lunedì 14 aprile 2025

Un anello da Grumetti a Maslana: tra gorghi e cascate, pascoli e ghiaie, inseguendo le tracce della vita quotidiana nel passato.

🥾 Dislivello: circa 400 metri    ⌚ Durata: quasi tre ore   📏Lunghezza: 6 chilometri e mezzo

Case Caffi, una delle quattro contrade di Maslana.

L'escursione prende forma dal parcheggio di Grumetti (circa 970 m-nelle note tecniche la descrizione per arrivarci con mezzi privati). I primi cento metri sono su asfalto. Due tornanti salgono ad una cappelletta, a destra della quale si prende un'indicazione per la mulattiera delle cascate ed il rifugio Curò. Un deciso strappo porta, in cinque minuti, ad un successivo bivio, dove le tracce per le due destinazioni si dividono. Noi pianeggiamo a sinistra, seguendo la mulattiera che ha come destinazione l'Osservatorio floro-faunistico.

La cappelletta dove si volta a destra, sul sentiero n. 305B

In questo tratto, volgendo a sinistra impressiona l'imponente massiccio del Pizzo Coca e l'edificio dell'omonimo rifugio, che si staglia, minuscolo, come un nido d'aquila sulla valle e sull'erto sentiero che lo congiunge a Valbondione. Dopo un quarto d'ora dalla partenza si supera un torrente che scende dalle pendici del monte Pomnolo. Poco oltre una freccia con la scritta "Osservatorio" ci fa voltare a destra. La traccia si restringe, tramutandosi in un agevole sentiero, ora segnalato da bolli giallorossi. 

Il sentiero nella faggetta, segnalato dai bolli giallorossi.

Si inizia a salire in una fitta faggeta, prendendo rapidamente quota con divere serpentine. Alcuni tratti sono decisamenti ripidi. Ci troviamo sul sentiero dei carbonai, che unisce le contrade di Maslana e Valbona alla frazione di Lizzola. Sul percorso si incontrano numerosi spiazzi (gli "aral") dove si realizzava il carbone a legna utilizzato dalle fornaci della Torre e di Gavazzo. In un tempo ancora più remoto questo percorso era denominato "la strada dei buoi": per secoli venne calpestato da questi bovini, ma anche da greggi  ed altre mandrie. 

Un aral segnalato con cartelli didattici sul "sentiero dei carbonai".

Dopo tre quarti d'ora dalla partenza, il sentiero finalmente spiana. Restando sulla quota di circa 1.200 metri s.l.m. si raggiunge un evidentissimo bivio. Chi ha fretta di raggiungere Maslana può scendere a sinistra. Noi tiriamo diritto, in direzione dell'Osservatorio floro-faunistico. In falsopiano, impiegando una decina di minuti (circa 2 km dalla partenza) si raggiunge una bellissima radura, dove lo sguardo si apre su uno splendido circo di rocce e dirupi. 

Il triplice salto delle Cascate, visto salendo all'Osservatorio.

Anche da qui, volgendo verso sud, si potrebbe raggiungere rapidamente Maslana, ma bastano pochi passi per individuare il rivolo che disegna il primo salto (il più alto) delle Cascate del Serio. E' troppo forte la tentazione di continuare a salire verso nord. Si prova la stessa sensazione che pervadeva i viaggiatori del passato quando, al tonante rombo che li aveva accompagnati durante l'avvicinamento, si aggiungeva la vista incomparabile del triplice salto d'acqua. Oggi il fragore è scomparso, ed anche il rigagnolo che precipita dal piano del Barbellino è ben poca cosa rispetto all'imponente getto dei tempi precedenti la costruzione della diga, ora visibile soltanto alcuni giorni l'anno. 


La sede dell'Osservatorio floro-faunistico.

Lo spettacolo che via via si apre risalendo la strada forestale che, in meno di venti minuti dalla radura porta all'Osservatorio, è meritevole sotto ogni punto di vista. L'edificio (1340 m-un'ora e mezzo dalla partenza), che sfrutta come parete anche un grosso masso erratico, è stato ricavato ristrutturando una vecchio ricovero utilizzato dai pastori durante le transumanze. Lo sguardo è catalizzato dalle cascate, ma anche verso sud il panorama è grandioso: il soleggiato pianoro delle baite di Maslana, le anse del Serio che riempiono la radura da cui siamo saliti e l'imponente mole del Pizzo della Corna completano uno scenario veramente di "alta montagna".

Il pianoro con le contrade di Maslana (ed i disturbanti tralicci)
visto dalla salita all'Osservatorio floro-faunistico.

Tornati alla radura precedente, si imbocca il sentiero con l'indicazione del Rifugio "Goi del Cà". Stiamo calpestando le tracce del sentiero CAI n. 332, il cosiddetto sentiero invernale per il Rifugio Curò. In un quarto d'ora si arriva ad un suggestivo ed antico ponte in pietra che si attraversa per raggiungere  Piccinella. Ma, prima di raggiungere questa contrada, ci togliamo lo sfizio di andare alla ricerca di uno spettacolare balconcino che, da oltre un secolo, consente di ammirare in sicurezza uno dei gorghi più famosi del fiume Serio.

Il "Goi del Cà" (particolare).

