltata risale per circa 12 chilometri sino ad arrivare a Teade di Valpiana.   Da Bergamo si calcolano poco più di trenta di chilometri, percorribili in circa un'ora. 
Altre note: I gratta e sosta necessari per parcheggiare l'auto si acquistano nei diversi esercizi commerciali del centro di Gandino.  Nel sito del Comune sono elencati alcuni punti vendita (http://www.comune.gandino.bg.it/index.php/gratta-e-sosta).  Uno dei più vicini a via Opifici è il panificio "Il fornaio" in via Giovanelli 1, sito di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta.   Oltre ai biglietti, si possono acquistare gustose brioches e prodotti tipici gandinesi realizzati utilizzando il mais spinato locale. 

Pozza ghiacciata nei pressi della cima dello Sparavera.

Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 350 metri di sola salita. L'anello è lungo otto chilometri.  
Durata: Per percorrere l'itinerario descritto sono necessarie circa 3 ore e mezza.
Altri suggerimenti: Chi fosse interessato ad approfondire la storia del luogo dove sorge la Malga Lunga ed il Museo della Resistenza Bergamasca realizzato nei locali interni, può collegarsi al seguente sito internet: http://www.malgalunga.it.  
Particolarmente interessanti sono anche le informazioni e le escursioni contenute nella "Guida ai sentieri della Malga Lunga"- a cura dell'ANPI di Bergamo, che propone e descrive tutti gli itinerari che, da ogni versante, raggiungono la località in questione. Il costo della guida, qualche anno fa, era di 5 €.
Consiglio infine di consultare anche il sito: https://www.lastradadeimonti.it che propone di leggere la storia della Resistenza Bergamasca effettuando escursioni sui sentieri che furono percorsi dai protagonisti delle diverse brigate partigiane.  Sul sito è descritta anche una breve escursione che, da Teade di Valpiana raggiunge l'edificio della Colonia Rudelli, base di appoggio della 53^ Brigata Garibaldi e rifugio, per tutto il periodo della Resistenza per partigiani, ebrei e disertori.

Baita a Taede di Valpiana.

Altre escursioni in zona: In questo blog potete trovare altre due escursioni che percorrono i crinali della Val Gandino. I link di collegamento sono i seguenti:
- https://dislivellozero.blogspot.com/2020/06/croce-di-corno-monte-di-corno-campo.html
- https://dislivellozero.blogspot.com/2021/05/dal-santuario-della-santissima-trinita.html 

Primule a Valpiana.