Per arrivarci, subito dopo il ponte e prima di raggiungere le case di Piccinella, troviamo una traccia sulla sinistra che scende in un rado boschetto digradante verso il fiume. Bastano pochi minuti per individuare una ringhiera in ferro sospesa sul precipizio. Appoggiandosi al parapetto è possibile annegare lo sguardo nella limpida e profondissima pozza che riceve le turbinose acque del Goi del Cà mentre, a destra, si ammira un cascatella che scende dalle pendici del monte Pomnolo. La gente del posto l'ha battezzata con il nome di "acqua cattiva", probabilmente perchè ricca di minerali ferrosi. Nonostante la protezione del parapetto installato dal CAI alla fine dell'ottocento, si raccomanda la dovuta prudenza e di evitare la visita in caso di terreno bagnato e sdrucciolevole.

L'"acqua cattiva" del Monte Pomnolo.

Risaliti a Piccinella (1192 m), si prosegue pianeggiando in direzione sud, raggiungendo il terrazzino erboso posto all'ingresso di "Ca' Sura", un cascinone ben ristrutturato, posizionato in una splendida e soleggiatissima posizione. Sulla facciata dell'edificio si nota un'artistica meridiana arricchita da una scritta in dialetto: "I Ca' Sura i te dis l'ura (le case di sopra ti dicono l'ora)". 

Ca' Sura.

Mentre il sentiero CAI resta più in basso, noi prendiamo una traccia che unisce Ca' Sura con contrada Caffi, guardando quindi dall'alto i tetti in ardesia di Case Polli e del rifugio Goi del Cà, la facciata del quale è colorata da una fila di bandierine di preghiera tibetane. Le quattro contrade di Maslana sono molto vicine tra loro e compongono un ambiente molto armonico con i prati ed i pascoli che le circondano. L'unico elemento disturbante sono i tralicci dell'alta tensione, che svettano, invasivi ed ingombranti, sulle case di pietra viva, perfettamente restaurate dopo il terribile incendio di aprile 1979, che aveva raso al suolo questo villaggio alpestre di storica memoria.

Case Polli.

Nel breve tratto di circa 500 metri che divide Piccinella da Case Caffi lo sguardo viene spesso distratto dalle imponenti moli del Pinnacolo e del Corno, sulle cui pendici è possibile intravvedere i manufatti in cemento del piano inclinato, realizzato ai tempi della costruzione della diga del Barbellino, anche per trasportare il personale addetto dal fondovalle al cantiere. Gli operai viaggiavano su vagoncini scoperti e non erano pochi quelli che si bendavano per mitigare la paura delle vertigini.

Il Pinnacolo e, più sotto e a sinistra, il piano inclinato.

Attraversata la piccola e compatta contrada di Case Caffi (circa 1170 m) si incontra un bivio. A sinistra si scende verso i parcheggi di partenza, a destra si potrebbe salire in pochi minuti verso il visibile piano inclinato che, proprio qui, sfiora l'abitato di Maslana. Scendiamo quindi nella fitta faggeta, solcando un'evidente traccia che, in una ventina di minuti si ricollega con il sentiero CAI n. 332 e, poco dopo, termina al piccolo parcheggio di Pianlivere. Per raggiungere quello di Grumetti basta risalire la strada asfaltata. Terminata una breve salita, si gira a sinistra, percorrendo in piano un centinaio di metri che ci dividono dalle nostre auto (poco meno di un'ora e mezza dall'Osservatorio floro-faunistico).

Valbondione ed il Pizzo della Corna, visti da Maslana.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 10-04-2025 - Tempo nuvoloso.
Punto di partenza dell'escursione: Parcheggio in località Grumetti di Valbondione, nei pressi della teleferica che sale a Maslana. Lo stazionamento dista circa 55 km dal centro di Bergamo, percorribili in un'ora d'auto.   Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si tiene la sinistra, seguendo le relative indicazioni e percorrendo la Strada Provinciale 49. All'ingresso di Valbondione si tiene la destra, attraversando il centro del paese. Superata la chiesa parrocchiale si imbocca via Beltrame percorrendola fino a raggiungere via Pianlivere, che termina al parcheggio di Grumetti.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: circa 400 metri di dislivello per una lunghezza totale di 6,5 chilometri.
Durata: Per compiere l'intero anello si cammina per quasi tre ore, al netto delle soste.

Contrada Piccinella.


Nel Comune di Valbondione il parcheggio si paga?: Da quest'anno (2025) i parcheggi di proprietà comunale presenti nel territorio di Valbondione sono a pagamento dal 01 giugno al 31 ottobre.  In questo periodo occorre quindi premunirsi di ticket gratta e sosta presso l'ufficio turistico di Valbondione o negli esercizi commerciali convenzionati.  Il costo giornaliero è di 3 (tre) euro. Maggiori info sul seguente sito: https://www.turismovalbondione.it/modalita-di-pagamento-del-parcheggio-a-valbondione.

Il primo salto delle Cascate del Serio, poco dopo la radura.

Altre escursioni in zona: Maslana è una delle mete preferite di questo blog, che regala emozioni e poesia ad ogni occasione. Trovate la descrizione di altre tre escursioni, effettuate in diverse stagioni dell'anno, cliccando sui seguenti link:
Cartografia: La traccia interessata dall'anello è parzialmente evidenziata nella carta escursionistica del Sentiero delle Orobie orientali, realizzata dalla sezione CAI di Bergamo in scala 1:25.000.

Zoom sulla stazione d'arrivo del piano inclinato.




martedì 1 aprile 2025

Un breve e panoramico anello che congiunge Onore alla Valle di Tede ed all'Altipiano di Pu.

🥾 Dislivello: circa 150 metri    ⌚ Durata: un paio d'ore   📏Lunghezza: 5 chilometri e mezzo

Vista sulla Presolana dalla cascina di quota 700.

L'escursione prende il via dal parcheggio di Piazza Pozzo ad Onore (687 m-nelle note tecniche i dettagli per arrivarci).  Si inizia a camminare scendendo lungo via Fantoni, arrivando ad imboccare via Corni e seguendo le indicazioni per la Valle di Tede. Proseguendo diritti, si supera il cartello indicante l'ingresso nel PLIS (parco locale di interesse sovracomunale) del Monte Varro. La strada diventa sterrata e si continua a costeggiare il torrente Gera. In tempi molto remoti, questo corso d'acqua andava a confluire nel bacino del fiume Serio. In seguito alle glaciazioni avvenute nel Quaternario, che hanno plasmato l'altipiano di Clusone, il Gera ha cambiato completamente corso, unendo le proprie acque a quelle del bacino idrografico della Val Borlezza.

Il bivio dove tenere la sinistra (a destra si va alla Fattoria della Felicità.)

A poco più di venti minuti dalla partenza si giunge al bivio che, a destra, porterebbe all'Agriturismo denominato Fattoria della Felicità. Noi restiamo invece sulla sterrata di sinistra, pianeggiando ancora per una decina di minuti fino ad un successivo bivio (700 m di quota-poco meno di 2 chilometri dalla partenza). Qui si sale, prendendo la carrareccia di destra che porta ad una proprietà privata. Da questo punto, per un lungo tratto, la segnaletica è pressochè inesistente. E' alquanto strano, visto che questo tracciato è descritto nella cartina dei sentieri realizzata dal locale Ufficio del turismo. 

Alle spalle il ghiaione di salita.

Dopo pochi minuti di salita, in prossimità dell'ingresso della proprietà privata, si abbandona lo sterrato e si prosegue diritti, sull'esile traccia di un sentiero che calpesta il greto di un rio, in secca da tempo immemorabile. Poco oltre, il greto si trasforma in un largo ghiaione, dove sono evidenti i profondi solchi di mezzi motorizzati che lo hanno ripetutamente percorso e danneggiato, cancellando così ogni traccia del sentiero che tuttora viene riportato anche da alcune applicazioni software dedicate all'escursionismo. Soprattutto le sponde risultano molto rovinate, sulle quali i ripetuti passaggi hanno aperto profonde buche. Anche per questo conviene camminare restando al centro dell'alveo in secca.

La freccia indicatrice della svolta a destra, in direzione della cascina.

Trascurando quindi le deviazioni che portano e riportano sulle sponde, si sale nel greto per circa 800 metri fino a che, in alto a destra tra gli alberi, si intravvede una cascina. Subito dopo si trova la prima indicazione utile: una freccia verde brillante che ci impone di svoltare decisamente a destra (800 metri di quota-un'ora circa dalla partenza). 

Fioriture di erba trinità nei pressi della cascina.

Nonostante la freccia, il sentiero non è per niente evidente. Nel dubbio raggiungiamo la cascina intravvista dal basso. E' un fabbricato rurale ben tenuto, da cui si gode un bel panorama sul massiccio della Presolana.  Dal retro della cascina, calpestando il prato che scende dolcemente, si raggiunge un casotto in cemento, da dove si individua, nel bosco che si sviluppa poco più in basso, una larga sterrata ben segnalata da un'altra freccia color verde brillante. Raggiuntala, la si percorre in discesa per un centinaio di metri, incontrando finalmente, sulla sinistra, una freccia gialla del Danilo Trail. E' la denominazione del tragitto che, in teoria, staremmo percorrendo sin dalla partenza. 

La freccia gialla del Danilo Trail (unico segnavia del tracciato).

Da qui il tracciato si fa suggestivo e panoramicamente più interessante. Il sentiero sale in un bel bosco misto, tra una moltitudine di fioriture. Appena la vegetazione si dirada, la traccia passa alta sopra la Fattoria della Felicità (770 m circa, poco meno di un'ora e mezzo dalla partenza) regalando una bella vista a 180° sui monti sovrastanti Clusone, su Cima Parè, Castione e sulla Presolana.

Foto dall'alto della Fattoria della Felicità.

Il percorso procede a saliscendi, alternando tratti nel bosco ad altre belle vedute e, in un quarto d'ora, porta alla Costa dell'altipiano di Pu (780 m), che vanta una tradizione secolare legata alla pastorizia. L'ambiente, poco noto e frequentato ancora meno, è costituito da ampi pascoli e sobrie cascine. Lo sterrato prosegue restando sulla costa. A sinistra si ammirano prati verdissimi che salgono dolcemente sulla cima dell'altipiano. A destra lo sguardo si apre sino ad abbracciare il lontano massiccio dell'Alben.

I prati dell'Altipiano di Pu.

Dopo una decina di minuti, si arriva ad un bivio presidiato da una statua in legno raffigurante un podista, probabilmente dedicata alla denominazione del tragitto che stiamo percorrendo. Due frecce, una verde brillante e l'altra rossa, ci invitano a svoltare a sinistra. Noi invece tiriamo diritto, scendendo gradualmente, prima su sterrato, poi su cementato ed infine su asfalto, fino ad arrivare ad un bivio. Qui teniamo la destra imboccando via Castello (700 m circa-mezz'ora dalla Fattoria della Felicità) in fondo alla quale, proseguendo diritto, in pochi minuti si ritorna al parcheggio di partenza.

Alla Costa di Pu.

Note tecniche:

Data dell'escursione: 28-03-2025 - Nuvoloso, con foschie in quota in progressivo aumento.
Punto di partenza della passeggiata: Piazza Pozzo, all'ingresso dell'abitato di Onore. Dal centro di Bergamo dista circa 40 km, percorribili in tre quarti d'ora d'auto. Dalla città si percorre la statale 671 della Val Seriana fino al bivio di Ponte Nossa, dove si volta a destra, seguendo le indicazioni per Clusone e Schilpario. Dopo Clusone si supera anche la rotonda all'altezza di Rovetta e si procede in direzione di Castione.  Un chilometro oltre, mal segnalata da un cartello stradale reso illeggibile dal tempo e dalle intemperie, si prende la strada a destra in direzione di Onore e Songavazzo. Dopo cinquecento metri si arriva a un bivio e si volta a sinistra, raggiungendo le prime case di Onore. Superato il cimitero, alla prima rotonda si prende la seconda uscita, imboccando via Fantoni. Dopo un centinaio di metri si arriva in Piazza Pozzo. Sulla sinistra si trova un parcheggio gratuito che può ospitare una dozzina di auto.
Dislivello e lunghezza dell'itinerario: L'anello qui descritto realizza circa 150 metri di sola salita. Il percorso complessivo misura cinque chilometri e mezzo. 
Durata: L'anello si percorre in meno in un paio d'ore, al netto delle soste. 

La Presolana dall'Altipiano di Pu.

Altre escursioni in zona: In questo blog trovate la descrizione di due escursioni che calpestano sentieri nel territorio di Onore. Entrambe sono un po' più impegnative della passeggiata presentata in questo posto. I link di collegamento sono i seguenti:
https://dislivellozero.blogspot.com/2024/07/da-onore-cima-buldet-una-faticosa.html;
https://dislivellozero.blogspot.com/2022/12/da-songavazzo-ai-prati-di-falecchio-e.html
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Cartografia: Negli uffici e sul sito dell'infopoint di Borghi della Presolana (https://borghipresolana.com) è disponibile una mappa in scala 1:20.000, con evidenziato questo itinerario ed un'altra decina di possibili escursioni effettuabili in questa zona. Le descrizioni sono molto sintetiche.

Il rientro ad Onore. Sullo sfondo il monte Alben.


sabato 15 marzo 2025

Otto passeggiate ed escursioni con belle viste sui laghi d'Iseo e di Endine.

 

Fonteno, scendendo dal sentiero che porta al monte Creò. Foto di ottobre 2017

Questo blog riporta passeggiate ed escursioni che si svolgono prevalentemente nelle Orobie bergamasche. Tra quelle panoramicamente più significative, ho selezionato otto proposte che hanno avuto la fortuna di ammirare dall'alto gli specchi d'acqua del Sebino e del Lago di Endine.

Bossico: il Sebino dalla località Sette Colli. foto di luglio 2010

IL LAGO D'ISEO DALL'ALTIPIANO DI BOSSICO
Bossico è un paese di circa 1.000 abitanti situato su un altipiano che domina la Val Borlezza, l'alta Vale Cavallina ed il Sebino. Il suo territorio, costellato da fitte abetaie e da splendidi pascoli, offre una miriade di itinerari adatti ad ogni tipo di escursionismo. In questo blog trovate la descrizione di una breve passeggiata dal dislivello trascurabile che, partendo dalla località Sette Colli, si affaccia su uno spettacolare balcone sul Sebino per poi tuffarsi nei fitti e freschissimi boschi dell'altipiano. Il link è il seguente: https://dislivellozero.blogspot.com/2020/09/sullaltipiano-di-bossico-tra-i-panorami.html.

Località San Fermo, ai piedi del monte Colombina. Foto di settembre 2020.

L'altra proposta è un po' più impegnativa (500 metri di dislivello per 11 km, percorribili in 4 ore) e percorre un anello destinato a portarvi sulla cima del monte Torrione. La fatica viene ampiamente ripagata da spettacolari viste sulle Orobie e sul Lago d'Iseo. Trovate foto e tutti i dettagli necessari qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2016/12/una-passeggiata-nei-boschi-di-bossico.html.

Località Font, sopra Fonteno. Foto di dicembre 2023

SGUARDI SUL SEBINO PARTENDO DA FONTENO
Il piccolo Comune di Fonteno (circa 500 abitanti) è adagiato su una terrazza naturale affacciata sulla sponda bergamasca del Lago d'Iseo. L'escursione più panoramica è forse quella che porta sulla cima del monte Creò, che si raggiunge superando 600 metri di dislivello in un paio d'ore di sola salita. La discesa, effettuata sullo stesso percorso, impegna per un'ora e mezza. Per leggere i dettagli cliccate qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2017/10/monte-creo-da-fonteno-il-balcone-sul.html.

Controluce su Montisola dalla cresta del monte Creò. Foto di ottobre 2017

L'altra escursione prevede un anello sul versante opposto, salendo sul monte Boario attraverso un rado bosco di latifoglie, prima di arrivare su un largo crestone erboso che regala viste spettacolari. Si cammina per quasi quattro ore, superando 630 metri di dislivello, sviluppati su circa nove chilometri. La relazione e le fotografie sono pubblicate qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2024/01/da-fonteno-un-anello-verso-la-cima-del.html.

La Corna dei Trenta Passi dal Monte Boario. Foto di dicembre 2023

SALENDO DA SONGAVAZZO
Il panoramicissimo monte Torrione si può raggiungere anche partendo da Songavazzo, il cui territorio è posizionato tra l'altipiano di Clusone e la Val Borlezza. Dai suggestivi prati di Falecchio si sale in un folto e fioritissimo bosco, percorrendo un'agevole strada agro-silvo-forestale che, in un paio d'ore e 450 metri di dislivello, ci porta alla meta. Per ritornare, si cammina sul medesimo tracciato per un'ora e mezza. Qui foto e descrizione del percorso: https://dislivellozero.blogspot.com/2023/03/aria-di-primavera-sui-crinali-boscosi.html.

Salendo verso la cima del monte Torrione, raggiungibile anche da Songavazzo.

IL LAGO D'ISEO DA FOGAROLO
Percorrendo una bella escursione in partenza dalla località San Lucio (sopra Clusone) è possibile ammirare suggestive visuali sul Sebino e le montagne bresciane. L'anello in questione transita infatti dall'Alpe Fogarolo, dove è impossibile non sostare per una foto al monte Guglielmo che domina il lago dall'alto dai suoi 1957 metri di altezza. Si cammina per più di quattro ore, con un dislivello complessivo che si aggira sui 600 metri. Il link di collegamento è: https://dislivellozero.blogspot.com/2019/05/san-lucio-forcella-larga-fogarolo-san.html.

Monte Guglielmo e Sebino dall'Alpe Fogarolo, sopra Clusone. Foto di maggio 2019

UNA GITA A MONTISOLA
In questo post non poteva mancare una tappa a Montisola, l'isola lacustre più grande dell'Europa meridionale.  Questo piccolo Comune di 1600 abitanti, circondato dalle acque del Sebino, nasconde tesori gastronomici e culturali che meritano ben più di una visita. La passeggiata qui proposta è completamente a dislivello zero, adatta proprio a tutti, ed è solo un piccolo assaggio di quel che si può trovare su questa meravigliosa isola, sulle cui strade è vietato il transito alle auto e le moto sono riservate ai residenti. Questo è il link: https://dislivellozero.blogspot.com/2017/11/da-peschiera-maraglio-sensole-un.html.

Montisola: Arrivo in traghetto a Peschiera Maraglio. Foto di novembre 2017

IL LAGO D'ENDINE DALLE PENDICI DELLO SPARAVERA
Concludo con un'escursione che si affaccia sul Lago d'Endine. Si comincia a camminare partendo dalla località Valpiana, raggiungibile in auto dalla Val Gandino. L'anello proposto è lungo otto chilometri, si supera un dislivello di circa 350 metri, camminando per tre ore e mezza circa. Con cielo limpido è un'escursione panoramicissima ed attraversa un territorio costellato di luoghi epici della Resistenza bergamasca. Maggiori dettagli, anche di carattere storico, sono consultabili cliccando su questo link: https://dislivellozero.blogspot.com/2022/03/da-valpiana-alla-cima-del-monte.html.

Il lago d'Endine dalla cima dello Sparavera. Foto di marzo 2022


giovedì 6 febbraio 2025

13 escursioni e camminate nel Parco dei Colli di Bergamo

Botta di San Sebastiano, nel Parco dei Colli di Bergamo.

Nel 1977 (quasi cinquant'anni fa) venne istituito il Parco Regionale dei Colli di Bergamo. Lo scopo del Parco è quello di salvaguardare e valorizzare un equilibrio tra uomo e natura sui colli che circondano i dintorni della città. Il territorio del Parco presenta caratteristiche molto diverse tra loro e, al suo interno, racchiude bellezze naturali ed architettoniche di grande pregio, dal Canto Alto alla Riserva del Giongo ed al nucleo medioevale di Città Alta.

Sul sentiero che unisce il Canto Basso al Canto Alto.

Nel Parco è possibile effettuare semplici camminate ed escursioni anche impegnative. Con questo post intendo ripresentare tredici proposte di itinerari, che possono interessare una vasta platea di appassionati e naturalisti.

Quasi in vetta al Canto Alto.

DESTINAZIONE CANTO ALTO
La meta escursionisticamente più ambita nel territorio del Parco è la vetta del Canto Alto (1146 m) che può essere raggiunta percorrendo diversi versanti. Partendo da Sorisole, si arriva in cima seguendo il percorso forse più classico, lungo il quale si attraversa la suggestiva località al Monte, un delizioso e minuscolo agglomerato di poche case. Il ritorno si può effettuare percorrendo lo splendido crinale che porta ai Prati Parini, per poi rientrare lungo lo stretto camminamento che percorre la testata della selvaggia Val di Giongo. E' un'escursione abbastanza impegnativa, che realizza circa 650 metri di dislivello, sviluppati in nove chilometri. Si cammina per quattro ore. Il link con tutti i dettagli del percorso è: https://dislivellozero.blogspot.com/2022/06/alla-scoperta-del-versante-sud-del.html.

Località al Monte, sul sentiero che, da Sorisole, porta al Canto Alto.

Dalla Bassa Valle Seriana si può salire al Canto Alto iniziando l'escursione dal borgo medioevale di Olera o da Monte di Nese. La prima escursione non deve prescindere dalla visita al bellissimo borgo di partenza. L'itinerario proposto sale per circa 630 metri di dislivello ed impegna per circa quattro ore. Qui trovate il racconto, con tanto di foto: https://dislivellozero.blogspot.com/2018/05/dal-borgo-medioevale-di-olera-alla.html.   Quello da Monte di Nese è invece il percorso con minor dislivello (350 metri complessivi). Comprendendo anche il piccolo periplo del Monte Cavallo, si cammina per circa tre ore. Il dettaglio si trova qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2020/05/da-monte-di-nese-al-canto-alto-in.html.

Una via di Olera.

AI BORDI E DENTRO LA CITTA'
Il Parco dei Colli si estende su una vasta porzione del territorio cittadino, dove le possibilità di effettuare suggestive camminate sono molteplici. In questo blog ne trovate cinque. La prima esplora la splendida Valle d'Astino, ricca di storia e di biodiversità. Un doppio anello di 10 km, con partenza dai parcheggi che circondano il Tennis Club sito al confine tra i quartieri di Loreto e Longuelo, impegna per circa 3 ore, superando 250 metri di dislivello complessivo. Questo il collegamento per avere maggiori info:  https://dislivellozero.blogspot.com/2021/12/unescursione-lunga-dieci-chilometri-su.html.

Il Monastero di Astino.

Al lato opposto della città, ai piedi della Val Brembana, si può percorrere un significativo tratto della Greenway di Bergamo, una ciclabile immersa in coltivi e begli scorci di paesaggi medioevali. Sono due le proposte che calpestano questo tracciato: la prima parte dalla sede del Parco, sita nello splendido monastero duecentesco di Valmarina, raggiunge la piana del Gres e sale nel bosco, scollinando in direzione del Santuario della Madonna della Castagna. Il ritorno al versante opposto attraversa la Botta di San Sebastiano, lambisce la Trattoria dell'Alpino e scende al Monastero percorrendo via Ramera. II link è questo: https://dislivellozero.blogspot.com/2021/06/sulla-ciclopedonale-dei-colli-di.html
La seconda camminata, più breve e meno ondulata, parte invece dal centro sportivo del Campo Utili, in via Baioni, calpestando la ciclabile che costeggia il torrente Morla. Arrivati a Valverde si sale in Castagneta, pianeggiando poi in direzione di Colle Aperto per scendere al Roccolino e quindi al punto di partenza. Si cammina per un paio d'ore, superando 120 metri di dislivello. I dettagli sono reperibili qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2021/01/in-cerca-di-storie-ed-altri-ricordi-tra.html.

Il monastero di Valmarina, sede del Parco dei Colli.

Un'altra proposta interessa il versante occidentale dei Colli di Bergamo. Il punto di partenza è il Portone di San Matteo, a Longuelo. Un bell'acciotolato porta al Colle della Benaglia ed al piccolo borgo di San Matteo della Pigrizia. Si salgono le scalette dello Scorlazzino e dello Scorlazzone, fino ad arrivare in San Vigilio. Tra spettacolari viste si pianeggia verso le Case Moroni, raggiungendo quindi San Sebastiano. Da qui si percorre un tratto del Pascolo dei Tedeschi, in direzione di Sudorno dove  inizia la discesa nella Valle d'Astino che ci riporterà alla partenza. Ecco il collegamento con i relativi dettagli: https://dislivellozero.blogspot.com/2020/03/lanello-dei-torni-un-itinerario-nel.html
L'ultimo post di questo paragrafo è dedicato alla funicolare di San Vigilio. Dalla stazione più alta partono una serie di brevi itinerari alla scoperta di una zona ricchissima di storia e suggestivi panorami su Città Alta e la pianura circostante. Altre info qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2018/01/dalla-funicolare-di-san-vigilio.html.

Città Alta fotografata da San Vigilio.

TRE ITINERARI DA TORRE BOLDONE
Dal territorio del Comune di Torre Boldone si può facilmente inoltrare in quello del Parco dei Colli, soprattutto da sud-est. L'itinerario più semplice parte dalla chiesa parrocchiale del paese (diversi parcheggi negli immediati pressi) e si inoltra nelle colline che circondano l'abitato. In un paio d'ore si effettua una fresca camminata superando 200 metri di dislivello, con diversi saliscendi nel bosco. Il link per il rendiconto della passeggiata è: https://dislivellozero.blogspot.com/2021/01/camminando-sui-confini-collinari-di.html.

Nei pressi della Croce del Boscone, sopra Torre Boldone.

Sempre partendo dalla chiesa parrocchiale si può effettuare un'anello un po' più impegnativo (450 metri di dislivello per circa 10 km, da percorrere in tre ore e mezza) che porta al Colle di Ranica e scende alla bella chiesina di San Rocco, toccando infine il borgo di Fenile. La descrizione dell'itinerario è qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2017/05/a-spasso-sulle-colline-di-torre-boldone.html.
Un'itinerario simile parte proprio da Fenile e realizza un'anello che tocca, come punto più alto, il Colle di Ranica. E' più breve (tre ore di cammino) e meno impegnativo (400 metri di dislivello). Il link di collegamento è: https://dislivellozero.blogspot.com/2019/08/una-fresca-passeggiata-da-fenile-al.html.

Nei pressi della Pozza del Colle, sopra Ranica.

INFINE, DUE ESCURSIONI  CON INGRESSO DALLA BASSA VALLE BREMBANA
Entrando nel Parco da nord si possono effettuare due fantastiche escursioni. La prima parte dalla nascosta frazione di Poscante, circondata da splendidi castagneti. Un anello di otto chilometri e 500 metri di dislivello, percorribile in tre ore e mezzo, tocca suggestivi borghi rurali e, calpestando sentieri  in stagione ricoperti di foglie e ricci di castagne. Il punto più alto che si raggiunge è il pascolo soleggiato del Canto Basso. La descrizione particolareggiata, con diverse foto allegate, è qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2021/10/da-poscante-al-canto-basso-un.html.
L'ultima proposta parte dal piccolo borgo di Bruntino, frazione di Villa d'Almè. Si tratta dell'escursione forse più bella, ed anche più impegnativa. Si cammina per quattro ore e mezzo, superando un dislivello di oltre 600 metri, ed attraversa la Valle del Giongo, il territorio più selvaggio e meno antropizzato del Parco dei Colli, con un buon tratto privo di segnaletica (ma non si è ancora perso nessuno...). Qui ho pubblicato una descrizione molto particolareggiata: https://dislivellozero.blogspot.com/2021/10/da-bruntino-un-anello-escursionistico.html.

Panorama dai tetti di Ripa, nei pressi di Poscante. Sullo sfondo Miragolo e i monti Alben ed Arera.

Altre note utili:

Carte escursionistiche:  La cartina escursionistica più dettagliata per questa zona è quella realizzata da Ingenia editori, titolata: PARCO DEI COLLI DI BERGAMO in scala 1:15.000, acquistabile al costo di 10,00 € sul sito: www.ellelibri.com. 


Paesaggio caratteristico dei Colli di Bergamo.





giovedì 16 gennaio 2025

Quindici itinerari con vista sulla Presolana

La zona del massiccio della Presolana offre agli escursionisti una miriade di itinerari, adatti ad ogni esigenza. Con questo post riassumo una quindicina di proposte, suddivise per tipologia di percorso e per grado di difficoltà.

La Presolana dall'alpeggio di Malga Lusù (foto di febbraio 2024).

PASSEGGIATE A "DISLIVELLO ZERO"
Per chi si accontenta di respirare aria buona, assaporando i profumi ed i panorami che solo la montagna può offrire, propongo una passeggiata nei boschi gestiti dal Corpo Forestale con partenza dal passo della Presolana. Si tratta di una gradevole camminata, con soli 40 metri di dislivello e della durata di un paio d'ore, tra andata e ritorno. Il link con tutti i particolari è il seguente: 
Partendo dal lato opposto del passo si può percorrere invece un tratto dell'itinerario denominato "via del latte". Camminando in direzione sud, senza apprezzabile dislivello, si può arrivare ad una freschissima area di sosta nella Valle di Campello, circondati da panorami impagabili. Per maggiori dettagli cliccate qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2018/08/una-pigra-passeggiata-sulla-via-del.html.
La terza proposta parte dalla frazione di Lantana. Partendo dal piccolo santuario della Madonna delle Grazie, un bel sentiero si inoltra nel fitto bosco di Predusolo. Si cammina per circa due chilometri senza effettuare dislivello significativo. Questo il link per saperne di più:

La Presolana vista dal sentiero CAI n. 319, o via del latte (foto di agosto 2018).

ITINERARI CON DISLIVELLO FINO A 500 METRI (e senza punti esposti)
Chi desidera fare un po' più fatica, può aumentare il dislivello delle sue escursioni. Partendo dal Passo della Presolana si può raggiungere la panoramicissima Malga Cornetto con meno di 300 metri di dislivello. In estate è veramente una bella gita da effettuare. Ancor più suggestiva d'inverno, magari con le ciaspole ai piedi. Qui tutti i dettagli: https://dislivellozero.blogspot.com/2023/01/alla-malga-cornetto-piedi-o-con-le.html.
Partendo invece dalla strada a servizio degli impianti del Monte Pora (località Valzella) si può effettuare un bell'anello della durata di circa tre ore, con un dislivello di 350 m. Lungo questo tracciato si incontrano due rifugi e la vetta del Monte Alto, da cui si gode una vista incredibile sul lago d'Iseo e le montagne che lo incorniciano. Il link di collegamento è il seguente:
Infine, dal parcheggio nei pressi della deliziosa frazione di Rusio, prende invece forma un'escursione che sale alla bellissima chiesetta millenaria di San Peder, probabilmente la più antica dell'intera zona. Il lungo ritorno sale al Col di Passeraia ed attraversa prati e pascoli del Bigliardo e del borgo di Romentarek. Le informazioni sul percorso, lungo 8 km e con un dislivello di 500 metri, sono qui: https://dislivellozero.blogspot.com/2024/04/rusio-chiesetta-di-san-peder-col-di.html.

Malga Cornetto (foto di gennaio 2023).

ESCURSIONI UN PO' PIU' IMPEGNATIVE (da affrontare con "passo sicuro")
I più in forma troveranno in questa zona da che sbizzarirsi. Dalla frazione di Lantana parte un sentiero (poco battuto e un po' selvaggio) che sale alla vetta del monte Scanapà, per eccellenza il "balcone sulla Presolana". Superando 650 metri di dislivello in soli 3 km, si raggiunge la cima in circa 2 ore e mezza. La discesa, sul medesimo tracciato, è abbastanza impegnativa, vi impegnerà per un'ora e mezza. Ecco il link per leggere la descrizione particolareggiata del percorso:  https://dislivellozero.blogspot.com/2022/11/da-lantana-alla-croce-di-vetta-dello.html.
La vetta dello Scanapà si può raggiungere anche partendo dalla chiesetta del passo della Presolana. In questo blog viene descritto un lungo anello di oltre 11 km che, in quattro ore e mezza e 550 metri di dislivello, tocca appunto la croce dello Scanapà e raggiunge Colle Vareno attraverso una suggestiva digressione lungo le pendici del monte Lantana. Il ritorno avviene sulla pista forestale che si inoltra nella fitta abetaia di Castel Orsetto. Ecco tutti i dettagli dell'itinerario:  https://dislivellozero.blogspot.com/2023/09/lultima-trincea-unescursione-sulle.html.
Una bella escursione di un certo impegno è inoltre quella che, partendo dal borgo di Rusio, risale la Valle del Papa, portando quindi all'ingresso della "Galleria Presolana": un tunnel scavato nella roccia oltre il quale, con vista a strapiombo, ci si inoltra nella suggestiva Valle dei Mulini. Il ritorno a Rusio avviene serpeggiando lungo l'unico vivace torrente emerso del massiccio della Presolana. Il dislivello è superiore ai 500 metri. Percorrere i sette chilometri complessivi impegna per circa 4 ore. Ecco il link: https://dislivellozero.blogspot.com/2023/10/alla-scoperta-della-galleria-presolana.html.

La Presolana dalla salita che, da Lantana, porta alla croce dello Scanapà
 (foto di novembre 2022).

CON LA PRESOLANA DI FRONTE
Se amate particolarmente la Presolana e volete camminare con lo sguardo fisso sulle sue imponenti pareti calcaree, vi suggerisco di effettuare anzitutto il classico anello che, partendo da Rusio, risale il canyon della Valle dei Mulini, raggiungendo così Malga Presolana. Il ritorno avviene lungo la "via del Latte", che scende a Malga Campo, per poi rientrare nel borgo di partenza. Una decina di chilometri, 650 m di dislivello, da percorrere in quattro ore e mezzo. Per maggiori dettagli cliccate qui: 
https://dislivellozero.blogspot.com/2020/08/dal-canyon-della-valle-dei-mulini-ai.html.
Molto, molto interessante anche l'anello che parte dal Passo della Presolana e, dopo aver superato il Rifugio Cassinelli, percorre la traccia del "sentiero delle capre", che attraversa i pascoli e gli sfasciumi del Pizzo Corzene fino al Colle della Presolana. Da qui, il rientro avviene lungo la celeberrima "via del latte", toccando i più suggestivi alpeggi della Conca. Si cammina per tre ore e mezza, superando 600 metri di dislivello. Ecco la descrizione del percorso: https://dislivellozero.blogspot.com/2022/08/un-anello-ai-piedi-della-presolana-e.html.
Meno battuta, ma proprio per questo ancora più interessante, è la seconda parte di un'altra escursione che, dopo aver raggiunto Baita Cassinelli, sale verso il Visolo per voltare a destra in direzione di Cima Gulter. Questo tratto attraversa un bosco incantato da mille fioriture e segnato da selvatiche presenze che si palesano nei modi più inaspettati. La discesa finale presenta alcuni punti un poco esposti e va percorsa con cautela. Il dislivello è di 500 metri, i chilometri sono sette, superabili in tre ore e mezzo di cammino. Questo il relativo link: https://dislivellozero.blogspot.com/2023/07/un-anello-dal-passo-della-presolana.html.

Cima Gulter vista dal Colle della Presolana (foto di giugno 2023).

CON LA PRESOLANA VISTA DA LONTANO
La vetta della Presolana è ben visibile da diversi punti panoramici, anche abbastanza lontani. Vi propongo tre escursioni per godere di viste inusuali, ma parimenti emozionanti. La prima raggiunge l'alpeggio di Malga Lusù, a picco sulla Val Borlezza, partendo dalla strada a pagamento che sale da Gandino in direzione di Valpiana. Il dislivello è limitato (350 m) ma, nelle tre ore e mezzo di camminata, sono garantiti immensi e particolari panorami, non solo in direzione della Regina. Qui tutti i particolari: https://dislivellozero.blogspot.com/2024/02/da-valpiana-alla-malga-lusu-per.html.
Dal paese di Onore si può invece salire a Cima Buldet, altrimenti nota come Monte Cornet. E' un'ascensione un po' faticosa di circa 700 di dislivello. Ma regala la possibilità di incontri con la fauna selvatica e viste a 360°, difficilmente dimenticabili. Il ritorno avviene sulle tracce di salita e l'escursione complessiva impegna per quattro ore. Questo il link per saperne di più:
https://dislivellozero.blogspot.com/2024/07/da-onore-cima-buldet-una-faticosa.html.
Un ultimo suggerimento ci porta sopra il Comune di Parre dove, in cima a via Campella, parte l'escursione che porta agli splendidi prati del Monte Alino ed al rifugio Vaccaro. E' l'itinerario con il maggior dislivello fra quelli qui proposti (850 m), comunque facilitati dalla gradualità della salita e dal fondo stradale battuto. Tra andata e ritorno, undici chilometri in totale, si cammina per circa 4 ore. E questo è l'ultimo link di collegamento: https://dislivellozero.blogspot.com/2022/11/da-parre-al-rifugio-vaccaro-e-gli.html.

Presolana dai pascoli del Monte Alino (foto di novembre 2022).

Altre note utili:

Bibliografia: Per chi è interessato ad altri itinerari escursionistici in zona, consiglio la guida intitolata: CLUSONE & CASTIONE-l'altipiano della Presolana per tutte le stagioni, realizzato da Alessandra e Anna Chiara Merisio, Lyasis Edizioni, stampato ad aprile 2023, 15,00 €. 
Carte escursionistiche:  La cartina escursionistica più aggiornata e dettagliata per questa zona è quella realizzata dalla Sezione CAI di Bergamo, titolata: SENTIERO DELLE OROBIE ORIENTALI in scala 1:25.000, acquistabile al costo di 10,00 € presso la sezione stessa del CAI (via Palamonti,10-Bergamo) oltrechè nelle librerie specializzate. Chi desidera una visione più "ampia", potrà comprare la carta escursionistica "ALTA VAL SERIANA-VAL DI SCALVE" in scala 1:40.000, realizzata dalle Edizioni Canova, che la vende ad 11 € nella sua cartolibreria sita in via Nazzari,15, nel centro storico di Clusone.


Rusio e le creste della Presolana (foto di aprile 2024).